Aviazione

L'Airbus A321neo di Pegasus «prigioniero» dell'Iran per 52 giorni

Il velivolo era atterrato a Teheran il 28 febbraio e, fino a martedì, è stato costretto a rimanere all'aeroporto Imam Khomeini per la chiusura dello spazio aereo
Marcello Pelizzari
23.04.2026 21:30

Lo scorso 28 febbraio, un Airbus A321neo di Pegaus Airlines ha effettuato il volo PC 516 da Istanbul a Teheran. Il velivolo, con immatricolazione TC-RBR, una volta atterrato all'aeroporto internazionale Imam Khomeini non è più ripartito. E il motivo è presto detto: l'Iran, infatti, in quelle ore è stato pesantemente attaccato da Israele e Stati Uniti. L'inizio della guerra, già. Con conseguente chiusura dello spazio aereo iraniano. 

L'Airbus, per cause di forza maggiore, è dunque rimasto prigioniero dello scalo. La compagnia low cost turca, dal canto suo, ha provato a fare buon viso a cattivo gioco: il rischio, infatti, era quello di perdere del tutto il velivolo. Durante gli attacci di Israele e Stati Uniti, per intenderci, sono stati distrutti una ventina di aerei. Altri quaranta, invece, sono stati gravemente danneggiati come sottolinea aeroTELEGRAPH. Dopo 52 giorni, tuttavia, Pegasus Airlines è riuscita a recuperare il suo Airbus A321neo grazie a un volo speciale, con sigla PC 45. Martedì 21 aprile, leggiamo, il velivolo – denominato Elif Mina – ha lasciato l'aeroporto di Teheran per atterrare, tre ore dopo, al Sabiha Gökçen di Istanbul, dove è stato accolto dal personale dell'aeroporto e dai dirigenti della compagnia, tra cui l'amministratore delegato di Pegasus, Guliz Ozturk.

L'operazione è stata condotta, evidentemente, grazie alla parziale riapertura dello spazio aereo iraniano ed è stata supportata da un secondo aereomobile di Pegasus, un Airbus A320 denominato Ayda. L'Airbus A321neo ha seguito una rotta a nord attraverso l'Azerbaigian e l'Armenia, mentre la compagnia ha sottolineato l'efficienza della sua unità di crisi nel recuperare tanto l'aereo quanto l'equipaggio.