La guerra si sposta sul confine con la Russia: che cosa sta succedendo a Belgorod

La guerra è arrivata in Russia. Non solo con droni e missili, ma anche via terra. Lunedì il Corpo dei volontari russi e la Legione della libertà di Russia, due milizie russe anti-Putin, hanno annunciato di aver attraversato il confine ucraino per «liberare» il territorio russo, attaccando parte della regione di Belgorod. Dopo gli scontri di ieri, numerosi villaggi avrebbero subito anche quest’oggi pesanti bombardamenti con mortai e fuoco d'artiglieria. Il governatore della regione, Vyacheslav Gladkov, ha dichiarato alle agenzie russe: «Hanno sparato su edifici residenziali e civili e sono stati lanciati ordigni esplosivi da un drone». Stando al governatore, 12 civili sarebbero rimasti feriti, mentre 29 case e 3 auto sarebbero state danneggiate. I residenti di almeno 9 centri abitati della regione sarebbero stati già evacuati, mentre nella regione è stato introdotto un regime speciale antiterrorismo, che comporta «restrizioni temporanee».
«Non siamo vostri nemici»
Gladkov ieri aveva parlato di un «gruppo militare ucraino di sabotaggio e ricognizione» entrato nel distretto di Grayvoron dall'Ucraina. «Le forze militari russe così come il servizio di frontiera, la Guardia nazionale russa e l'FSB stanno adottando le misure necessarie per eliminare il nemico», aveva scritto su Telegram. Dopo l’annuncio di Gladkov, la Legione della libertà della Russia ha pubblicato un video intitolato «La Legione sta tornando a casa», in cui affermava: «Residenti delle regioni di confine! Restate a casa, non opponete resistenza e non abbiate paura: non siamo vostri nemici». Il portavoce dell'intelligence ucraina, Andriy Yusov, ha dichiarato: «Gli eventi nella regione di Belgorod e in altri territori di confine sono una conseguenza dell'invasione della Russia di Putin e della guerra contro l'Ucraina. I cittadini russi, ossia il Corpo dei volontari russi e la Legione della libertà di Russia, si sono assunti la responsabilità di questi eventi. Possiamo solo elogiare le azioni dei cittadini russi che si oppongono al conflitto armato voluto dal regime criminale di Putin».
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha invece spiegato che Mosca è «preoccupata» per «le infiltrazioni di sabotatori ucraini» nella regione. Il Comitato Investigativo russo ha fatto sapere di aver aperto «un procedimento penale per un attacco agli insediamenti nella regione di Belgorod». Secondo il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, il movimento di liberazione russo potrebbe «contribuire alla corretta conclusione della guerra in Ucraina e accelerare in modo significativo l’inizio degli eventi di trasformazione nell’élite politica russa». Intanto Mosca ha affermato di aver bloccato e sconfitto i «nazionalisti ucraini» che si sono infiltrati dall'Ucraina nella regione di Belgorod per compiere una «azione terroristica» in risposta alla sconfitta subita a Bakhmut.
Le due milizie anti-Putin
La Legione della libertà della Russia è stata creata nel marzo del 2022 ed è formata da un gruppo di oppositori e disertori russi che combatte con le Forze armate ucraine. Il Corpo dei volontari russi, invece, è stato formato nel luglio del 2022 ed è già stato autore, lo scorso marzo, di un’operazione nella regione di Belgorod. Questa seconda milizia è composta da nazionalisti russi di estrema destra contrari al regime di Putin. Il loro leader è Denis Nikitin, un appassionato di combattimento MMA, nonché creatore di una linea di abbigliamento con simboli neonazisti e del suprematismo bianco. Nikitin, nel 2019, è stato bandito per 10 anni dall’area Shengen a causa delle sue posizioni estremiste. Dopo l'invasione dell'Ucraina aveva diffuso un video in cui affermava di detestare Zelensky, ma che la priorità era combattere contro Vladimir Putin.
