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Lo riferisce Reuters sul suo sito in un'esclusiva citando cinque fonti vicine all'intelligence statunitense – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:02
23:02
Gli Houthi: «Raffica di missili da crociera e droni contro diversi siti vitali e militari» in Israele
Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha annunciato che il suo gruppo ha lanciato «una raffica di missili da crociera e droni contro diversi siti vitali e militari» in Israele, aggiungendo che l'attacco «coincide con le operazioni militari condotte» da Iran e Hezbollah in Libano.
22:39
22:39
Manifestanti contro la guerra dispersi dalla polizia a Tel Aviv
Diverse centinaia di manifestanti contro la guerra sono stati dispersi in serata dalle forze di sicurezza a Tel Aviv durante una manifestazione non autorizzata. Gli organizzatori hanno denunciato la "violenta dispersione" e promesso ulteriori proteste. Almeno quattro persone sono state arrestate e alcuni manifestanti sono stati gettati a terra, secondo i giornalisti dell'Afp presenti alla manifestazione in piazza Habima a Tel Aviv, nel centro del Paese. Un'altra manifestazione di circa 100 persone, anch'essa considerata "illegale" dalle autorità, si è svolta ad Haifa (nel nord di Israele) e cinque persone sono state arrestate, secondo un portavoce della polizia. "Resistete", recitavano i cartelli esposti dai manifestanti a Tel Aviv, mentre altri si sono radunati dietro un grande striscione che proclamava: "Basta alimentare la macchina da guerra".
21:47
21:47
Parigi: l'attentato a Bank of America legato alla guerra in Medio Oriente
Il ministro dell'Interno francese Laurent Nunez ha collegato l'attentato sventato contro la Bank of America a Parigi alla guerra in Medio Oriente, vedendo analogie tra questa azione e le operazioni compiute nei giorni scorsi in altri Paesi europei e rivendicate da un piccolo gruppo. Intervenendo su Bfmtv, il ministro dell'Interno ha spiegato che «questo caso (ha richiamato alla mente) azioni simili avvenute in altri Paesi europei», come i Paesi Bassi. «Traccio un collegamento con le azioni compiute nei Paesi vicini (...) che hanno avuto successo» e sono state seguite da «rivendicazioni di responsabilità da parte di un piccolo gruppo che ha fatto riferimento al conflitto», ha affermato.
19:53
19:53
Ucciso scienziato iraniano responsabile programma nucleare
Ali Fouladvand, responsabile della ricerca presso l'Organizzazione iraniana per l'innovazione e la ricerca difensiva, erede del programma nucleare iraniano precedente al 2004, è stato ucciso insieme ad alcuni membri della sua famiglia in un raid aereo su Borujerd questa mattina, secondo quanto riportato dai media iraniani. Lo scrive Iran International. L'uomo aveva un ruolo nella supervisione di delicate ricerche di natura militare. Fouladvand era sopravvissuto a un precedente attacco durante la guerra dei dodici giorni dello scorso giugno, nel corso della quale sua moglie, Masoumeh Pirhadi, era rimasta uccisa.
19:52
19:52
Teheran ammette la trattativa. Witkoff: «Incontri in settimana»
La diplomazia è al lavoro per cercare di mettere fine al conflitto contro l'Iran, giunto ormai alla quarta settimana e di cui non si intravede al momento una fine. Teheran ha ringraziato il Pakistan per i suoi sforzi di mediazione, ammettendo così implicitamente l'esistenza di trattative per mettere fine alla guerra. Un primo appuntamento è in calendario lunedì, quando i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto saranno a Islamabad per parlare del conflitto e gettare possibilmente le basi per un dialogo. «Ci saranno incontri in settimana», ha detto un fiducioso Steve Witkoff, il negoziatore americano.
Proseguono i combattimenti
Mentre si cerca faticosamente un'intesa, i combattimenti però proseguono. Il conflitto finirà «nel giro di settimane, non di mesi», ha assicurato il segretario di stato Marco Rubio, secondo il quale gli obiettivi americani in Iran possono essere raggiunti anche senza il dispiegamento di truppe a terra. Parole che al momento non confortano e sembrano contraddette dai fatti. Gli Stati Uniti di Donald Trump continuano infatti a rafforzare la presenza militare nell'area. Circa 2500 marines della Uss Tripoli sono arrivati in Medio Oriente e, secondo indiscrezioni, anche la portaerei George H. W. Bush è diretta nella regione. Il Pentagono sta valutando anche il dispiegamento di altri 10'000 soldati nell'area con i quali il numero di truppe americane potrebbe balzare a 17'000, non abbastanza per un'invasione, ma un numero sufficiente per il sequestro di parte del territorio, mettere al sicuro l'uranio iraniano e prendere il controllo di una delle isole di Teheran.
