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Accordo USA-Iran: i mediatori valutano di anticipare la firma

Il protocollo d'intesa potrebbe essere firmato da remoto già oggi, anziché venerdì, per far entrare in vigore prima le disposizioni dell'accordo per lo Stretto di Hormuz – Ma l'incontro tra Vance e il capo negoziatore iraniano in Svizzera si terrà come previsto - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Accordo USA-Iran: i mediatori valutano di anticipare la firma
Red. Online
17.06.2026 06:33
18:33
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USA-Iran: i mediatori valutano di anticipare la firma

I mediatori di Iran e Stati Uniti stanno valutando di firmare il protocollo d'intesa da remoto già oggi, anziché di persona venerdì. Lo riporta il sito statunitense di notizie politiche Axios citando alcune fonti, secondo le quali la firma elettronica farebbe entrare in vigore prima le disposizioni dell'accordo per lo Stretto di Hormuz.

Anche se la tempistica sulla firma dell'accordo dovesse cambiare, l'incontro fra il vicepresidente statunitense James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) e il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf sul Bürgenstock (NW) si terrà come previsto, riporta sempre Axios, sottolineando che Vance e Ghalibaf dovrebbero discutere l'avvio dei negoziati sul programma nucleare.

Il viaggio in Svizzera della delegazione iraniana non è stato annullato e rimane al momento confermato, afferma dal canto suo una fonte informata sui fatti vicina alla squadra negoziale di Teheran, ripresa dall'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Fars. La fonte ha dichiarato che i dettagli relativi alla firma del protocollo sono ancora oggetto di discussione e revisione fra le parti e che qualsiasi decisione definitiva sulla cerimonia per la sigla dell'intesa verrà annunciata in seguito.

Cina: tutte le parti rispettino accordo

Intanto il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, ha detto al suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, che è «fondamentale» che tutte le parti «attuino realmente» i propri impegni dopo che Teheran e Washington si sono accordati sul protocollo per porre fine alla guerra, ha riferito il ministero degli esteri di Pechino.

«L'alba della pace è già sorta, il passo fondamentale per il futuro è che tutte le parti attuino realmente i propri impegni ed eliminino le interferenze da parte di vari schieramenti», ha detto Wang Yi ad Abbas Araghchi in una telefonata. «La Cina ha sempre sostenuto le rivendicazioni ragionevoli e legittime dell'Iran e gli sforzi dell'Iran per salvaguardare la propria sovranità e sicurezza», ha aggiunto Wang.

Il ministro degli esteri cinese ha anche chiesto che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz sia «gestita in modo appropriato, rispondendo con prudenza alle diffuse preoccupazioni della comunità internazionale».

18:31
18:31
Macron: «Ottimo accordo fra USA e Iran»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha elogiato «l'ottimo accordo» fra Stati Uniti e Iran, «unanimemente salutato» dal G7 nella conferenza stampa finale del vertice di Évian-les-Bains, sulle rive francesi del Lemano. «Deve essere messo in pratica il piano di libera circolazione nello Stretto di Hormuz, che è la pietra angolare di questo accordo. Favorendo la circolazione del traffico mercantile», ha poi sottolineato Macron. Sul ruolo dei paesi europei nella regolazione del traffico nello Stretto, «se questa richiesta sarà formulata, accanto alla Francia sono pronti una ventina di Stati». Nella dichiarazione finale «abbiamo sottolineato l'importanza del Libano, dando sostegno unanime a un cessate il fuoco per quel paese, che sia urgente e immediato. È un'emergenza assoluta quella di difendere l'integrità e la sicurezza del Libano e di tutte le autorità dello Stato», ha anche affermato Macron.

«La rimobilitazione del G7» per aumentare la pressione sulla Russia è «estremamente importante», ha aggiunto. «Ci siamo impegnati ad accrescere le pressioni, anche con il rafforzamento delle sanzioni e la rimobilitazione del G7 è estremamente importante». Sull'Ucraina, ha detto Macron, «è la prima volta che abbiamo una convergenza come questa al G7. Ed è la prima volta che raggiungiamo conclusioni così chiare». Per il presidente francese, il G7 «ha preso atto che non c'è una volontà seria della Russia di discutere». Macron ha detto che «sono mesi che gli Stati Uniti hanno preso l'iniziativa, e l'abbiamo lodata, di discutere con la Russia. Qual è stata la risposta? Nulla. Noi, europei, ci stiamo organizzando, e discuteremo con la Russia».

