Emergenza sanitaria

Italia, sequestri per 70 milioni nell’ambito degli appalti per le mascherine

Nel mirino della guardia di finanza sono finiti tre consorzi cinesi a cui erano stati affidati 1,25 miliardi per l’acquisto dei dispositivi di protezione attraverso imprese italiane - Le accuse sono ricettazione, riciclaggio, traffico di influenze illecite in concorso e aggravato dal reato transnazionale e illeciti amministrativi
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Red. Online
17.02.2021 12:58

La Guardia di Finanza italiana (Gdf) sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo per 70 milioni di euro nell’ambito di un’indagine della procura di Roma sull’affidamento complessivo di 1,25 miliardi fatto dal Commissario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri a 3 consorzi cinesi per l’acquisto di 800 milioni di mascherine avvenuto attraverso l’intermediazione di alcune imprese italiane.

Queste avrebbero percepito commissioni per decine di milioni di euro dai consorzi cinesi risultati affidatari delle forniture dei richiamati dispositivi di protezione individuale (in particolare, mascherine chirurgiche, nonché del tipo FFP2 e FFP3).

I sequestri sono in corso ad opera del Nucleo di polizia valutaria della Gdf a Roma e Milano e riguardano conti correnti, quote societarie, beni e immobili di lusso.

Le accuse ipotizzate dalla procura sono, a vario titolo, ricettazione, riciclaggio, traffico di influenze illecite in concorso e aggravato dal reato transnazionale, illeciti amministrativi in materia di responsabilità amministrativa degli enti.

Dalle indagini sarebbe emerso che le imprese italiane che hanno fatto da intermediari avrebbero percepito commissioni per decine di milioni, non erogate però dalla struttura del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica.

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