La rapina finita nel sangue e la giustizia privata: il caso Roggero infiamma l'Italia

La condanna in via definitiva del gioielliere Mario Roggero ha letteralmente spaccato l’Italia su un tema delicatissimo come la legittima difesa, creando l’ennesimo cortocircuito tra politica e giustizia. Oggi un intero Paese è diviso, tra chi difende a spada tratta l’uomo e chi, pur riconoscendo il suo dramma, accetta l’inossidabile principio «dura lex, sed lex». Mario Roggero, condannato in Cassazione lo scorso 15 luglio a 14 anni e 9 mesi di reclusione, il 28 aprile del 2021 uccise a colpi di pistola due rapinatori che pochi minuti prima avevano derubato la sua gioielleria a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Non fu legittima difesa
Nonostante l'istintiva vicinanza umana al gioielliere, esasperato perché più volte vittima di furti al suo negozio, è doveroso sottolineare che per la legge italiana non vi è alcun dubbio: quello di Roggero è stato un eccesso in piena regola, compiendo una vera e propria esecuzione in uno spazio pubblico. Le immagini catturate quel nefasto giorno di fine aprile dalla videosorveglianza sono durissime. Nel filmato si vede il gioielliere inseguire i malviventi in una strada fortunatamente non affollata in quel momento, per poi esplodere diversi colpi di pistola da distanza ravvicinata contro due dei tre rapinatori. Gli uomini qualche minuto prima avevano legato e tenuto sotto tiro con coltelli e una pistola (poi rivelatasi finta) lo stesso Roggero, sua moglie e la figlia. Il gioielliere ha sempre sostenuto di aver sparato per legittima difesa durante un tentativo di rapina. Le immagini però smentiscono la sua tesi: secondo la legge italiana, l’uomo e la sua famiglia non si trovavano più in una situazione di pericolo durante la sparatoria letale. Dopo aver svuotato la cassaforte, i rapinatori stavano infatti cercando di fuggire a bordo di un’auto posteggiata fuori dalla gioielleria.
La politica insorge
Nelle scorse ore, il gioielliere, oggi 72enne, ha diffuso un video su Instagram in cui afferma di considerare la pena inflitta in Cassazione (il terzo grado di giudizio in Italia) come una condanna all’ergastolo. La vicenda di Roggero oltre ad essere stata presa a cuore da numerosi personaggi famosi della Penisola, da volti noti della TV, a musicisti e calciatori, ha acceso un durissimo dibattito politico. Anche alla luce dell'invasione di campo del ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale, senza averne le facoltà, ha avviato l'istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Roggero. Una mossa che è costata a Nordio un richiamo al Quirinale da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'unico, per legge, a poter concedere la grazia. Tra i favorevoli all'atto di clemenza, pure il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, e il titolare della Difesa, Guido Crosetto. Nelle scorse ore è stata pure lanciata una raccolta firme da parte dei parlamentari del centrodestra, nonché una petizione online.
Giustizia privata
Sostanzialemete il gioielliere è stato condannato per aver ucciso due persone quando ormai non rappresentavano più una minaccia: i magistrati hanno escluso la legittima difesa qualificando l'azione come un atto di giustizia privata. La Cassazione nell'emanare la sentenza ha pure richiamato l'aggressione commessa da Roggero ai danni del fidanzato della figlia, avvenuta nel 2005. Secondo i giudici d'Appello, in seconda istanza, il 72enne si era presentato a casa della famiglia del fidanzato della figlia minacciandolo e aggredendolo. Una diversa decisione del Tribunale, inoltre, rappresenterebbe un precedente pericolosissimo, che rischierebbe di spianare la strada ad atti di giustizia privata in luoghi pubblici. Per la Cassazione, infine, Roggero dovrà risarcire per 780mila euro i parenti delle due vittime.
Da Meloni a Vannacci
Tra chi sostiene Roggero, oggi spiccano la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il vicepremier leghista Matteo Salvini e pure il leader di Futuro Nazionale, l’ex generale Roberto Vannacci.
La premier Meloni ha scritto sui social: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari».
Salvini ha invece criticato: «Non è giustizia quella che ha mandato in galera un 72enne che per una vita ha lavorato e che si è difeso e ha difeso se stesso sua moglie e sua figlia da dei rapinatori. Conto che l'intero centrodestra si faccia promotore della richiesta di grazia per Mario Roggero, perché dopo una vita di lavoro, passare anni in carcere a 72 anni dopo essere stato aggredito e rapinato non penso sia giusto».
E ancora, Vannacci, citato dall’Ansa, ha fatto sapere che il suo neonato partito cercherà di supportare il gioielliere «in tutti i modi possibili, ma non ritengo che la candidatura in Futuro Nazionale sia uno di questi, lasciamo alla sinistra queste pratiche visto che ha già sottratto a un tribunale chi ha commesso reati». L'ex generale ha poi aggiunto: «Noi sosteniamo la richiesta di un atto di clemenza nei suoi confronti, il differimento della carcerazione e chiediamo che venga esaminata prima possibile la nostra proposta che esclude il risarcimento per chi delinque, in caso di danni subiti durante il reato, chiedendo che possa avere effetto retroattivo».
Mario Roggero quest'oggi si è consegnato alle autorità del carcere di Bollate, in provincia di Milano. Parlando con i giornalisti presenti sul posto, ha dichiarato: «Cosa direi a Mattarella? Che ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, per cui io penso che il presidente dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e poi vedere. Io me l’aspetterei la grazia».
