In Venezuela è una corsa contro il tempo: «Stiamo cercando di salvare più persone possibile»

In Venezuela è una corsa contro il tempo per provare a salvare le persone ancora intrappolate tra le macerie degli edifici crollati nel violento terremoto. I soccorritori, da ore, stanno setacciando ogni angolo, con l'obiettivo di salvare più vite umane possibile. Un lumicino di speranza, infatti, resta accesso: a più di ventiquattro ore dal sisma, a Chacao – uno dei centri più colpiti – una donna è stata estratta dai detriti viva. A Caracas e nella vicina località costiera di La Guaira – la più devastata dal terremoto – si sentivano ancora persone chiedere aiuto da sotto le macerie dei palazzi crollati. Per questo motivo, le operazioni di ricerca vanno avanti, senza sosta, e continueranno anche per le prossime ore. «La nostra squadra sta cercando di rimuovere le macerie, in modo che gli specialisti possano entrare per raggiungere le persone che si spera siano ancora vive», ha spiegato Gustavo Duque, sindaco di Chacao. «Stiamo cercando di salvarne quante più possibile». Tuttavia, a La Guaira la situazione è decisamente peggiore: nella località più colpita dal sisma, infatti, si scava a mani nude. Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non sono disponibili i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Una situazione disperata, come denunciano i parenti di chi è ancora sotto i detriti, che si sentono abbandonati dalle autorità.
Con il passare del tempo, poi, il bilancio delle vittime si fa sempre più tragico. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il sisma ha causato almeno 235 morti confermati, come annunciato dal ministro della Salute Carlos Alvarado. «Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie», ha dichiarato Alvarado parlando in televisione. I feriti, invece, sono almeno 4.300. Il dato più allarmante, tuttavia, si legge sul sito internet creato per aiutare le famigliare a segnalare e rintracciare i propri cari di non hanno più notizie. Questa mattina, sul portale erano più di 41.000 le segnalazioni per persone scomparse. Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha confermato che «il disastro è probabilmente di vasta portata». Ci sarebbe una possibilità del 42% che i morti totali siano oltre 10.000, e una probabilità del 33% che il numero superi, addirittura, i 100.000. Si tratta, tuttavia, di una stima calcolata sulla base di terremoti precedenti e con caratteristiche simili. Un giovane, studente di medicina, ha raccontato alla BBC che uno dei suoi più cari amici è deceduto nel sisma, mentre un altro è verosimilmente disperso sotto alle macerie. Altre 20 persone che conosceva, che vivono nella zona costiera, sono a loro volta irreperibili. «Sono sotto shock e confuso, perché non posso aiutare», ha dichiarato.
L'aeroporto internazionale principale del Venezuela, ossia quello di Maiquetía, nella periferia di Caracas, rimane chiuso a causa dei gravi danni subiti. Come ha dichiarato alla BBC il giornalista Luis Hernandez, residente a Caracas, a essere indefinita è anche la reale portata del disastro. Nell'area colpita continuano a verificarsi interruzioni di corrente e problemi a internet, che rendono difficile stabilire la situazione. E non è tutto. «A causa della crisi economica nel Paese, per noi è molto difficile fare una valutazione». La zona costiera, vicino all'aeroporto internazionale, intorno a La Guaira, Catia La Mar e Caraballeda si conferma essere l'area in cui sono verificati di gran lunga i danni peggiori: in queste località, sono diversi i grattacieli rasi al suolo e numerose persone sono alla disperata ricerca dei propri cari. In alcuni casi, all'appello mancano intere famiglie di quattro o cinque persone.