Le richieste di Trump
Lo schieramento imponente di forze offre a Trump un'ampia serie di opzioni qualora i negoziati non dovessero portare i risultati sperati. Il commander-in-chief ha messo chiaramente i suoi paletti: no all'uranio arricchito e un no assoluto all'arma nucleare per l'Iran. In attesa di capire se Teheran è pronta a concedere tutto quello che gli Stati Uniti chiedono, il presidente affila le armi contro la Nato. Deluso e frustrato dall'alleanza, il commander-in-chief sta valutando come 'punire' gli alleati della Nato per avere respinto il suo invito a unirsi alla guerra in difesa dello Stretto di Hormuz. Fra le ipotesi in considerazione ci sarebbe il ritiro delle truppe americane dalla Germania, idea che caldeggia da quando è rientrato alla Casa Bianca e che forse rilancia proprio per l'accusa del cancelliere Friedrich Merz di una «massiccia escalation» del conflitto in Medio Oriente. L'altra ritorsione sarebbe quella di escludere dal processo decisionale della Nato - anche nel caso del ricorso all'Articolo 5 - i paesi membri che non hanno centrato l'obiettivo di spesa del 5%.
«È quasi finita, ma non è finita»
Impegnato dietro le quinte a valutare le prossime mosse, e il forte peso elettorale che potrebbero avere al voto di novembre, il commander-in-chief continua intanto a inviare segnali pubblici contrastanti: da una parte ripete che la guerra è «vinta», dall'altra che ci vuole ancora un po' di tempo visto che ci sono ancora «migliaia» di obiettivi da colpire. «È quasi finita, ma non è finita», ha detto intervenendo a un forum di investimento legato al fondo sovrano dell'Arabia Saudita a Miami, dopo aver autorizzato di forza il pagamento degli agenti alla sicurezza negli aeroporti, vittime - a suo avviso - dello shutdown dei democratici. E proprio a Riad si è rivolto dal palco invitandola ad aderire agli accordi di Abramo per ridisegnare il Medio Oriente. «Spero che finalmente vi entriate a far parte», è stato il caldo invito.
18:04
18:04
Gli Houthi hanno lanciato un secondo missile verso Israele
I ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato un secondo missile verso Israele, poche ore dopo il primo che li ha visti entrare nella guerra con l'Iran. Lo ha riferito alla CNN una fonte della sicurezza israeliana. Secondo la stessa fonte, il movimento ribelle sostenuto dall'Iran ha lanciato un missile da crociera contro Israele. Entrambi i missili sono stati intercettati e non si sono registrati feriti né danni.
18:02
18:02
1189 morti in Libano negli attacchi israeliani dal 2 marzo
Il ministero della Salute libanese afferma che almeno 1189 persone sono state uccise e altre 3427 ferite negli attacchi israeliani contro il Paese a partire dal 2 marzo. Lo riporta Al Jazeera.
16:37
16:37
Il Pentagono preoccupato: troppi Tomahawk usati in Iran
Nelle prime quattro settimane della guerra in Iran gli Stati Uniti hanno usato più di 850 missili Tomahawk. Una cifra elevata che preoccupa il Pentagono, dove è stata avviata una riflessione interna per valutare come renderne disponibili di più. Lo riporta il Washington Post.
I Tomahawk sono stati usati per la prima volta in combattimento nel 1991 durante la guerra del Golfo, e sono una delle armi preferite perché possono viaggiare per migliaia di chilometri, riducendo così i rischi per i piloti americani. Al momento ne vengono prodotte solo alcune centinaia ogni anno, il che si traduce in disponibilità limitate.
