Londra difende la BBC, ma ammette: «Doverose le scuse a Trump»

Il governo laburista britannico di Keir Starmer ritiene che la BBC debba cedere all'ultimatum di Donald Trump sulla vicenda del montaggio di due passaggi separati di un discorso del presidente americano del 2021, artefatto in modo tale da rafforzare la sensazione che egli avesse incitato esplicitamente l'assalto a Capitol Hill. Almeno secondo le parole del ministro del Lavoro, Pat McFadden, una delle figure più vicine al premier, interpellato da Sky News Uk sulla polemica che ha investito l'emittente pubblica.
«Quando si fanno degli errori, bisogna correggerli», ha tagliato corto McFadden, pur insistendo sulla difesa del ruolo cruciale del servizio pubblico televisivo.
«La BBC deve scusarsi a profusione dopo aver ammesso le sue colpe» sul montaggio del discorso del presidente Trump realizzato a suo tempo dalla redazione del programma d'inchiesta giornalistica Panorama, ha rincarato da parte sua Nigel Huddleston, ministro ombra della Cultura e dei Media in seno all'opposizione conservatrice, difendendo la «collera legittima» del leader della Casa Bianca dietro l'intimazione legale rivolta ieri dai suoi avvocati all'emittente: con l'ultimatum su una ritrattazione in piena regola e riparazioni concrete immediate, pena una querela giudiziaria con pretesa d'indennizzo monstre «non inferiore al miliardo di dollari».
Minaccia micidiale su cui, secondo l'esponente Tory, il governo britannico e Starmer potranno provare a chiedere clemenza al presidente alleato - risparmiando conseguenze inevitabili sul canone televisivo pagato da milioni di cittadini del Regno - solo dopo un mea culpa totale della BBC.