Regno Unito

«L'irruzione nella sinagoga sventata in extremis»

È di due morti e 4 feriti ricoverati in ospedale il bilancio aggiornato dell'attacco condotto oggi contro una sinagoga ortodossa di Manchester nel giorno della celebrazione di Yom Kippur
©ADAM VAUGHAN
Ats
02.10.2025 19:39

È di due morti e 4 feriti ricoverati in ospedale il bilancio aggiornato dell'attacco condotto oggi contro una sinagoga ortodossa di Manchester nel giorno della celebrazione di Yom Kippur. Lo ha reso noto sir Stephen Watson, comandante della Greater Manchester Police, in un briefing condotto sul luogo del fatto di sangue.

Watson ha confermato che i 4 feriti - fra cui risulta esserci anche un guardiano della sicurezza interna della sinagoga - hanno riportato tutti lesioni gravi, in particolare tre. E che l'aggressore alla guida di un'automobile ha dapprima investito alcune persone, per poi scendere dal veicolo con un coltello e accoltellarne altre, non senza cercare di entrare all'interno del tempio a caccia di fedeli.

L'attacco è avvenuto verso le 9.30 locali, quando la sinagoga era affollata per la prima preghiera di giornata prevista a partire dalle 9.

L'apparente cintura esplosiva «non era in grado di funzionare», hanno poi reso noto in serata gli investigatori di polizia. L'aggressore di Manchester aveva intenzione di fare irruzione nella sinagoga presa di mira stamattina, affollata di gente in preghiera per Yom Kippur, e non ci è riuscito solo grazie «al coraggio e alla prontezza» delle guardie di sicurezza e dei fedeli.

Watson ha poi precisato che i suoi agenti sono entrati in azione, aprendo il fuoco sul sospetto, dopo non più di 7 minuti dal primo allarme. Lasciando intendere come anche questa rapidità d'intervento abbia consentito di evitare un bilancio più sanguinoso.

Il comandante ha quindi ribadito le parole dei vertici dell'antiterrorismo qualificando l'attacco come devastante per la comunità ebraica nel giorno della sua festa più sentita. Ha poi confermato che vi sono elementi per identificare l'aggressore ucciso, ma che il nome resta al momento coperto dal riserbo investigativo in attesa di accertamenti ulteriori: ha infine chiesto «pazienza» all'opinione pubblica, assicurando che l'indagine procede «spedita».