Il Pentagono sta monitorando l'uso dei Tomahawk nella guerra contro l'Iran e vede con preoccupazione il ritmo sostenuto con cui sono usati. Il numero dei Tomahawk rimasti in Medio Oriente è «basso», ha detto un funzionario dell'amministrazione al Washington Post, mettendo in guardia sull'avvicinarsi del Winchester, che nel gergo militare indica l'esaurimento delle munizioni.
14:00
14:00
Qatar e Ucraina firmano un accordo per contrastare missili e droni
Il Qatar e l'Ucraina hanno firmato oggi un accordo di difesa che prevede la cooperazione per contrastare le minacce rappresentate da missili e droni. Lo ha dichiarato il Ministero della Difesa del Paese del Golfo.
«L'accordo include la collaborazione in campo tecnologico, lo sviluppo di investimenti congiunti e lo scambio di competenze nel contrasto a missili e sistemi aerei senza pilota», ha affermato il Ministero in una dichiarazione rilasciata durante la visita in Qatar del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
13:50
13:50
Il premier del Pakistan e il presidente iraniano hanno discusso di guerra
Il governo del Pakistan afferma che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il premier pachistano Shehbaz Sharif hanno avuto una conversazione telefonica di «oltre un'ora» durante la quale avrebbero discusso del conflitto in Medio Oriente e delle possibili soluzioni: lo riporta la Reuters sul proprio sito web.
Secondo il governo di Islamabad, Sharif avrebbe riferito al presidente iraniano dei contatti diplomatici del Pakistan con gli Usa e con i Paesi del Golfo, e Pezeshkian avrebbe detto al premier pachistano che c'è bisogno di «fiducia» per «facilitare i colloqui e la mediazione sul conflitto in Medio Oriente».
Pezeshkian nel corso della conversazione telefonica con il primo ministro pakistano, ha poi elogiato gli «sforzi di mediazione di Islamabad per porre fine all'aggressione statunitense-israeliana contro l'Iran».
In un post su X il presidente iraniano ha scritto: «Abbiamo ripetuto più volte che l'Iran non effettua attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira». Rivolgendosi quindi ai paesi della regione, afferma: «se desiderate sviluppo e sicurezza, non permettete ai nostri nemici di condurre la guerra dai vostri territori».
13:49
13:49
Kiev nega la distruzione di deposito di sistemi anti-drone negli Emirati
Kiev ha smentito l'affermazione iraniana secondo cui Teheran avrebbe preso di mira e distrutto un deposito ucraino di sistemi anti-drone negli Emirati Arabi Uniti, definendola una «menzogna» e una «disinformazione».
«Questa è una menzogna, smentiamo ufficialmente questa informazione. Il regime iraniano conduce spesso operazioni di disinformazione di questo tipo, e in questo non è diverso dai russi», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Georgiy Tykhy.
Intanto l'ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali, in risposta alla posizione dell'Ucraina contro l'Iran nella guerra, ha affermato che «i funzionari ucraini hanno assunto posizioni errate contro l'Iran durante la guerra di Stati Uniti e Israele e si sono schierati dalla parte degli aggressori. Consigliamo a Kiev di non schierarsi con questi aggressori».
L'Ucraina ha recentemente firmato un accordo con l'Arabia Saudita per l'assistenza militare agli stati del Golfo Persico, nel contesto degli attacchi iraniani contro questi paesi. «Kiev cerca di sfruttare gli Stati Uniti, i paesi occidentali e arabi per ottenere da loro assistenza finanziaria, esprimendo ostilità verso l'Iran, mentre la capacità dell'Ucraina di contrastare la potenza missilistica e dei droni iraniani è trascurabile», ha aggiunto Jalali, citato da Tasnim.
13:30
13:30
L'Iran ha distrutto un deposito di sistemi anti-drone ucraini a Dubai
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira un deposito di sistemi anti-drone ucraini negli Emirati Arabi Uniti, che a suo dire veniva utilizzato per assistere le forze statunitensi.
«Così come i nascondigli dei comandanti e dei soldati americani a Dubai sono stati presi di mira... un deposito di sistemi anti-drone ucraini situato a Dubai per assistere l'esercito statunitense... è stato preso di mira e distrutto», ha dichiarato il comandante operativo centrale dell'esercito iraniano Khatam Al-Anbiya in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato.
In precedenza, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva affermato, durante una visita a sorpresa negli Emirati Arabi Uniti, che i due Paesi avevano concordato di cooperare in materia di difesa.
