Elezioni

Israele, finora sono state conteggiate 29.000 «doppie buste» su oltre 400.000

Secondo gli esperti citati dal portale, è improbabile che il conteggio finale delle doppie buste modifichi in modo significativo le attuali proiezioni sull'assegnazione dei seggi
KEYSTONE/AP Photo-Ohad Zwigenberg
Ats
29.10.2026 08:51

Finora, in Israele sono state scrutinate poco più di 29.000 «doppie buste» (ossia le schede degli elettori che hanno votato da ospedali, zone di guerra o i diplomatici dall'estero), su un totale stimato di oltre 400.000. Lo riferisce Ynet secondo cui il partito Likud del premier Benjamin Netanyahu è in testa tra queste schede, con il 18,5% dei voti finora conteggiati, seguito dal movimento «Yashar» di Gadi Eisenkot con il 15,6%.

Secondo gli esperti citati dal portale, è improbabile che il conteggio finale delle doppie buste modifichi in modo significativo le attuali proiezioni sull'assegnazione dei seggi. Ynet riferisce inoltre che la Commissione elettorale centrale stima che lo spoglio dei voti sarà completato entro questo pomeriggio.

La Polizia israeliana respinge le accuse frode di Likud ai partiti arabi

La polizia israeliana smentisce le affermazioni del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui le elezioni sarebbero state «rubate» dai partiti arabi. «La giornata elettorale si è svolta con pochissimi episodi irregolari che abbiano riguardato l'integrità del voto, persino se confrontata con le elezioni precedenti», ha dichiarato una fonte della polizia a diversi organi di stampa in lingua ebraica, secondo quanto riportato dal Times of Israel. «È importante sottolineare che non esistono prove, né di natura investigativa né di intelligence, a sostegno di tali accuse», ha aggiunto la fonte. Ieri, anche un funzionario della Commissione elettorale centrale (Cec) aveva respinto le denunce di brogli.

Mentre lo scrutinio è ancora in corso, i partiti arabi hanno ottenuto 19 seggi nelle elezioni di martedì, a fronte di un'affluenza senza precedenti da parte della comunità araba.

Prima del voto, i media in lingua ebraica avevano riferito che il Likud intendeva contestare i risultati provenienti dalle località arabe e sostenere che le elezioni fossero state «rubate» nel caso in cui Netanyahu non avesse vinto; il partito aveva infatti preparato in anticipo una serie di reclami e accuse di brogli.

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