La linea ad alta velocità Madrid-Siviglia riaprirà in 10 giorni

Il ministro dei trasporti spagnolo Oscar Puente ha annunciato oggi che il servizio ferroviario sulla linea dell'alta velocità ferroviaria Madrid-Siviglia, interrotto dal 18 gennaio per il tragico incidente ad Adamuz (Cordoba), in cui sono morte 45 persone e oltre 150 sono rimaste ferite, sarà «totalmente riattivato» nel giro «di 10 giorni». È quanto ha segnalato Puente in un messaggio su X. «Nel giorno odierno abbiamo ricevuto autorizzazione giudiziaria per procedere al ripristino dell'infrastruttura sul tratto dell'incidente di Adamuz», ha informato il ministro. «Il nostro obiettivo è che sia concluso nel termine approssimativo di 10 giorni naturali», ha aggiunto. «Dopo la riparazione riprenderà il servizio sull'intera linea Madrid-Siviglia», ha concluso il ministro.
L'incidente
L'incidente ferroviario ha coinvolto un treno Iryo, i cui tre vagoni finali sono deragliati all'altezza della località di Adamuz, in Andalusia, invadendo la rotaia adiacente e scontrandosi con un Alvia gestito da Renfe sopraggiunto in direzione opposta. L'impatto tra i due convogli, che circolavano a una velocità di oltre 200 Km orari e con circa 500 passeggeri complessivi a bordo, è stato violentissimo, provocando la caduta di due vagoni di testa dell'Alvia in una scarpata. Dal giorno dell'incidente, sul posto sono rimasti al lavoro gli inquirenti per i rilievi, durante e dopo le difficili operazioni di recupero delle vittime e il ritiro dei convogli distrutti dalla strada ferrata. Sulla sciagura ferroviaria è stata aperta un'inchiesta da un tribunale andaluso. L'ipotesi inizialmente accreditata dalla Commissione di inchiesta degli incidenti ferroviari (Ciaf), dopo i primi rilievi, è che il deragliamento possa essere stato provocato da una «frattura» su uno dei binari, sostituito di recente, forse a causa di un difetto nella saldatura con un altro binario vecchio della linea, i cui lavori di ristrutturazione erano stati ultimati nel maggio 2025, per una spesa complessiva di 780 milioni di euro.