Guerra

La Commissione ONU su Gaza: Israele ha commesso «genocidio»

Siamo giunti alla conclusione che a Gaza si sta verificando e continua a verificarsi un genocidio e la responsabilità è dello Stato di Israele» ha dichiarato all'AFP Navi Pillay, a capo della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite
©Abdel Kareem Hana
Red. Online
16.09.2025 09:30

Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno stabilito che Israele, dall'ottobre del 2023, ha commesso un «genocidio», nella Striscia di Gaza, con l'«intento di distruggere i palestinesi». «Siamo giunti alla conclusione che a Gaza si sta verificando e continua a verificarsi un genocidio e la responsabilità è dello Stato di Israele» ha dichiarato all'AFP Navi Pillay, a capo della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite che indaga sulla situazione dei diritti nei territori palestinesi occupati. Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno citato, quali esempi per sostenere le proprie conclusioni sul genocidio, la portata delle uccisioni israeliane, i blocchi degli aiuti, gli sfollamenti forzati e la distruzione di una clinica per la fertilità.

La Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite del 1948 definisce il genocidio come un crimine commesso «con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale». La Commissione dell'ONU ha riscontrato che Israele, nello specifico, ha ucciso, causato gravi danni fisici o mentali, inflitto deliberatamente condizioni di vita calcolate per portare alla distruzione dei palestinesi in tutto o in parte e, infine, imposto misure volte a impedire le nascite. Tra la lunga lista di accuse c'è quella di aver preso di mira civili che Israele ha l'obbligo legale di proteggere e di aver imposto «condizioni disumane che hanno causato la morte dei palestinesi, tra cui la privazione di cibo, acqua e medicine». Un riferimento, quest'ultimo, al blocco che ha causato una carestia diffusa. Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite descrive altresì gli sfollamenti forzati attualmente in corso a Gaza City, dopo che l'esercito israeliano, l'IDF, ha ordinato a tutti i civili presenti di spostarsi verso sud entrando, infine, in città. Si ritiene che circa un milione di persone siano state colpite. L'offensiva israeliana ha subito una forte accelerazione ieri notte, con attacchi aerei e la distruzione di molti edifici, compresi i grattacieli simbolo di Gaza City, che l'IDF ha sempre definito «torri del terrore» di Hamas. Il documento cita, quali prove, interviste con vittime, testimoni, medici, documenti verificati di fonte aperta e analisi di immagini satellitari compilate dall'inizio della guerra, due anni fa.

Oltre ai risultati dell'azione militare, il rapporto delle Nazioni Unite individua tre funzionari israeliani come responsabili di incitamento al genocidio. Si tratta di Yoav Gallant, allora ministro della Difesa, che il 9 ottobre 2023 dichiarò che Israele stava combattendo contro «animali umani». Come il primo ministro Benjamin Netanyahu, Gallant deve già far fronte a un mandato di arresto per crimini di guerra da parte della Corte penale internazionale. Netanyahu è anche accusato di istigazione all'odio, avendo paragonato la guerra di Gaza alla storia della lotta ebraica contro un nemico noto come Amalek. Nella Bibbia, Dio ordina al popolo ebraico di eliminare tutti gli uomini, le donne e i bambini di Amalek, così come i loro beni e i loro animali. Il terzo funzionario individuato è il presidente Isaac Herzog, che nella prima settimana di guerra condannò i palestinesi di Gaza per non essersi ribellati ad Hamas. Il 13 ottobre 2023, fra le altre cose, affermò che «la responsabilità è di un'intera nazione là fuori».

Dal punto di vista legale, è difficile provare il crimine di genocidio. I redattori della Convenzione sul genocidio e le interpretazioni fornite dalla Corte internazionale di giustizia, nei casi più recenti, hanno deliberatamente fissato standard legali elevati. Il Sudafrica ha intentato una causa presso la stessa Corte internazionale di giustizia, accusando Israele di aver commesso un genocidio contro i palestinesi. Ci vorranno diversi anni prima che il caso venga giudicato.

Detto ciò, poiché la guerra a Gaza continua e, verrebbe da dire, si intensifica ulteriormente con l'attuale offensiva israeliana, il rapporto delle Nazioni Unite non farà che approfondire le divisioni internazionali sulla guerra. Da una parte, infatti, ci sono Paesi che chiedono la fine immediata delle uccisioni e delle distruzioni a Gaza e condannano la carestia causata dall'assedio israeliano. Tra questi, Regno Unito e Francia. Dall'altro lato, ci sono Israele e gli Stati Uniti. L'amministrazione del presidente Donald Trump continua a fornire aiuti militari vitali e copertura diplomatica, senza i quali gli israeliani farebbero fatica a continuare la guerra a Gaza e le campagne di bombardamenti in altre parti del Medio Oriente.