«Questo vertice ci ha permesso di fare reali progressi sui grandi squilibri macroeconomici mondiali. In avvicinamento a questo vertice G7 siamo riusciti a riunire, in modo virtuale, un vertice di riconvergenza con la Cina», ha sostenuto il capo dello Stato francese. «Abbiamo preso atto che le divisioni non consentono di far risolvere in modo efficace questi squilibri». Sui minerali critici «avevamo rischi di divisione», ha osservato Macron, aggiungendo che «di fronte a una Cina che ha accumulato riserve strategiche, siamo tutti di fronte a rischi di sovradipendenza e quindi di vulnerabilità delle nostre catene di valori».

16:54
16:54
Trump: «Il G7 è stato un grande successo»

«Il G7 è stato un grande successo» . Lo scrive il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Socila, sostenendo che l'argomento di cui i leader volevano parlare di più «è il fatto che l'Iran non avrà armi nucleari e che lo Stretto di Hormuz verrà immediatamente aperto».

«Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta», ha dal canto suo affermato nella conferenza stampa al termine del vertice dei capi di Stato e di governo delle sette maggiori economie liberali al mondo la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. La premier ha sottolineato che «abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti».

14:29
14:29
La minaccia di Trump: «Se l'Iran non si comporta bene, torniamo a sganciare bombe»

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato oggi di ricominciare a «sganciare bombe» se l'Iran «non si comporterà bene», a due giorni dalla firma al Bürgenstock, in Svizzera, di un memorandum d'intesa fra Washington e Teheran.

«Non è un testo finale, è un protocollo di accordo - ha detto Trump in un bilaterale con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi a margine del vertice G7 di Évian (F) - e se non mi piacerà, se non si comporteranno bene, ricominceremo a sganciare bombe in pieno sulle loro teste».

Gli iraniani, ha detto ancora Trump, «si sono comportati male per 47 anni», tornando di nuovo a riferirsi alla caduta dello Scià, alleato degli Stati Uniti, e all'inizio della Repubblica Islamica, nel 1979.

Trump ha poi ripetuto che gli Stati Uniti non investiranno in Iran nel quadro dell'accordo concluso per mettere fine alla guerra, i cui dettagli non sono stati ancora resi ufficialmente pubblici. «È falso - ha detto in riferimento a notizie di previsti investimenti americani in Iran previsti dall'accordo - noi non investiremo neppure 10 centesimi» nella Repubblica islamica.

Commentando il vertice sul Lago Lemano, ha quindi affermato che «abbiamo avuto ottimi incontri, è stato un grande vertice. E la Francia ha fatto un lavoro fantastico. Il presidente Emmanuel Macron ha fatto davvero un ottimo lavoro».

13:20
13:20
Nel sud del Libano intensi combattimenti tra Hezbollah e IDF

Intensi combattimenti sono in corso da stamani tra l'esercito israeliano e Hezbollah a sud-est di Nabatiye, nel Libano meridionale, attorno alla collina strategica di Ali al Taher. Lo riferiscono media libanesi, secondo cui le forze israeliane tentano di avanzare nell'area con il sostegno di raid aerei e tiri di artiglieria.

I bombardamenti israeliani hanno colpito per tutta la notte la zona di Ali al-Taher e diverse località vicine, tra cui Nabatiye al-Fawqa, Kfartebnit, Kfarjuz, Kfarremane, Mayfadun e Habush. Secondo le stesse fonti, Hezbollah sarebbe finora riuscito a respingere i tentativi di avanzata israeliani, anche con l'impiego di missili guidati contro carri armati Merkava e mezzi militari.

Un altro movimento terrestre israeliano è stato segnalato nella zona di Khiam, nel distretto di Marjayoun, da dove alcune unità si sarebbero ritirate verso Sarda e Amra, a sud della località. Fonti locali citate dai media libanesi collegano la manovra a un possibile ridispiegamento più ampio delle truppe israeliane nel settore.

Alle 06.30 un drone israeliano è precipitato in un'area aperta ad Ansariye, nel distretto di Sidone, provocando solo danni materiali. In precedenza, attorno alle 05.00, colpi di artiglieria avevano raggiunto i dintorni dell'ospedale governativo «Nabih Berri» e il quartiere delle Suore a Nabatiye, colpendo anche l'edificio di un'associazione caritativa.

