La BBC ancora tra le polemiche, sotto attacco il presidente

Non si placa la bufera che ha travolto la Bbc per lo scandalo del montaggio artefatto in un documentario del discorso tenuto dal presidente statunitense Donald Trump a Capitol Hill nel 2021 e le accuse sulla violazione della storica imparzialità attribuita all'emittente pubblica britannica.
Sotto attacco è finito anche il presidente della tv di Stato, Samir Shah, per la sua audizione davanti alla Commissione per la Cultura e i Media della Camera dei Comuni, giudicata «incerta» perché non sono state fornite ai deputati risposte esaustive e convincenti rispetto al «caos» che persiste ai vertici dell'emittente.
Dure parole pronunciate dalla presidente della stessa commissione parlamentare, la conservatrice Caroline Dinenage, in un'intervista al programma World Tonight della Bbc, con una valutazione finale profondamente negativa per Shah: «l'emittente non è in buone mani».
L'affondo di Dinenage viene visto da alcuni come un tentativo di coprire le responsabilità del membro del cda in quota Tory, Robbie Gibb, ex consigliere di Downing Street all'epoca dei governi conservatori, che proprio ieri nell'audizione in Parlamento aveva respinto le voci, emerse sui media, rispetto a un suo ruolo nell'aver alimentato le accuse contro la Bbc sulla violazione dell'imparzialità, rispetto al caso Trump ma anche nella copertura della rappresaglia israeliana contro i palestinesi a Gaza e dei diritti dei transgender.
Shah, da parte sua, oltre a ribadire le scuse per il terremoto prodotto dallo scandalo, da cui è scaturita pure la minaccia di un'azione legale miliardaria da parte del leader Usa, aveva promesso un rinnovamento interno ribadendo l'importanza «di un giornalismo indipendente e di alta qualità nella società polarizzata di oggi».
Le accuse alla gestione dell'emittente erano comunque arrivate da più parti, con un membro del cda, Shumeet Banerji, dimessosi la settimana scorsa proprio per i «problemi di governance» ai vertici dell'azienda. Mentre è stata lanciata formalmente la procedura per trovare il nuovo direttore generale, dopo l'addio di Tim Davie nel pieno dello scandalo, secondo le indiscrezioni della stampa potrebbe essere creato anche un ruolo di vicedirettore generale e rivisto il comitato per gli standard in modo da controllare in modo più stringente il rispetto delle regole editoriali.
Intanto l'autore e storico olandese Rutger Bregman ha accusato la Bbc di aver censurato un suo intervento all'interno del ciclo di conferenze per la radio noto come Reith Lectures, con l'eliminazione di una «frase chiave» secondo cui Trump sarebbe «il presidente più apertamente corrotto nella storia americana». Gli è stato detto, come riporta il Guardian, che la decisione di rimuovere il commento è stata presa «ai massimi livelli» dell'emittente, in quello che sembra un nuovo corso all'insegna di un'autocensura, destinato comunque a scatenare polemiche.