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«Israele sulla Cisgiordania è una minaccia agli accordi di pace»

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Ats
09.02.2026 18:49

Una ferma condanna delle decisioni israeliane riguardo alla Cisgiordania è giunta dalla Lega araba, che in una nota parla di «un'escalation senza precedenti nel processo di annessione, colonizzazione e sfollamento della popolazione, e una minaccia agli accordi firmati tra l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e Israele, in particolare gli accordi di Oslo e l'accordo di Hebron».

La Lega degli Stati Arabi «condanna fermamente le decisioni approvate dal cosiddetto Consiglio dei ministri israeliano, che mirano a modificare profondamente e pericolosamente lo status giuridico e amministrativo dei territori palestinesi occupati, in particolare della Cisgiordania» e afferma che «queste decisioni, tra cui la revoca del segreto sui registri catastali, la facilitazione della confisca di proprietà private palestinesi e il trasferimento dei poteri di pianificazione e rilascio di permessi nella città di Hebron e nei pressi della moschea di Ibrahimi alle autorità occupanti, costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e delle relative risoluzioni internazionali, tra cui le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, la Quarta Convenzione di Ginevra, l'accordo di Hebron del 1997 e il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia».

La Lega degli Stati arabi avverte che l'imposizione del cosiddetto «controllo e applicazione» delle leggi sugli edifici palestinesi nelle aree A e B, con il pretesto di proteggere il patrimonio storico o i siti archeologici, costituisce «un falso pretesto legale per politiche di demolizione, confisca e pulizia etnica. Mira a indebolire la presenza palestinese e a imporre sul territorio realtà coloniali irreversibili».

La Lega araba mette inoltre in guardia dai «pericoli associati alla violazione dei luoghi santi islamici e cristiani, sottolineando che qualsiasi attacco alla moschea di Ibrahimi e qualsiasi trasferimento di autorità su di essa sono assolutamente inaccettabili».

Per questo, «invita la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali e ad adottare misure immediate e decisive per porre fine a queste violazioni e garantire la protezione del popolo palestinese, della sua terra e dei suoi luoghi santi».

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