Intanto il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha sottolineato la responsabilità degli Stati Uniti per la corretta attuazione delle clausole del testo del memorandum d'intesa, recentemente finalizzato tra i due paesi, e ha ribadito la necessità di porre fine definitivamente agli attacchi israeliani contro il Libano.

Araghchi lo ha detto durante una conversazione telefonica con il suo omologo russo Serghei Lavrov, nel corso della quale quest'ultimo ha affermato che il suo paese accoglie con favore la finalizzazione del testo del memorandum d'intesa e sostiene pienamente l'attuazione delle sue disposizioni. Secondo l'agenzia di stampa iraniana IRNA, le due parti hanno invitato la comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a sostenere il memorandum d'intesa.

Da parte sua il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane ha avvertito che se l'esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel Libano meridionale «dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell'Iran», riporta l'agenzia Tasnim.

«Negli ultimi due giorni - viene affermato - l'esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale per ben 84 volte, nonostante la dichiarazione del presidente statunitense sulla fine delle ostilità, continuando a perpetrare atrocità e a uccidere la popolazione oppressa del Libano».

Intanto la radio militare israeliana citando una fonte afferma che a seguito della riunione di gabinetto tenuta dal governo ieri a Gerusalemme, la valutazione israeliana è che gli Stati Uniti non richiederanno il ritiro dell'esercito dalla zona di sicurezza nel sud del Libano come prerequisito per la sigla del memorandum di intesa con l'Iran questo venerdì al Bürgenstock, in Svizzera. Secondo la radio militare la richiesta di ritiro delle truppe potrebbe invece essere sul piatto al termine dei 60 giorni in cui l'intesa tra USA e Iran dovrà essere cementata.

13:19
13:19
Il partito di Netanyahu perde un seggio dopo la guerra USA-Iran

In un sondaggio di KAN News pubblicato ieri sera, il Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu, ha registrato un calo di un seggio rispetto al sondaggio precedente, dopo l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. L'intera coalizione attuale sta perdendo seggi, dopo che il partito sionista religioso ha superato per la prima volta la soglia di sbarramento. Presentarsi con i partiti arabi in una lista comune indebolirebbe ulteriormente la coalizione, perdendo un altro seggio.

Netanyahu rimane il candidato più accreditato per la carica di premier tra tutti gli intervistati, che hanno espresso un'opinione su Naftali Bennett, Gadi Eisenkot e Avigdor Lieberman. Tuttavia, tra gli elettori dell'opposizione, la maggioranza sostiene la leadership di Eisenkot: il 44% contro il 36% per Bennett.  Tra gli intervistati solo il 18% ha risposto di sostenere l'accordo firmato tra Stati Uniti e Iran. Il 55% si è opposto. Il 70% teme ancora la minaccia iraniana, anche dopo l'operazione «Roaring Harry» e la firma dell'accordo.

Agli intervistati è stato chiesto se si sentissero più sicuri, quasi tre anni dopo il 7 ottobre. Solo il 26% ha risposto che il proprio senso di sicurezza è aumentato. Il 39% ha risposto di sentirsi meno sicuro.  Il 40% degli intervistati ritiene infine che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continuerà a essere considerato un «grande amico di Israele» anche dopo la firma dell'accordo.

11:58
11:58
Coloni israeliani danno fuoco all'ingresso di due moschee in Cisgiordania

Coloni israeliani hanno dato fuoco all'ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra'a al-Nubani, a nord di Ramallah, in Cisgiordania, e hanno imbrattato i muri con slogan razzisti e incitanti all'odio. Lo riferiscono i media palestinesi che pubblicano le immagini.

Secondo fonti dell'agenzia di stampa WAFA, i residenti hanno affrontato i coloni mentre questi tentavano di incendiare la moschea, mentre le forze israeliane hanno successivamente fatto irruzione nella città sparando gas lacrimogeni e granate stordenti.

09:26
09:26
Accordo USA-Iran, i leader del G7 «pronti a contribuire»

I leader del G7 accolgono «con favore l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei paesi mediatori» e ne sostengono l'attuazione «pronti a contribuire». Lo si legge in una dichiarazione congiunta sulle questioni geopolitiche rilasciata a Évian (F).

Per i capi di stato e di governo del G7 l'accordo «offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche», si legge nella dichiarazione.

