Guerra

L’Ucraina senza l’intelligence USA e Starlink: cosa succede?

Kiev denuncia l'interruzione di servizi fondamentali per contrastare i missili russi e condurre operazioni militari: Zelensky teme una mossa del presidente Trump per fermare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio di Mosca
Michele Montanari
14.10.2026 15:34

«Un attacco missilistico balistico russo su Kiev. Ancora una volta, nessun preavviso da parte dei nostri partner». Lo ha denunciato ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre la Russia colpiva al cuore la capitale. Mosca ha lanciato 39 missili balistici e più di 120 droni contro l’infrastruttura energetica a Kiev e a Kharkiv, lasciando almeno 600 mila persone senza elettricità. I raid hanno provocato almeno 3 morti e una trentina di feriti tra i civili. È la seconda volta consecutiva che l’Ucraina dichiara di non aver ricevuto alcuna informazione da parte dell’intelligence occidentale prima di un attacco missilistico russo. Una situazione che alimenta il timore di una possibile ritorsione da parte degli Stati Uniti per gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe. D’altronde, lo stesso presidente Donald Trump, negli scorsi giorni, ha minacciato Kiev di interrompere la condivisione di informazioni, come i preavvisi sugli attacchi, se non avesse cessato gli attacchi di droni in territorio russo.

Trump, dopo la presunta mancata allerta di lunedì notte, ha però fatto sapere che gli Stati Uniti continuano a condividere informazioni di intelligence con l'Ucraina: «Li stiamo aiutando e condividiamo informazioni di intelligence», ha detto ai giornalisti. Una versione, quella del tycoon, confermata qualche ora dopo dal ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, secondo il quale l’attacco di Mosca non è stato rilevato «a causa di un particolare tipo di armamento utilizzato dalla parte russa». Zelensky, tuttavia, dopo il secondo attacco è tornato a puntare il dito contro gli alleati, parlando di «nessun preavviso» in merito al lancio di missili balistici russi contro un palazzo di 9 piani e una centrale termoelettrica nella capitale.

Interpellata sulla questione, Paula Pinho, portavoce della Commissione europea, ha spiegato ai giornalisti che «non vi è alcuna indicazione» su una presunta interruzione dello scambio di informazioni di intelligence con l'Ucraina.

Nessuna tregua energetica

Secondo il New York Times, in passato la Russia ha lanciato missili che i satelliti occidentali non sono riusciti a tracciare efficacemente. Serhiy Beskrestnov, esperto militare e consigliere di Zelensky, dopo l'attacco di lunedì ha evidenziato come non fosse la prima volta che i partner occidentali non riuscissero a rilevare il lancio di un missile S-400. Tuttavia, evidenzia ancora il NYT, è insolito che gli alleati di Kiev non riescano a rilevare due attacchi missilistici consecutivi.

Il timore crescente è che Trump abbia deciso di bloccare l’intelligence in seguito all’accordo raggiunto con il presidente russo Vladimir Putin per la fornitura di milioni di tonnellate di diesel. Una intesa con cui il tycoon, in vista delle elezioni di metà mandato, cerca di far scendere i prezzi alle stelle del carburante, causati principalmente dalla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Durante un incontro avvenuto la scorsa settimana a Miami, i funzionari dell'amministrazione Trump hanno chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi di droni contro le raffinerie di petrolio, permettendo così al gasolio russo di tornare sul mercato. Il presidente USA, dichiarando una tregua energetica, ha lasciato intendere che pure Mosca avrebbe dovuto sospendere gli attacchi contro le infrastrutture ucraine.

Dopo la tregua, Zelensky ha fatto sapere che il suo esercito si è astenuto dall'attaccare le raffinerie petrolifere di Mosca negli ultimi due giorni, dimostrando di aver accolto l’appello di Washington. Secondo Kiev, però, la Russia ha continuato a colpire le infrastrutture energetiche anche dopo il monito di Trump. L'attacco di ieri sera, nello specifico, ha preso di mira una importante centrale termoelettrica che rifornisce la capitale ucraina.

«I fatti dimostrano che i russi non si considerano vincolati da quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti», ha scritto Zelensky su X, aggiungendo: «L'Ucraina ha sostenuto un cessate il fuoco nel settore energetico. La Russia sta prendendo di mira un'altra centrale elettrica e la vita del nostro popolo».

Problemi anche a Starlink

Oltre ai timori sul blocco delle operazioni di intelligence, nelle scorse ore la sospensione del servizio satellitare Starlink ha causato ulteriori preoccupazioni nelle truppe ucraine. L'accesso di Kiev al sistema è stato limitato senza preavviso, provocando gravi disagi a «diverse» missioni militari, ha dichiarato il consigliere presidenziale Serhiy Beskrestnov: «Confermo che SpaceX (proprietaria di Starlink) ha implementato restrizioni di velocità sui terminali Starlink in movimento la scorsa notte. Attualmente, la restrizione si applica al "pacchetto di servizio militare" StarShield e limita la velocità a 160 chilometri orari», ha scritto sui social.

L'Ucraina si affida a Starlink per diverse applicazioni militari, tra cui la conduzione della sua campagna di attacchi a media distanza nei territori occupati dalla Russia, nonché per i droni intercettori che difendono il Paese invaso dai nuovi velivoli senza pilota Geran-5. I terminali, distribuiti e gestiti dall'azienda tecnologica SpaceX di Elon Musk, sono quindi una componente chiave per le operazioni militari ucraine. 

Una fonte del Ministero della Difesa ucraino ha confermato al Kyiv Independent che sono stati rilevati dei limiti di velocità e che le cause sono oggetto di indagine: «Questo complica le missioni dei droni, in particolare quelle che coinvolgono intercettori e droni d'attacco a medio raggio, e ostacola le capacità di logistica in prima linea, ricognizione e ritrasmissione dei segnali», ha spiegato la fonte. Secondo Serhii Sternenko, ex consigliere dell'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov,  «SpaceX ha probabilmente adottato queste misure su richiesta dell'amministrazione Trump». Tuttavia, al momento non ci sono indizi in tal senso. La portavoce della Commissione europea, interpellata sull’interruzione di Starlink, si è rifiutata di commentare «fino a quando non avremo maggiori informazioni».

Quest’oggi Zelensky incontrerà il primo ministro britannico Andy Burnham, il quale ha promesso che cercherà di «ricostruire i ponti» tra il presidente Trump e il leader ucraino, stando a quanto riportato dall'AFP. I rapporti tra i due oggi sembrano tesissimi, come già avvenuto in passato. Il capo della Casa Bianca sabato scorso ha dichiarato che l’Ucraina dovrebbe trovarsi «un nuovo presidente», accusando Zelensky di aver creato un «problema mondiale» con gli attacchi sulle raffinerie russe e di non aver trovato alcuna soluzione per risolvere il conflitto: «Avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni», ha sentenziato il tycoon prima di un comizio elettorale in Tennessee. 

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