L'Iran fa i conti con le proteste dei negozianti: «Richieste legittime»

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha chiesto di ascoltare le «richieste legittime» dei manifestanti, secondo quanto riportato dai media statali nella tarda serata di ieri dopo due giorni di proteste dei negozianti di Teheran contro l'alto costo della vita.
«Ho chiesto al ministro degli Interni di ascoltare le legittime richieste dei manifestanti avviando un dialogo con i loro rappresentanti, affinché il governo possa fare tutto il possibile per risolvere i problemi e agire responsabilmente», ha dichiarato Pezeshkian citato dall'agenzia di stampa Irna.
L'invito del presidente Pezeshkian si riferisce ai negozianti che, insieme a molte altre persone, sono scesi in piazza e hanno scioperato negli ultimi due giorni contro l'elevata inflazione, il forte aumento del tasso di cambio del dollaro rispetto alla valuta nazionale, il rial, e l'aumento dei prezzi senza precedenti.
Il crollo del valore del rial iraniano è proseguito nelle ultime settimane. Come record storico, ieri il dollaro statunitense è stato venduto sul mercato libero iraniano a circa 1.430.000 rial, con un aumento di circa il 20% rispetto al mese scorso. Martedì, il dollaro è stato venduto a 1.386.000 rial, in leggero calo.
Gli osservatori ritengono che la crisi economica derivi dalle sanzioni, dalla cattiva gestione del governo, dalle appropriazioni indebite e dal trasferimento delle entrate del Paese a intermediari regionali. Anche il fallimento dei colloqui nucleari tra Iran e Stati Uniti e la possibilità di una guerra con Israele hanno avuto un impatto psicologico sul mercato.