I leader sostengono «con forza un accordo diplomatico solido e globale, complementare al memorandum d'intesa raggiunto dal presidente Donald Trump, che possa portare alla pace e alla sicurezza per tutti nella regione» e sottolineano «che i negoziati condotti a tal fine devono tenere conto delle minacce che l'Iran rappresenta per la regione e oltre, e devono garantire che questo paese non acquisirà mai armi nucleari».

«Abbiamo convenuto che il contributo dei partner regionali e internazionali competenti, tra cui l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sarebbe utile a questi negoziati. Ribadiamo che l'Iran non si doterà mai di armi nucleari».

I leader del G7 affermano poi che «abbiamo convenuto che l'iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine».

Al contempo «ci impegniamo ad accelerare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico per ridurre le vulnerabilità internazionali legate allo Stretto di Hormuz e per incrementare le nostre riserve energetiche». In questo contesto «accogliamo con favore - viene aggiunto - il potenziale del Canada di fornire una significativa capacità aggiuntiva al mercato globale nei prossimi anni».

Per quanto concerne il Libano, «sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco fermo e immediato, gli sforzi delle autorità libanesi per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio statale sulle armi, nonché per proteggere l'integrità territoriale e la sovranità del paese attraverso adeguate garanzie di sicurezza internazionali», si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

E «nella Striscia di Gaza accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle opportune misure politiche e di sicurezza», affermano i capi di Stato e di governo, i quali chiedono anche «la fine delle violenze in Cisgiordania».

08:17
08:17
Raid israeliani nel Sud del Libano

Le forze israeliane hanno effettuato un raid aereo alla periferia di Kfar Tebnit, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo scrive al-Jazeera. Le forze israeliane hanno anche lanciato incursioni sulla città di al-Nabatieh al-Fawqa e bombardato le alture di Ali al-Taher e la periferia della città. Da parte sua Hezbollah ha lanciato almeno 10 razzi contro le forze israeliane nelle vicinanze di Kfar Tebnit.

Intanto il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane ha avvertito che se l'esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel Libano meridionale «dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell'Iran», riporta l'agenzia Tasnim.

«Negli ultimi due giornil'esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale per ben 84 volte, nonostante la dichiarazione del presidente statunitense sulla fine delle ostilità, continuando a perpetrare atrocità e a uccidere la popolazione oppressa del Libano».

08:02
08:02
Un fondo da 300 miliardi per incentivare gli investimenti in Iran

Un fondo privato da 300 miliardi di dollari per incentivare gli investimenti in Iran è previsto nell'accordo quadro tra Stati Uniti e Iran che sarà firmato venerdì sul Bürgenstock, in Svizzera. Lo scrive la Reuters sul suo sito, citando una fonte a diretta conoscenza dell'accordo e aggiungendo che oltre la metà della somma è già stata impegnata.

Il Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo sarà composto interamente da risorse del settore privato.

La fonte iraniana di alto livello ha dichiarato che Teheran aveva inizialmente richiesto agli Stati Uniti 400 miliardi di dollari come risarcimento per i danni di guerra, ma Washington ha rifiutato. È così nata l'idea del fondo.

Quest'ultimo nasce come uno strumento di investimento privato, non è un programma di ricostruzione o di riparazione, e non includerà alcun finanziamento o sovvenzione governativa. Aziende con sede negli Stati Uniti, negli stati arabi del Golfo, in Asia, in Sudamerica e in Africa hanno accettato di impegnarsi nel finanziamento. Gli investimenti promessi riguardano energia, logistica, industria manifatturiera e trasporti.

L'Iran, ricorda Reuters, non ha attratto praticamente alcun investimento estero diretto significativo negli ultimi quattro decenni a causa delle sanzioni statunitensi e internazionali.

06:33
06:33
Il punto alle 6

 La piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers ha riportato che alcune petroliere di Teheran hanno oltrepassato la zona di blocco dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti da circa due mesi, alla vigilia della firma di un accordo tra Iran e Usa prevista per venerdì.

«Almeno due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano», ha riferito il sito web aggiungendo in seguito che anche una terza petroliera «con 1 milione di barili di petrolio» aveva oltrepassato il confine.

«Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell'Iran in due mesi», ha concluso TankerTrackers citando dati di tracciamento digitali corroborati da immagini satellitari.