Guerra

La Lituania teme la Russia: «Ci minaccia costantemente»

Il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha predisposto piani di evacuazione a fronte delle minacce provenienti da Mosca – In caso di attacco, Vilnius «non intende arrendersi»
© EPA/VALDA KALNINA
Red. Online
22.09.2026 15:00

In Lituania, sale la tensione. Complice la vicinanza con la Russia. Secondo le dichiarazioni rilasciate alla BBC dal primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius, il Paese ha predisposto piani di evacuazione a fronte delle minacce provenienti dalla Federazione Russa. E, in caso di attacco, Vilnius «non intende arrendersi». La Lituania – che è un membro della NATO – condivide un confine terrestre con l'enclave russa di Kaliningrad. 

Secondo quanto rivelato da Sinkevičius, i lituani si sentono «costantemente minacciati» da Mosca. Un sentimento reso ancor più forte dalla presenza di droni nello spazio aereo nazionale. La scorsa settimana, infatti, piloti della NATO hanno abbattuto un drone che era entrato nello spazio aereo lituano. La sua origine, ad oggi, non è stata confermata, ma secondo le indiscrezioni del ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas, il drone sarebbe provenuto dalla Bielorussia. Paese a sua volta confinante con la Lituania e alleato chiave della Russia. 

Se il nostro Paese venisse attaccato reagiremo. Ci impegneremo», ha aggiunto il primo ministro parlando a Newsnight. Tuttavia, sebbene la Lituania si dica «pronta» a reagire, non esistono ancora «piani per i possibili scenari» che potrebbero verificarsi. Tra questi ci sono anche alcuni aspetti più pratici, come per esempio il trasferimento «senza intoppi» degli anziani dalle città, evitando di ingorghi stradali.  «Stiamo valutando diversi scenari, non tutti discussi pubblicamente», ha precisato Sinkevičius. «Affrontiamo minacce concrete, non quotidianamente, ma le stiamo vivendo e per noi rappresentano una realtà tangibile». Come spiega il primo ministro, la Lituania, essendo più vicina al confine, diventa anche «più vicina alla minaccia». 

Nelle ore successive alle dichiarazioni di Sinkevičius, il presidente lituano Gitanas Nausėda ha annunciato su X che un «nuovo contingente di truppe statunitensi è già in viaggio verso la Lituania», ringraziando il presidente Donald Trump e la sua amministrazione «per questa decisione». Decisione presa a seguito della prolungata incertezza militare statunitense nella regione, in un contesto crescente di speculazioni, secondo cui una revisione delle strategie militari potrebbe portare al ritiro di alcune truppe dal fianco orientale della NATO, nonostante la minaccia russa. «L'impegno dei nostri alleati a sostenerci invia un messaggio chiaro: la NATO è pronta a difendere ogni centimetro del suo territorio», ha scritto Nausėda. Non è ancora stato confermato il numero esatto di truppe nella nuova rotazione, ma secondo le prime informazioni divulgate dal presidente, non sarà inferiore rispetto a quello precedente. Dal 2019, in Lituania sono di stanza a rotazione fino a 1.000 soldati americani. «La presenza militare statunitense in Lituania è parte integrante della nostra deterrenza e difesa collettiva, e l'impegno dei nostri alleati a sostenerci invia un messaggio chiaro: la NATO è pronta a difendere ogni centimetro del suo territorio», ha scritto, ancora, Nausėda. 

Non è la prima volta che la Lituania alza la guardia a seguito di avvenimenti minacciosi. Dall'inizio della guerra in Ucraina, infatti, le incursioni di droni militari sono diventate sempre più frequenti in tutta Europa. E Vilnius, in particolare, non è stata risparmiata. Gli abitanti della capitale lituana, lo scorso maggio, sono stati costretti a rifugiarsi in casa dopo che era scattato l'allarme per un drone. Un incidente che, come accaduto negli ultimi tempi in altre parti d'Europa, ha causato la sospensione dei voli e dei viaggi ferroviari per alcune ore. Nel corso di quest'anno, tuttavia, anche i jet della NATO sono decollati più volte per abbattere droni ucraini che avevano sconfinato negli altri Paesi baltici come Estonia e Lettonia. L'Ucraina ha attribuito la presenza di droni fuori controllo alla guerra elettronica russa. Una tecnologia progettata per modificare le traiettorie di volo dei droni ucraini. 

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