Corea del Sud

Lo schianto del volo Jeju Air 2216 fa ancora discutere: perquisita la sede del Ministero dei trasporti

Proseguono le indagini sull'incidente del 29 dicembre 2024: l'aereo si era schiantato contro un muro di cemento, dopo un bird strike, causando la morte di 179 persone – Recentemente sono stati rinvenuti altri resti umani e oggetti appartenenti alle vittime
© EPA/YONHAP SOUTH KOREA OUT
Red. Online
14.03.2026 19:47

29 dicembre 2024. Il volo Jeju Air 2216 si schianta contro una struttura in cemento dopo essere uscito di pista all'aeroporto internazionale di Muan, in Corea del Sud. Il bilancio delle vittime è pesantissimo: si salvano solo due assistenti di volo, mentre muoiono tutte le altre 179 persone a bordo. Le indagini preliminari rivelano che l'incidente è stato scatenato da un cosiddetto «bird strike». Una collisione con uccelli. A determinare la gravità dell'incidente è anche e soprattutto il muro di cemento contro il quale il Boeing 737-800 ha terminato la sua corsa, provocando un'enorme esplosione. 

A più di un anno di distanza da quel disastro aereo, le indagini non sono ancora concluse. Al contrario, in questi mesi, sono state diverse. L'ultima di queste è stata ordinata giovedì dal presidente sudcoreano Lee Jae Myung, dopo che gli investigatori hanno, di recente, rinvenuto altri resti umani e oggetti appartenenti alle vittime. 

Venerdì, come riporta la BBC citando l'agenzia di stampa Yonhap, la polizia ha quindi perquisito la sede del Ministero dei trasporti nella città di Sejong, alla ricerca di nuovi indizi che facciano luce sulle cause dell'incidente e sulla corretta gestione della situazione da parte dei funzionari. Un'irruzione, questa, collegata all'indagine principale del governo sullo schianto dell'aereo, i cui risultati dovrebbero essere resi pubblici entro la metà del 2026. Come detto, però, al contempo sono state avviate anche indagini parallele da parte di varie agenzie e del parlamento sudcoreano.

Sull'incidente, tuttavia, resta un alone di mistero. Negli ultimi mesi, infatti, gli investigatori hanno scoperto parti di corpi e oggetti personali delle vittime che erano stati messi in sacchi e conservati insieme a sacchi di detriti raccolti dal luogo dell'incidente. Una scoperta che, va da sé, scatenato l'indignazione dell'opinione pubblica e ha spinto Lee a ordinare un'indagine per far luce sul perché alcuni resti e oggetti personali non siano stati individuati prima. Non solo: il presidente sudcoreano ha ordinato anche l'adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili dei ritardi nel recupero dei resti umani. 

A tal proposito, anche le famiglie delle vittime chiedono, da mesi, una nuova analisi dei detriti rimossi dal luogo dell'incidente. A seguito delle recenti scoperte, il Ministero del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato le proprie scuse. Scuse che, tuttavia, i famigliari si sono rifiutati di accettare. «Siamo sconvolti dalle scuse tardive e inadeguate del Ministero dei Trasporti, che secondo le famiglie equivalgono a uccidere le vittime una seconda volta», ha dichiarato un rappresentante delle famiglie. 

All'inizio di questa settimana, riferisce sempre la BBC, era stata condotta un'indagine separata della commissione di revisione contabile, in cui è emerso che il cumulo di cemento contro il quale il velivolo si è schiantato era stato costruito per ridurre i costi. A inizio 2025, un mese dopo il disastro aereo, le autorità aeronautiche avevano rimosso strutture simili in sette aeroporti sudcoreani.