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Teheran ha respinto l'ipotesi di smantellare le proprie strutture nucleari, chiedendo che la guerra finisca pure in Libano – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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22:35
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Trump: «La risposta dell'Iran è inaccettabile»
Donald Trump boccia la risposta dell'Iran alla proposta Usa di chiudere la guerra. «Ho appena letto la risposta dei cosiddetti "rappresentanti" dell'Iran. Non mi piace: TOTALMENTE INACCETTABILE! Vi ringrazio per l'attenzione dedicata a questa questione. Presidente DONALD J. TRUMP», ha scritto su Truth.
22:16
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«L'Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz»
L'Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta Usa per porre fine alla guerra, esponendo nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. Lo riporta il Wsj che, in base a persone a conoscenza dei contenuti, ha riferito che la risposta non soddisfa la richiesta Usa sugli impegni preliminari sul destino del programma nucleare iraniano e alle sue scorte di uranio altamente arricchito, temi da affrontare nel corso dei successivi 30 giorni di negoziato. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.
L'apertura graduale di Hormuz avverrebbe contestualmente alla revoca da parte degli Stati Uniti del blocco imposto su navi e porti iraniani. Le questioni nucleari sarebbero negoziate nei successivi 30 giorni dalla fine del memorandum, con l'Iran che ha proposto che parte del suo uranio altamente arricchito sia diluito e la parte residua trasferita in un Paese terzo, hanno riferito le fonti.
La risposta dell'Iran, consegnata al mediatore Pakistan e inoltrata a Washington, richiede garanzie affinché l'uranio trasferito sia restituito nel caso in cui i negoziati dovessero fallire o gli Stati Uniti dovessero ritirarsi dall'accordo in una fase successiva, hanno riferito le fonti. L'Iran ha inoltre detto di essere disposto a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo più breve rispetto alla moratoria ventennale proposta dagli Stati Uniti. L'Iran ha invece respinto in toto l'ipotesi di smantellare le proprie strutture nucleari.
21:01
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L'Iran risponde agli USA: «La guerra deve finire anche in Libano»
L'Iran ha annunciato oggi di aver risposto al piano statunitense volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, che secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu «non è finita».
Il botta e risposta di proposte tra Washington e Teheran per porre fine in modo duraturo alle ostilità non ha portato ad alcuna svolta dall'entrata in vigore del cessate il fuoco l'8 aprile.
La televisione di Stato iraniana ha riferito che la risposta trasmessa domenica, tramite il mediatore pakistano, era «incentrata sulla fine della guerra (...) su tutti i fronti, in particolare in Libano, e sulla garanzia della sicurezza della navigazione marittima», senza fornire ulteriori dettagli.
Washington non ha reagito immediatamente a questa risposta. Donald Trump ha tuttavia dichiarato stasera che l'Iran non «si prenderà più gioco» dell'America. In un'intervista registrata all'inizio della settimana e trasmessa oggi, Donald Trump ha affermato che gli iraniani sono stati «sconfitti sul piano militare», ma ha lasciato intendere che l'esercito americano potrebbe «rimanere sul posto altre due settimane e colpire tutti gli obiettivi» identificati, per dare un «tocco finale».
La guerra «ha permesso di ottenere molti risultati, ma non è finita», ha affermato Benjamin Netanyahu, sottolineando la spinosa questione del nucleare iraniano. Teheran è accusata di voler dotarsi dell’arma atomica, cosa che nega, difendendo il proprio diritto al nucleare civile. «Ci sono ancora materiali nucleari - uranio arricchito - che devono essere ritirati dall’Iran» e «impianti di arricchimento da smantellare», ha affermato Netanyahu alla rete televisiva statunitense CBS.
