Guerra in Ucraina

La Russia ha utilizzato munizioni a grappolo su Kiev: «È un totale disprezzo per i civili»

Nell'attacco del 5 agosto, i letali ordigni sono stati caricati su un «Iskander-M», provocando almeno tre morti: negli ultimi mesi sempre più civili sono stati presi di mira da Mosca
©Efrem Lukatsky
Red. Online
14.08.2026 12:00

La Russia ha utilizzato pure munizioni a grappolo nell’attacco del 5 agosto sulla capitale ucraina Kiev. Lo denuncia la ONG Human Rights Watch (HRW), precisando di aver verificato due video e sette foto, di cui alcune pubblicate dalla Associated Press, relative all'attacco di inizio mese, nonché di aver analizzato le immagini satellitari. Stando alle prove visive raccolte, le munizioni a grappolo sono state caricate su uno dei missili balistici lanciati su Kiev, provocando almeno tre morti tra la popolazione civile.

Le tre vittime si trovavano in un centro di smistamento appartenente a Nova Poshta, il più grande servizio privato di corrieri e posta dell'Ucraina. Il 5 agosto Mosca ha lanciato numerosi missili e droni contro la regione di Kiev, provocando un totale di almeno 17 morti e il ferimento di decine di civili.

Kseniya Kvitka, ricercatrice assistente per l'Ucraina presso HRW, ha condannato senza mezzi termini il bombardamento russo, parlando di «crimine di guerra»: «La Russia ha nuovamente utilizzato un'arma indiscriminata contro un'area civile densamente popolata. Non vi è alcuna giustificazione per l'uso di munizioni a grappolo vicino a case, scuole e ospedali, e ciò dimostra il totale disprezzo della Russia per i civili e per il diritto internazionale concepito per proteggerli».

Le munizioni a grappolo vengono lanciate tramite missili balistici oppure sganciate dagli aerei militari. In genere, si disperdono nell'aria, spargendo decine di submunizioni esplosive, o bombe a grappolo, in modo indiscriminato su una vasta area. Non tutte le munizioni esplodono all'impatto, ma restano pericolosamente sul terreno come le mine antiuomo, con l'elevato rischio di uccidere o mutilare la popolazione per anni o addirittura decenni, a meno che non vengano localizzate e distrutte.

Le foto pubblicate dall'Associated Press mostrano i soccorritori presso l'impianto gravemente danneggiato di Nova Poshta. In due foto, la cui autenticità è stata verificata da HRW, è visibile un frammento di missile balistico. Si tratta della punta di un «Iskander-M» della serie 9M720, dotato di testata a grappolo. Questo tipo di missile può trasportare fino a 54 submunizioni ad alto potenziale esplosivo a frammentazione del tipo 9N730 .

Le forze russe, dal febbraio del 2022, hanno già fatto uso di munizioni a grappolo in Ucraina, causando gravi danni alla popolazione civile. Dall'invasione su vasta scala ordinata dal presidente Vladimir Putin, l'ONG ha documentato attacchi con i letali ordigni a Kharkiv, Mykolaiv, Chernihiv, Kherson, Odessa, Lyman e in altre città. L'attacco con munizioni a grappolo contro la stazione ferroviaria affollata di Kramatorsk, l'8 aprile 2022, rimane uno degli episodi più sanguinosi per i civili, con 58 morti e oltre 100 feriti.

L'attacco del 5 agosto si colloca nella escalation di attacchi missilistici russi contro i civili ucraini. Nel luglio 2026, la Russia ha lanciato un numero record di missili contro il Paese confinante, tra cui almeno 126 missili balistici. A differenza di molti droni, che l'Ucraina intercetta con una precisione del 97%, i missili balistici richiedono sistemi di difesa aerea costosissimi, come gli americani Patriot.

Secondo la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (HRMMU), le vittime civili registrate nella prima metà del 2026 sono state superiori del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 114% rispetto al 2024. Secondo l'HRMMU, ciò è dovuto all'utilizzo da parte di Mosca di un maggior numero di «armi potenti, particolarmente letali se impiegate in aree urbane densamente popolate». Gli attacchi contro città ucraine lontane dal campo di battaglia sono la principale causa di morte tra i civili e rappresentano il 45% delle vittime registrate.

Pure la capitale Kiev ha subito diversi attacchi particolarmente pesanti negli ultimi mesi. La pioggia di missili e droni russi scatenata nella notte sul 2 luglio ha provocato la morte di almeno 30 civili, mentre il 14 maggio un missile ha colpito un condominio, uccidendo 24 persone e ferendone altre 48. Le città più vicine al fronte, tra cui Zaporizhzhia, Pavlohrad, Kryvyi Rih, Kramatorsk e Sloviansk, invece sono sempre più spesso bersaglio delle «bombe plananti», munizioni a guida di precisione sganciate dagli aerei che possono contenere fino a 3 mila kg di esplosivo.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo del 2008, alla quale hanno aderito 112 paesi e che altri 12 hanno firmato, vieta tassativamente queste armi. Sebbene la Russia non abbia aderito al trattato (come l'Ucraina), è comunque vincolata dal diritto umanitario internazionale, evidenzia HRW, che dovrebbe rispettare adottando «tutte le precauzioni possibili» per ridurre al minimo la perdita accidentale di vite civili e i danni a beni civili.

Come detto, pure l'Ucraina non aderisce alla Convenzione sulle munizioni a grappolo e ha già utilizzato tali ordigni nel 2022 sulla città di Izium, nella regione di Kharkiv, allora occupata dai russi, e nelle aree circostanti, causando danni alla popolazione civile. Kiev, da allora, si è impegnata a non utilizzare le bombe a grappolo in aree urbane, ma solo «nelle zone in cui è presente una concentrazione di militari russi», e a registrare i luoghi in cui le munizioni sono state utilizzate, procedendo poi alle operazioni di bonifica. Per Kseniya Kvitka di HRW, «l'attacco del 5 agosto dovrebbe essere indagato come possibile crimine di guerra e la Russia dovrebbe porre immediatamente fine all'uso di munizioni a grappolo e ad altri attacchi indiscriminati».

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