Lacrime di gioia e incredulità: le reazioni dei cittadini israeliani e palestinesi all'annuncio di Trump

Lacrime di gioia e incredulità. Ma anche spari celebrativi. È così che è stata accolta dai cittadini, a Gaza, la notizia dell'accordo tra Israele e Hamas per la prima fase del piano di pace. «È una giornata importante, una gioia immensa», ha esclamato il palestinese Ahmed Sheheiber al Guardian, piangendo al telefono dal suo rifugio di Gaza.
In tutta la Striscia, le reazioni sono state caratterizzate da felicità e stupore. «Non riesco a credere alla notizia», ha confessato, sempre citata dal Guardian, Ayman Saber, residente di Khan Younis. Nella zona costiera di Al-Mawasi, le persone si sono riunite e hanno cantato all'uniscono «Allahu Akbar» («Dio è grande»).
Eyad Amawi, coordinatore degli aiuti palestinese, sfollato nella zona centrale di Gaza, ha dichiarato di stare ancora cercando di realizzare le notizie relative all'accordo di cessate il fuoco, arrivate nella notte. «Ci crediamo e non ci crediamo. Abbiamo sentimenti contrastanti, tra felicità e tristezza, ricordi, tutto è confuso», ha dichiarato. Amawi ha detto di sperare che l'accordo «venga attuato come concordato», senza che Israele ne ostacoli l'attuazione.
Anche nelle strade israeliane, nelle scorse ore, si respirava un clima di gioia. Le famiglie, in lacrime, si sono abbracciate, festeggiando l'imminente rilascio degli ostaggi. «Matan sta tornando a casa. Queste sono le lacrime per cui ho pregato», ha raccontato ad Haaretz la madre di un ostaggio israeliano detenuto a Gaza. Molti cittadini israeliani hanno dichiarato che Trump dovrebbe essere riconosciuto per il suo ruolo nella mediazione dell'accordo, chiedendo che gli venga assegnato un «premio Nobel a Trump». Anche lo stesso presidente israeliano Isaac Herzog ha sottolineato che il presidente statunitense merita «il premio Nobel per la pace per quanto ha fatto», definendo quanto successo nelle scorse ore «una mattinata di notizie storiche ed epocali».
Come parte dell'accordo, Hamas ha dichiarato che rilascerà i 20 ostaggi ancora in vita già questo fine settimana, con fonti che affermano che lo scambio con i prigionieri palestinesi avverrà entro 72 ore dalla firma dell'accordo, prevista tra qualche ora.
«L'intera nazione è in attesa ed emozionata», ha dichiarato, dal canto suo, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz in un post su X. «Abbraccio calorosamente le famiglie degli ostaggi per l'atteso ritorno a casa dei loro cari, compresi i soldati dell'IDF e i soldati caduti».
Nonostante i festeggiamenti di queste ore, i dettagli dell'accordo restano ancora da chiarire. Se tutto andasse come da piani, con la firma di entrambe le parti, prevista nelle prossime ore, l'accordo avvicinerebbe le due parti più di quanto sia mai stato fatto in questi mesi. Accendendo le speranze di porre, realmente, fine alla guerra.