Nel Golfo, lo stretto di Hormuz continua a essere oggetto di un braccio di ferro tra Washington e Teheran, mentre gli attacchi in mare si moltiplicano, nonostante il cessate il fuoco. In Qatar, una nave proveniente da Abu Dhabi è stata colpita da un drone in mattinata nelle acque territoriali, prima di proseguire il suo viaggio, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha affermato che «batteva bandiera americana e apparteneva agli Stati Uniti», senza dire esplicitamente che l'Iran l'aveva preso di mira. Altri paesi del Golfo sono stati colpiti da droni domenica: il Kuwait non ne ha specificato la provenienza, ma gli Emirati Arabi Uniti hanno, da parte loro, accusato direttamente Teheran.
Sin dall'inizio della guerra da parte di Israele e degli Stati Uniti il 28 febbraio, le monarchie del Golfo, accusate di sostenere Washington, sono state oggetto di attacchi iraniani senza precedenti. Questi attacchi avvengono due giorni dopo che l'esercito americano ha preso di mira due petroliere iraniane nel Golfo di Oman, via d'accesso allo strategico Stretto di Hormuz.
«La nostra pazienza è finita», ha avvertito Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. «Qualsiasi attacco contro le nostre navi scatenerà una risposta iraniana forte e decisiva contro le navi e le basi» degli Stati Uniti. «Non chineremo mai il capo davanti al nemico, e se si parla di dialogo o di negoziazione, ciò non significa né capitolazione né arretramento», ha scritto a sua volta su X il presidente Massoud Pezeshkian.
Teheran blocca lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra, autorizzando con il contagocce l'attraversamento dello stretto attraverso il quale transita normalmente un quinto del petrolio consumato nel mondo. In risposta, Washington ha imposto un blocco dei porti iraniani dal 13 aprile.
Di fronte a questa paralisi che colpisce l'economia mondiale, il Regno Unito e la Francia si stanno attivando per mettere in piedi una coalizione internazionale volta a garantire la sicurezza dello stretto, una volta concluso un accordo tra Stati Uniti e Iran. Qualsiasi dispiegamento dovrà affrontare una «risposta decisiva e immediata» dell'esercito iraniano, ha avvertito il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, dopo l'annuncio da parte di Parigi e Londra dell'invio di navi militari per presidiare la regione. La Francia «non ha mai previsto» un dispiegamento militare a Hormuz, ma una missione di sicurezza «concertata con l'Iran», ha precisato il presidente Emmanuel Macron.
La televisione di Stato iraniana ha inoltre annunciato che il capo del comando delle forze armate, Ali Abdollahi, ha incontrato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non appare in pubblico dalla sua nomina a marzo. Mojtaba Khamenei ha fornito «nuove direttive e orientamenti per il proseguimento delle operazioni volte a contrastare il nemico», ha affermato la televisione.
Sull'altro fronte del conflitto, in Libano, Israele e Hezbollah filo-iraniano continuano i loro attacchi reciproci, nonostante un cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Due soccorritori affiliati a Hezbollah sono stati uccisi in due attacchi israeliani nel sud del Paese, ha riferito oggi il ministero della Sanità, secondo cui le operazioni israeliane hanno causato 2.846 morti dall'inizio della guerra il 2 marzo, di cui un centinaio di soccorritori. Nuovi colloqui tra i due paesi vicini sono previsti a Washington il 14 e 15 maggio.
19:27
19:27
«Risposta immediata a navi britanniche e francesi nello Stretto di Hormuz»
L'Iran ha avvertito Gran Bretagna e Francia che le sue forze armate lanceranno una «risposta decisa e immediata» a qualsiasi nave da guerra inviata nello Stretto di Hormuz, dopo che Parigi e Londra hanno inviato vascelli nella regione.
«Ricordiamo loro che sia in tempo di guerra che in tempo di pace, solo la Repubblica Islamica dell'Iran può garantire la sicurezza in questo stretto e non permetterà a nessun Paese di interferire in tali questioni», ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
Da parte sua, il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a Nairobi ha affermato che «la Francia non ha mai preso in considerazione» un «dispiegamento» militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì «una missione ad hoc» con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, «in concerto con l'Iran» e non appena le condizioni lo permetteranno«.