13:07
13:07
Tre giornalisti libanesi uccisi in un raid israeliano sulla loro auto
Tre giornalisti libanesi sono stati uccisi da un raid israeliano sulla loro auto nel sud del Libano. Lo afferma una fonte militare all'agenzia di stampa Afp.
Tra i tre giornalisti libanesi uccisi nell'attacco che ha preso di mira la loro auto, c'era un corrispondente di un'emittente affiliata a Hezbollah, secondo quanto riferito da una fonte militare all'Afp.
Al Shouaib, del canale Al-Manar di Hezbollah, e Fatima Fatouni di Al-Mayadeen, considerata vicina al movimento sostenuto dall'Iran, sono stati uccisi a Jezzine, insieme al fratello di Fatouni, un cameraman, ha affermato la fonte. Al-Mayadeen e Al-Manar hanno confermato la morte dei loro giornalisti.
12:59
12:59
Maersk sospende le operazioni al porto di Salalah
Il colosso danese delle spedizioni Maersk ha annunciato la temporanea interruzione delle operazioni nel porto di Salalah, in Oman, a seguito di un attacco con droni, che ha ferito un lavoratore e danneggiato una gru. Maersk, la cui controllata Apm Terminals gestisce il porto, ha dichiarato che «l'area è stata immediatamente evacuata e le operazioni in tutta la struttura sono state temporaneamente sospese», prevedendo una chiusura di 48 ore.
12:47
12:47
Gli Houthi minacciano la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandab
Un alto funzionario del Ministero della propaganda Houthi, Mohammed Mansour, ha minacciato che la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandab è «tra le opzioni» per le azioni dell'organizzazione terroristica, ha detto in un'intervista al canale Al-Araby del Qatar, secondo quanto riportano i media israeliani.
«Ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell'asse della resistenza riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell'Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire», ha detto.
Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i Paesi africani di Gibuti ed Eritrea, che di fatto collega due parti del mondo e consente alle navi mercantili provenienti dall'Asia e dall'Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l'America.
12:01
12:01
Gli USA hanno distrutto solo un terzo dei missili iraniani
Gli Stati Uniti possono affermare con certezza di aver distrutto solo circa un terzo del vasto arsenale missilistico iraniano, mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele contro il Paese si avvicina al suo primo mese. Lo riferisce Reuters sul suo sito in un'esclusiva citando cinque fonti vicine all'intelligence USA.
Restano meno chiare le condizioni di un altro terzo circa dell'arsenale missilistico, ma è probabile che i bombardamenti abbiano danneggiato, distrutto o seppellito quei missili in tunnel e bunker sotterranei, hanno affermato quattro delle fonti anonime.
11:54
11:54
Almeno 5 paramedici uccisi in Libano
Almeno cinque paramedici dell'Associazione degli Scout del Messaggio Islamico sono stati uccisi in un attacco israeliano nel sud del Libano avvenuto oggi. Lo riporta Al Jazeera citando l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese.
In una dichiarazione, l'associazione ha affermato che si tratta di «persone che sono state martirizzate mentre svolgevano il loro dovere umanitario nel raid aggressivo contro la città di Zawtar al-Gharbiyah oggi».
11:27
11:27
L'esercito iraniano ha preso di mira una nave USA
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira una nave logistica statunitense al largo del porto omanita di Salalah. «Una nave logistica a supporto dell'aggressivo esercito statunitense è stata presa di mira dalle forze armate della Repubblica islamica dell'Iran a notevole distanza dal porto di Salalah in Oman», ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando militare centrale iraniano, in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato.
10:56
10:56
Nella notte colpita l'università di Teheran
Gli edifici dell'Università iraniana di scienza e tecnologia hanno subito danni a seguito dei raid aerei avvenuti nella notte tra sabato e domenica: lo scrive Iran International che mostra un video.
Ieri le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un radi a Isfahan in un attacco, ha denunciato il vicegovernatore della provincia, come riportato da Nbc, ad una zona residenziale della città nell'Iran centrale.
10:20
10:20
Il Pakistan ospiterà colloqui con Egitto, Arabia Saudita e Turchia
Il governo del Pakistan afferma che domani e lunedì i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto sono attesi a Islamabad per discutere della guerra in Medio Oriente in un incontro a quattro a cui parteciperà anche il ministro pachistano.
