La disinformazione della Russia colpisce ancora: «Ecco il piano per far fuori Viktor Orbán»

La scorsa settimana, i canali di informazione filo-Cremlino hanno intensificato una campagna di disinformazione – durata mesi – con l'obiettivo di influenzare le elezioni del 12 aprile in Ungheria. Ne dà notizia l'East StratCom Task Force dell'Unione Europea, specificando che l'attività si è concentrata sul partito di opposizione TISZA e sul suo leader Péter Magyar, ma anche sull'Ucraina e sulla stessa UE accusate di voler destabilizzare la politica interna ungherese e di interferire con le elezioni.
East StratCom ritiene che, dopo la vittoria di Magyar, è verosimile pensare che Mosca continuerà a prendere di mira tanto il partito quanto l'UE, sempre attraverso tattiche di manipolazione dell'informazione e ingerenza straniera. L'Ungheria, si badi, non è il solo Paese colpito da queste tattiche: i canali filo-Cremlino hanno alzato il livello anche in Bulgaria, dove sono previste elezioni parlamentari nel fine settimana. Oltre ai messaggi legati alle elezioni, leggiamo, la Russia ha diffuso false accuse secondo cui l'UE starebbe sviluppando segretamente armi nucleari. Narrazioni parte di una strategia ricorrente, volta a instillare paura e a dipingere l'Europa come un'autentica minaccia alla sicurezza.
Non finisce qui: l'ipotesi che un cambio di rotta in Ungheria, a livello di governo, possa sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina ha riacceso i riflettori sul sostegno finanziario dell'UE. I media filo-Cremlino, al riguardo, hanno promosso la tesi secondo cui il pacchetto, fondamentale per la difesa di Kiev contro la guerra di aggressione di Vladimir Putin, servirebbe unicamente a prolungare il conflitto.
Fra Ungheria e Bulgaria
Tipico titolo dei media filo-Cremlino: «Bruxelles sta orchestrando un piano per esautorare il primo ministro ungherese Viktor Orbán». Prima delle elezioni ungheresi, i canali disinformativi russi hanno diffuso teorie secondo cui l'UE, come detto, stava cercando di influenzarne l'esito. Teorie che si basavano, nella maggior parte dei casi, su complottismi vari riguardanti il presunto coinvolgimento di leader europei in trame politiche segrete.
Chiaro, se non chiarissimo l'obiettivo: minare la fiducia nell'UE e nei suoi processi democratici, suggerendo che siano controllati o manipolati. Modelli simili sono stati osservati in occasione di elezioni in paesi come Romania, Moldavia o Georgia. Tali affermazioni sono apparse su blog allineati al Cremlino e sulla rete di disinformazione Pravda.
Altra tesi, pensando al presente: «L'UE sta interferendo nelle elezioni bulgare attraverso i suoi strumenti di censura». Concretamente, l'UE starebbe utilizzando strumenti di censura, fact-checker e pressioni normative per mettere a tacere le voci anti-sistema prima delle elezioni parlamentari in Bulgaria. Una narrazione volta a screditare i processi democratici negli Stati membri, con l'UE – dipinta come ipocrita e autoritaria – accusata di manipolazione elettorale. L'origine di questa tesi è legata a RT International, la versione in lingua inglese dell'organo di propaganda statale russo.
E le armi nucleari?
E la questione delle armi nucleari? L'accusa sostiene che l'UE stia perseguendo una propria capacità bellica, dipingendo tali sforzi come pericolosi, irresponsabili e destabilizzanti per la sicurezza globale. Questa narrazione, chiarisce East StratCom, fa parte di una più ampia campagna di allarmismo nucleare guidata dai canali filo-Cremlino. Amplificando le percezioni di minaccia nucleare, Mosca punta con forza a minare la fiducia nelle istituzioni occidentali e a indebolire il sostegno pubblico a politiche come gli aiuti militari o la deterrenza. La falsa notizia, a questo giro, è stata lanciata dal Servizio di intelligence esterna russo (SVR) e ripubblicata da Sputnik Armenia.
«L'Ucraina peggiorerà la sua situazione con il prestito dell'UE»
Nelle campagne disinformative russe legate alle elezioni in Ungheria e Bulgaria, concludendo, ha fatto capolino – dicevamo – pure la questione ucraina. Il citato sostegno finanziario europeo, secondo la narrazione filo-Cremlino, sarebbe il fattore chiave che impedisce veri colloqui di pace. Non solo, secondo la narrazione l'Ucraina non avrebbe vera autonomia decisionale mentre la Russia non sarebbe la responsabile dell'aggressione e del proseguimento del conflitto. Di nuovo, la responsabilità della guerra su larga scala, in corso oramai da oltre quattro anni, sarebbe di Kiev e dei suoi partner occidentali, con l'Unione Europea in testa.