19:02
19:02
Netanyahu: «La guerra non è finita, l'uranio arricchito va rimosso»
Le scorte di uranio arricchito in possesso dell'Iran devono essere «rimosse» prima della conclusione della guerra contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista alla Cbs.
La guerra «non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati», ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma '60 Minutes'.
«Si interviene e lo si porta via», ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l'uranio potesse essere rimosso.
15:53
15:53
L'Iran risponde alla proposta USA via Pakistan
La Repubblica Islamica dell'Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l'agenzia Irna.
13:13
13:13
Nave mercantile nelle acque del Qatar colpita da un drone
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che un drone ha preso di mira una nave mercantile in arrivo nelle acque territoriali del Paese da Abu Dhabi.
«Una nave mercantile nelle acque territoriali del Paese, a nord-est del porto di Mesaieed, proveniente da Abu Dhabi, è stata presa di mira da un drone domenica mattina. L'incidente ha provocato un incendio limitato a bordo della nave, senza feriti» e «la nave ha proseguito il suo viaggio verso il porto di Mesaieed», ha dichiarato il ministero X.
In precedenza, l'agenzia marittima britannica Ukmto aveva affermato che una nave portarinfuse era stata colpita a nord-est di Doha da un «proiettile non identificato».
Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti «hanno intercettato con successo» due droni «lanciati dall'Iran», rende noto il ministero della Difesa del Paese in un comunicato sui social. «Non si riportano vittime», aggiunge la nota. In precedenza anche il Kuwait aveva reso noto di aver intercettato «droni ostili» nel proprio spazio aereo.
13:13
13:13
Le forze armate del Kuwait hanno intercettato «diversi droni ostili»
Le forze armate del Kuwait hanno intercettato stamattina presto «diversi droni ostili» all'interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social.
L'esercito del Kuwait fa sapere che l'episodio «è stato gestito secondo le procedure approvate». Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.
13:12
13:12
Esplosione nella città portuale iraniana di Chabahar
Nella città portuale iraniana di Chabahar, nella provincia del Sistan-Baluchistan, si è udito il suono di una forte esplosione. Secondo l'agenzia Mehr, la detonazione sarebbe riconducibile a ordigni inesplosi della guerra tra Iran e Stati Uniti. Chabahar si trova sulla costa del Golfo dell'Oman.
13:12
13:12
«L'Iran non si piegherà mai al nemico»
«L'Iran non si piegherà mai al nemico»: lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che «se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali».
Secondo l'agenzia di stampa statale Irna, il presidente ha invitato il popolo all'unità di fronte alla «situazione e alle difficoltà attuali».
11:48
11:48
Gasiera del Qatar attraversa Hormuz, è la prima volta dall'inizio della guerra
Una gasiera qatariota carica di Gnl, il gas naturale liquido, ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Pakistan. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento navale.
La nave, denominata Al Kharaitiyat, è la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall'inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, alla fine di febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dall'emittente.
Il tracciato della nave mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall'Iran, vicino all'isola di Qeshm, secondo il sito di tracciamento MarineTraffic.
La Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l'hub di esportazione di Ras Laffan all'inizio di questo mese. Il Qatar normalmente fornisce quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.
11:47
11:47
Iran: «I Paesi che applicano le sanzioni USA avranno difficoltà a Hormuz»
I Paesi che applicano le sanzioni statunitensi contro Teheran «incontreranno certamente difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz». Lo ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano, secondo quanto riportato dai media locali e rilanciato da Anadolu.
«Nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto» e l'equilibrio politico del sistema iraniano «non è stato sconvolto», ha affermato il generale di brigata Akrami Nia in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
«Se il nemico dovesse commettere errori di valutazione e attaccare nuovamente l'Iran, risponderemo immediatamente e qualsiasi conflitto si trasformerà in una guerra regionale», ha dichiarato in aggiunta Akrami Nia, citato dall'Irna. «Verranno colpiti dai territori occupati fino ai Paesi del Golfo che ospitano basi Usa. Abbiamo opzioni che sorprenderanno il nemico», ha anche detto.
