Il caso

Le minacce di Trump spaventano: «I groenlandesi non si sentono più al sicuro»

Secondo il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, la tensione sull'isola artica non si è spenta, nonostante i riflettori degli USA siano puntati altrove: «Sappiamo che il desiderio esiste ancora»
© Christinne Muschi /The Canadian Press via AP
Red. Online
17.04.2026 22:32

Nonostante i riflettori, da settimane, siano puntati sul Medio Oriente e sugli effetti del conflitto in corso, la tensione in Groenlandia non si spegne. Al contrario, gli abitanti dell'isola artica restano in allerta, come conferma Jens-Frederik Nielsen. In un'intervista alla NBC, il primo ministro groenlandese ha dichiarato che molte persone «non si sentono al sicuro» a causa dei ripetuti tentativi del presidente americano Donald Trump di assumere il controllo del territorio semi-autonomo danese. 

Sebbene l'interesse di Trump, attualmente, sembri dirottato altrove, i post e la retorica di Trump su Truth conto la Groenlandia rappresentano «una pressione inaccettabile sul popolo groenlandese». Come evidenzia Nielsen, le minacce arrivano infatti dalla «più grande potenza al mondo», e questo non può lasciare indifferenti. «Molte persone non si sentono al sicuro. Alcuni hanno avuto paura. Ora, per molti, questa paura si sta trasformando in rabbia». 

Come detto, nonostante negli ultimi tempi l'attenzione del tycoon verso il territorio artico sia – apparentemente – diminuita, i riferimenti a una possibile annessione della Groenlandia non sono del tutto spariti. La scorsa settimana, per esempio, Trump ha fatto nuovamente riferimento alla Groenlandia in un post in cui criticava la NATO per la riluttanza dei membri chiave a partecipare alla guerra con l'Iran. «La NATO non c'era quando avevamo bisogno di loro e non ci sarà se avremo bisogno di nuovo», ha scritto il presidente su Truth. «Ricordatevi della Groenlandia, quel grande pezzo di ghiaccio mal gestito!!!». 

«Sappiamo che esiste una sorta di desiderio di possedere o controllare la Groenlandia, e anche se ha escluso alcune opzioni, in termini di invasione, non ha mai escluso del tutto quel desiderio di possedere o controllare la Groenlandia», ha dichiarato ancora Nielsen nell'intervista alla NBC. «Quindi non siamo ingenui. Sappiamo che quel desiderio è ancora lì». 

A tal proposito, il primo ministro ha confermato che molti groenlandesi hanno temuto che il loro territorio sarebbe stato attaccato dopo il Venezuela. «Molti pensavano che saremmo stati i prossimi. E so che altri Paesi la pensano così, ed è davvero un peccato». Non solo. Gli effetti di questi timori si sono visti anche e soprattutto nella vita quotidiana. «Quando la situazione era al culmine, la gente aveva paura di lasciare i propri figli all'asilo. Ed è solo un esempio. C'è chi aveva programmato feste o raduni e ha deciso di cancellarli». Per Nielsen, tuttavia, non ci sono dubbi. «Non cederemo né parti del nostro Paese né l'intero Paese, né venderemo il nostro Paese a nessun altro. La Groenlandia è nostra».