Le operazioni di disinformazione sulle elezioni in Moldavia

Il 28 settembre 2025 i cittadini moldavi si sono recati alle urne per votare alle elezioni parlamentari, a meno di un anno di distanza dalle presidenziali che avevano portato alla vittoria della presidente filoeuropeista Maia Sandu, del Partito di Azione e Solidarietà (PAS).
Al confine tra l’Ucraina e la Romania, Paese membro dell’Unione europea, la Moldavia si trova in una posizione delicata; in questo clima geopoliticamente teso, le elezioni vedevano contrapposti il partito filoeuropeista di Sandu e quello filorusso Blocco Elettorale Patriottico (BEP) dell’ex-presidente moldavo Igor Dodon. Il Paese è così diventato il bersaglio della disinformazione filorussa, con le autorità moldave che hanno denunciato interferenze russe nel processo democratico.
Sui social media sono circolate infatti svariate notizie false sulla presunta repressione dell’opposizione filorussa da parte della presidente Sandu, e non è mancata la disinformazione sull’Unione europea. Storie infondate hanno continuato a diffondersi il giorno del voto e non si sono fermate nemmeno dopo la vittoria del partito filoeuropeista PAS. Infatti, anche al di fuori dei confini moldavi è circolata la narrativa disinformativa secondo cui lo stesso processo elettorale sarebbe stato manipolato.
I voti multipli nei seggi elettorali di Verona
Nei giorni successivi al voto del 28 settembre, sono circolati sui social video e foto che mostravano uno stesso gruppo di persone in fila davanti a due seggi elettorali a Verona, nel nord Italia. In uno dei video, il gruppo si dilegua dopo che la persona che stava registrando afferma di averli già avvistati in un altro seggio. Queste immagini sono state utilizzate per insinuare che alcune persone abbiano votato più volte.
Tuttavia, la storia si è rivelata falsa. A diffonderla è stata originariamente, il giorno delle elezioni, il canale Telegram filorusso «Insider Moldova» e poi rilanciata dalla Tass, l’agenzia di stampa russa di proprietà statale. Analizzando i filmati risulta che la scena non corrisponde al giorno del voto: nei video condivisi sui social da cittadini moldavi che hanno votato a Verona si vede che i seggi avevano cartelli informativi e porte aperte, mentre nei contenuti sospetti questi elementi mancano. Ciò suggerisce che le scene dei video ingannevoli non siano stati registrate il 28 settembre 2025, cioè il giorno del voto.
Le urne piene di schede elettorali
Negli stessi giorni è stato diffuso un video, ripreso da una telecamera di sorveglianza, che mostra due donne mentre inseriscono delle schede elettorali in un'urna elettorale. La scena sarebbe stata ripresa in un seggio moldavo a Parma, città del centro-nord Italia, e questo proverebbe presunti brogli elettorali: secondo chi ha condiviso il video, infatti, le urne sarebbero state già piene a pochi minuti dall’inizio del voto.
In realtà, il video è stato decontestualizzato e non ha nulla a che vedere con le elezioni moldave. Il filmato originale è stato pubblicato il 29 gennaio 2025 dalla testata indipendente Mikroskop Media e documenta irregolarità durante le elezioni comunali in Azerbaigian, tenutesi proprio quel giorno. La presenza della bandiera dell’Azerbaigian presente nel video integrale conferma che si tratta di un contenuto manipolato per diffondere disinformazione sulle elezioni moldave.
L’arresto dell’opposizione
Un’altra notizia circolata sui social nei giorni del voto sostiene invece che la presidente moldava Maia Sandu avrebbe ordinato l’arresto di tutti i leader dell’opposizione poco prima delle elezioni parlamentari del 28 settembre 2025.
In realtà, nessun arresto su ordine di Sandu ha avuto luogo. La fonte della notizia è un account X chiamato «DD Geopolitics», noto per la sua linea filo-russa e anti-occidentale. Secondo il Centro per la Comunicazione Strategica dell’Ucraina, il canale è gestito anche da soggetti legati alla propaganda russa.
