Le candele pirotecniche provocano un incendio a Madrid: «Una follia usarle dopo Crans-Montana»

La scena, descritta dal quotidiano El Pais, è incredibilmente vera. Madrid, sabato sera, ristorante Fanático, un locale alla moda che unisce il mangiare al concetto di festa (e discoteca). Terminata la cena, i camerieri passano fra i tavoli con i drink. Dalle casse risuona una versione moderna della leggendaria Sweet Dreams. Sul bancone, le ballerine danno spettacolo mentre nella penombra, leggiamo, i clienti sventolano candele pirotecniche. Sì, avete capito bene: candele pirotecniche. Al chiuso.
Sono passati pochi, pochissimi giorni dalla tragedia di Crans-Montana, che ha provocato 40 morti e 116 feriti, complice un incendio scatenatosi proprio per l'uso di questi oggetti. Eppure, quella disgrazia non ha impedito ai responsabili del ristorante madrileno, sabato, di distribuire ai clienti candele pirotecniche. Affinché potessero «sventolarle» a ritmo di musica. La scena, presto, anzi prestissimo, cambia. Le fiamme si impossessano, all'improvviso, di alcune piante vicino all'ingresso. Fortuna vuole che un dipendente, in pochi secondi, afferri un estintore e spenga il principio di incendio. Dai filmati, cui ha avuto accesso El Pais e pubblicati anche sui social network, si vede un cliente spostare una tenda affinché non prenda fuoco. C'è chi, nonostante la situazione, ride. La musica non si ferma. Sembra di rivedere il Constellation.
Fanático, che ha aperto i battenti quattro anni fa al numero 43 del Paseo de la Castellana, è un locale di grido della cosiddetta Madrid bene. Il ristorante scherza con il fuoco da tempo. Oltre a usare abitualmente candele pirotecniche, la domenica organizza spesso uno spettacolo chiamato Masaka in cui vengono utilizzate delle torce.
In un comunicato inviato al Pais, i responsabili del locale hanno annunciato di non voler più usare candele pirotecniche all'interno del risotrante. Non solo, dopo la pubblicazione della notizia, il Comune di Madrid ha annunciato che sta preparando un'ordinanza per regolamentare l'uso di fuochi d'artificio negli spazi chiusi. «Sembra che si stia andando verso il divieto» ha dichiarato alla stampa il vice sindaco, Inmaculada Sanz. «Vedremo esattamente in quali tipi di spettacoli possa avere senso».
Il gruppo, proprietario di questo e altri diciotto ristoranti, GLH Singular Restaurants, ha spiegato che i suoi ristoranti dispongono dei «certificati di protezione antincendio richiesti dalla normativa vigente». Il concetto di protezione, insomma, ha contribuito «a evitare la propagazione dell'incendio». A seguito di questo incidente, «come misura aggiuntiva», il gruppo come detto ha «vietato definitivamente l'uso di razzi e qualsiasi tipo di fuochi d'artificio in tutti i suoi ristoranti». Nel testo viene sottolineato che «l'incendio è stato domato in appena otto secondi» grazie alla formazione dei suoi dipendenti.
«Sono stati otto secondi di fuoco, ma avrebbero potuto costarci la vita» ha spiegato una cliente al Pais, che quella sera stava festeggiando il suo compleanno. «Immaginate di morire proprio il giorno in cui fate 24 anni. È una follia dopo quello che è successo in Svizzera. Non doveva essere consentito l'uso di candele». Un altro cliente, Thony Campos, ha pubblicato sui social un video e, nella descrizione, scritto che «per poco non siamo bruciati vivi».
