Russia

Le purghe di Vladimir Putin hanno favorito l'offensiva ucraina?

Da quando il leader del Cremlino, lo scorso maggio, ha deciso di nominare Andrey Belousov nuovo ministro della Difesa almeno sedici funzionari legati all'ex ministro Sergei Shoigu sono stati licenziati o arrestati
Il nuovo ministro della Difesa Andrey Belousov, di spalle, durante una riunione con Vladimir Putin. © Gavriil Grigorov
Red. Online
19.08.2024 07:30

Le purghe di Vladimir Putin. Così è stata ribattezzata la vasta riorganizzazione del Ministero della Difesa russo. Da quando il leader del Cremlino, lo scorso maggio, ha nominato Andrey Belousov nuovo ministro della Difesa, almeno sedici funzionari legati all'ex ministro Sergei Shoigu sono stati licenziati o, peggio, arrestati.

All'inizio di agosto, gli investigatori hanno fatto irruzione a Patriot Park. Un vasto, vastissimo parco tematico a una sessantina di chilometri da Mosca a tema Seconda guerra mondiale o, meglio, incentrato sull'eroismo dell'Unione Sovietica nel liberare l'Europa dall'incubo del nazismo. È l'immagine plastica dell'operazione di «pulizia», considerando che questo parco, a suo tempo, fu ideato e creato proprio da Shoigu. Il direttore del parco, Vyacheslav Akhmedov, è stato arrestato per appropriazione indebita. Detto in altri termini, è accusato di aver sottratto fondi allo stesso parco. Anche Vladimir Chesterov, responsabile dello «sviluppo innovativo» in seno al Ministero della Difesa, è nel mirino degli inquirenti: nel frattempo, il generale è agli arresti domiciliari e lamenta «problemi di salute».

La costruzione del Patriot Park era stata supervisionata da Timur Ivanov, ex vice di Sergei Shoigu. Ivanov, attualmente, è in carcere per aver ricevuto tangenti per un totale di oltre un miliardo di rubli (circa dieci milioni di franchi). I media dell'opposizione russa lo hanno soprannominato «il portafoglio di Shoigu». Detto del parco, Ivanov aveva seguito e curato molti altri progetti del Ministero della Difesa, fra cui la supervisione del Tempio delle Forze armate russe. Lui e la famiglia, secondo i beninformati, sin qui avrebbero condotto uno stile di vita lussuoso. Watson, fra gli altri, riferisce che fra il 2010 e il 2018 Ivanov e la moglie abbiano affittato, ogni estate, delle ville a Saint-Tropez. Per una spesa di 800 mila franchi. Nel 2012, ancora, Ivanov aveva acquistato una proprietà di tre piani a Mosca risalente al 1821. A sua difesa, dopo l'arresto, ha presentato una miriade di onorificenze nazionali. Come dire: non potete toccarmi. E invece...

L'elenco, a ogni modo, è lungo. Alla fine di luglio, un altro ex fedelissimo di Shoigu, il generale Dmitry Bulgakov, è stato posto in custodia cautelare. All'interno del Ministero della Difesa, era il responsabile del rifornimento delle truppe. Un settore, questo, altamente sensibile da quando Putin ha deciso di invadere l'Ucraina su larga scala. Secondo le indagini, fra le alte cose, gli alti dirigenti di un'azienda alimentare avevano deliberatamente sovrastimato i costi di produzione di razioni secche e carne in scatola per il Ministero della Difesa. Con la compiacenza, evidentemente, di Bulgakov, tutto fuorché preoccupato per la scarsa qualità dei prodotti dato che, sempre secondo le indagini, il generale avrebbe intascato una parte dei soldi del contratto. L'azienda, per contro, grazie agli accordi stipulati con il Ministero della Difesa lo scorso anno aveva aumentato considerevolmente il proprio fatturato. Curiosamente, ma nemmeno troppo, durante la perquisizione nell'abitazione di Bulgakov gli inquirenti hanno trovato dipinti di Shoigu e altri funzionari del Ministero. Tutti, nei quadri, erano raffigurati come eroi del popolo. 

Dopo l'arresto, i fedelissimi di Shoigu sono stati rinchiusi in due strutture specifiche: la prigione di Lefortovo, controllata dall'FSB, e una sezione del carcere Matrosskaya Tishina dedicata ai detenuti speciali. Una prigione, questa, che a suo tempo aveva «accolto» l'uomo d'affari Mikhail Khodorkovsky, Alexei Navalny e l'ex ministro dell'Economia Alexei Ulyukayev. Sebbene si tratti di un carcere preventivo riservato a persone influenti, le condizioni di questa sezione sono molto più severe che in qualsiasi altro carcere. Uscendo dal politichese, chi entra in questa sezione sa che il suo procedimento penale è seguito e monitorato attentamente dal Cremlino.

Le purghe, verosimilmente, hanno giocato un ruolo nell'offensiva ucraina nella regione russa del Kursk. Lo sguardo del Ministero, infatti, in queste settimane era rivolto al proprio ombelico. I servizi di frontiera e di intelligence, nello specifico, non hanno saputo intercettare i piani di Kiev e, di riflesso, non erano preparati all'avanzata delle truppe ucraine. 

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