«Durante la visita, i ministri degli Esteri avranno colloqui approfonditi su una serie di questioni, tra cui gli sforzi per allentare le tensioni nella regione», afferma il ministero degli Esteri di Islamabad.
Precedentemente, un alto funzionario del ministero degli Esteri pachistano aveva detto che Islamabad prevedeva di ospitare «un incontro quadrilaterale lunedì» con Arabia Saudita, Egitto e Turchia sulla guerra in Medio Oriente.
09:36
09:36
In Iran uccisi 252 fra studenti e insegnati dall'inizio della guerra'
Almeno 252 tra studenti e insegnanti sono stati uccisi e altri 184 feriti dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. In particolare, 201 sono studenti.
Circa 723 istituti scolastici e centri amministrativi sono stati distrutti o parzialmente danneggiati. Secondo l'agenzia di stampa Irna, almeno cinque persone sono state uccise e 35 ferite a Boroujerd, nella provincia del Lorestan, durante gli attacchi avvenuti nelle prime ore di questa mattina.
09:24
09:24
Kuwait: attacco di droni sull'aeroporto
L'aeroporto internazionale del Kuwait è stato preso di mira da un attacco di droni, che ha causato danni ingenti. Lo hanno annunciato le autorità locali. Secondo il portavoce dell'aviazione civile, citato dall'agenzia di stampa ufficiale del Paese, l'attacco non ha provocato vittime, ma il sistema radar è stato gravemente danneggiato.
08:46
08:46
Gli Houthi rivendicano il primo attacco contro Israele
Gli Houthi dello Yemen rivendicano il loro primo attacco contro Israele dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
I ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall'inizio della guerra in Medio Oriente, un mese fa. In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani.
Poche ore prima, l'esercito israeliano aveva dichiarato di aver identificato un attacco proveniente dallo Yemen e di essere al lavoro per intercettarlo.
08:03
08:03
Attacco iraniano a base saudita: 12 soldati americani feriti, media
Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave. Lo riportano i media statunitensi.
L'Iran ha proseguirgli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusate di fungere da base di lancio per gli attacchi statunitensi contro il Paese, iniziati con un'operazione congiunta con Israele il 28 febbraio. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti non identificate. I soldati si trovavano all'interno di un edificio della base al momento dell'attacco, ha riferito il Wall Street Journal. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni nell'attacco.
Intanto il Pentagono sta valutando di schierare altri 10.000 soldati in Medio Oriente. Se dovesse procedere gli Stati Uniti si potrebbero presto ritrovare con 17'000 truppe nell'area: non abbastanza per un'invasione, ma un numero sufficiente per il sequestro di parte del territorio, mettere al sicuro l'uranio iraniano e prendere il controllo di una delle isole di Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che il presidente statunitense Donald Trump non ha ordinato il dispiegamento di truppe da terra preferendo per il momento la via diplomatica.
07:59
07:59
Thailandia: raggiunto un accordo con l'Iran per Hormuz
La Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Iran per consentire alle sue petroliere di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, rimasto praticamente paralizzato dall'inizio della guerra in Medio Oriente.
«È stato raggiunto un accordo per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni relative alla fornitura di carburante alla Thailandia», ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.
07:58
07:58
Il punto alle 8
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato attacchi contro «obiettivi del regime» iraniano. Un breve comunicato militare afferma che «le forze israeliane hanno colpito obiettivi del regime terroristico iraniano in tutta Teheran», senza fornire ulteriori dettagli. Un giornalista dell'AFP nella capitale Teheran ha riferito di aver udito circa 10 intense esplosioni e di aver visto una colonna di fumo nero.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) dal canto suo ha dichiarato di essere stata informata dall'Iran di un nuovo attacco nell'area della centrale nucleare di Bushehr, il terzo incidente di questo tipo in 10 giorni. Teheran ha comunicato all'agenzia che non ci sono stati danni al reattore in funzione e nessuna fuoriuscita di radiazioni, e che l'impianto funziona normalmente, ha affermato l'AIEA. Il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha avvertito che qualsiasi attacco che danneggi un reattore potrebbe innescare un grave incidente in termini di radiazioni, esortando alla «massima moderazione militare».
