Il caso

«L'intesa sulla Groenlandia prevede il controllo degli USA su piccole porzioni di territorio»

È quanto rivelano tre alti funzionari al New York Times, paragonando la situazione a quella delle basi della Gran Bretagna a Cipro: le parti concesse agli Stati Uniti potrebbero infatti essere sfruttate per costruire basi militari
EPA/MADS CLAUS RASMUSSEN DENMARK OUT
Red. Online
22.01.2026 08:15

Dopo il discorso di Trump al WEF, la Groenlandia è, di nuovo, sotto i riflettori. In particolare, nelle scorse ore, sono emersi nuovi dettagli in merito all'accordo raggiunto sul territorio artico. Secondo quanto si legge sul New York Times – che cita tre alti funzionari –, l'intesa prevederebbe la cessione agli Stati Uniti della sovranità su piccole porzioni di territorio groenlandese, dove potrebbero costruire basi militari. Un accordo che, a detta delle fonti, è paragonabile alla situazione delle basi della Gran Bretagna a Cipro, che vengono considerate territorio britannico. 

Il piano, secondo quanto rivelano i funzionari, è stato ideato dal segretario generale della NATO Mark Rutte, che «ci stava lavorando da un po'». Si tratterebbe di «un compromesso che la Danimarca è disposta ad accettare». Tuttavia, nelle scorse ore, Rutte ha dichiarato di non aver parlato della Groenlandia con Trump, durante il loro faccia a faccia a Davos. Interpellato sulla questione da Fox News, il segretario generale della NATO ha dichiarato che il futuro accordo «non è stato discusso con il presidente». In particolare, nel loro incontro, i due non hanno definito se la Groenlandia rimarrà della Danimarca secondo quanto prevede l'accordo quadro. «È concentrato su ciò che dobbiamo fare per proteggere questa vasta regione artica, dove sono in atto cambiamenti e dove cinesi e russi stanno diventando sempre più attivi», ha dichiarato Rutte.

Non solo. Il segretario generale della NATO, parlando all'AFP, ha anche aggiunto che sulla Groenlandia «resta molto lavoro da fare», dopo che Trump ha annunciato un accordo quadro per disinnescare le tensioni a seguito dei colloqui. «Penso che stasera ci sia stato un incontro molto positivo. Ma c'è ancora molto lavoro da fare». 

Al tempo stesso, la Casa Bianca ha confermato che i dettagli dell'accordo quadro devono ancora essere definiti «da tutte le parti coinvolte» e che verranno resi noti prossimamente. «Se questo accordo andrà in porto, e il presidente è molto fiducioso che accadrà, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici in relazione alla Groenlandia, a costi molto contenuti e per sempre», ha affermato la portavoce Karoline Leavitt.

Poco fa, la Danimarca ha dichiarato di voler perseguire «un dialogo costruttivo con i suoi alleati» sulla sicurezza della Groenlandia e dell'Artico, ma nel rispetto della sua «integrità territoriale». La primo ministro danese, Mette Frederiksen, a tal proposito ha dichiarato: «Possiamo negoziare tutti gli aspetti politici: sicurezza, investimenti, economia. Ma non possiamo negoziare la nostra sovranità. Sono stato informata che non è stato così». 

La reazione della Groenlandia

Nel frattempo, dopo il discorso di Trump al WEF, alcuni groenlandesi e danesi hanno espresso «sollievo e persino speranza» di fronte alla notizia di una possibile soluzione con la NATO che eviterebbe uno scontro. Tuttavia, come riferisce, ancora, il New York Times, alcuni politici groenlandesi e hanno dichiarato che è stato sbagliato non essere coinvolti nei colloqui. A tal proposito, Aaja Chemnitz, uno dei due membri groenlandesi del parlamento danese e figura politica di spicco in Groenlandia, ha respinto quanto ha affermato Trump in merito a un «futuro accordo con la NATO». «Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni nelle dichiarazioni di Trump è del tutto assurdo», ha scritto Chemnitz su Facebook. «La NATO non ha assolutamente alcun mandato per negoziare alcunché senza di noi in Groenlandia». Il politico, in particolare, ha sottolineato come «non si possa decidere niente sulla Groenlandia, senza la Groenlandia». «Si sta creando una confusione totale».