Nel frattempo, la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha diffuso un avvertimento secondo cui «qualsiasi aggressione contro le petroliere e le navi mercantili iraniane porterà a un pesante attacco dell'Iran contro le basi statunitensi nella regione, così come contro le navi americane». La forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione ha inoltre dichiarato: «I nostri missili e droni sono pronti a colpire il nemico e le basi USA nella regione. Siamo pronti a ricevere l'ordine di attacco».
11:45
11:45
«Due poliziotti uccisi in un attacco dell'IDF a Khan Younis»
Il ministero degli Interni di Hamas a Gaza ha dichiarato che il capo del dipartimento investigativo della polizia di Khan Younis, Faez Abd al-Hadi, un ufficiale con il grado di tenente colonnello, e un altro poliziotto con il grado di sergente sono stati uccisi in un attacco dell'esercito israeliano contro un veicolo a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel.
In precedenza, i media di Gaza avevano riportato che due persone erano rimaste uccise e diverse altre ferite nell'attacco, avvenuto nel quartiere di al-Amal a Khan Younis. Non c'è stato alcun commento immediato da parte dell'Idf.
11:44
11:44
Un proiettile «non identificato» ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar
Un proiettile «non identificato» ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar nelle prime ore di domenica mattina: lo ha riferito l'agenzia marittima britannica Ukmto, dopo che i pasdaran iraniani avevano minacciato il giorno precedente di prendere di mira navi «nemiche» nella regione.
Secondo l'agenzia, una nave portarinfuse ha segnalato di essere stata colpita a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha. «Si è sviluppato un piccolo incendio, ma è stato spento. Non ci sono vittime. Non è stato segnalato alcun impatto sull'ambiente», ha precisato la stessa fonte.
11:43
11:43
Oltre 35 morti nell'ultima ondata di raid israeliani in Libano
I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale nelle scorse 24 ore circa hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali.
La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di «36 morti nel corso dell'ultima giornata». Dal canto suo, la Bbc riporta un bilancio di 39 morti.
L'agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.
08:50
08:50
Raid con drone nella notte a Gaza
Un raid con drone avvenuto nella notte a Gaza e attribuito alle forze israeliane ha «ucciso una persona e provocato diversi feriti»: lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. L'attacco ha colpito il campo per rifugiati Al-Maghazi, situato nel centro della Striscia, aggiunge la stessa fonte.
Wafa riferisce anche di colpi di artiglieria israeliana riportati a Khan Younis e di colpi sparati anche da imbarcazioni della marina israeliana dalla costa.
07:47
07:47
Il punto alle 7.30
Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell'Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge. Sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di «aspettarsi di avere notizie molto presto» da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington Dc. Su Truth, il suo social media, ha postato, tra l'altro, diverse foto del green, altre del restauro della grande vasca di fronte al Lincoln Memorial e alcuni attacchi contro l'ex direttore dell'FBI James Comey, suo acerrimo nemico, che andrà a processo il 15 luglio, chiamato a rispondere dei nuovi capi d'accusa penali per aver minacciato il tycoon.
Nel frattempo, sempre sabato, gli sforzi diplomatici hanno registrato il premier del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance. Rubio, nei colloqui anticipati da Axios, ha espresso apprezzamento per la partnership del Qatar «su una serie di questioni», ha riferito una dichiarazione del portavoce Tommy Pigott, secondo cui le due parti hanno inoltre discusso «del sostegno degli Stati Uniti alla difesa del Qatar, nonché dell'importanza di un continuo e stretto coordinamento per scoraggiare le minacce e promuovere la stabilità e la sicurezza in tutto il Medio Oriente».
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: «Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza».
