L’UE sta cercando di far pagare ai russi le armi per l’Ucraina

Saranno i russi – indirettamente – a pagare le armi all’Ucraina? I leader dell’Unione europea stanno valutando in queste ore una nuova proposta che punta a finanziare lo sforzo bellico dell'Ucraina utilizzando gli interessi generati dai beni russi congelati. Nello specifico, l’Europa intende sfruttare economicamente gli interessi maturati dagli oltre 200 miliardi di euro presenti sui conti correnti degli oligarchi colpiti dalle sanzioni internazionali. Gran parte di questi fondi è controllata dall’istituto finanziario Euroclear, con sede in Belgio, che sta accumulando ingenti quantità di denaro grazie ai pagamenti associati ai beni russi congelati. Il mese scorso, il gruppo ha dichiarato di aver guadagnato 5,2 miliardi di euro di interessi generati dai beni russi congelati nel 2022.
Il nuovo piano della Commissione europea differisce da quello elaborato a fine 2023, con cui si intendeva utilizzare i fondi per la ricostruzione dell’Ucraina e per sostenere il governo di Kiev. Ora, secondo i funzionari UE, la questione principale è la consegna di armi per cercare di frenare le truppe di Putin.
La proposta è in discussione quest’oggi nell'ambito del vertice tra capi di governo dei Paesi membri dell’UE. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto fiducioso sull’intesa e in mattinata ha dichiarato ai giornalisti che i beni russi dovrebbero «essere utilizzati per acquisire le armi e le munizioni di cui l’Ucraina ha bisogno per la sua difesa».
Negli ultimi mesi, la pressione sui membri dell’UE affinché sostengano militarmente l’Ucraina è aumentata, non solo per il congelamento al Congresso USA del pacchetto di aiuti da 60 miliardi di dollari, ma anche per i progressi dell’esercito russo sul campo di battaglia.
Secondo l’alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Josep Borrell, le entrate generate da questi beni immobilizzati ammonteranno a circa 3 miliardi di euro all’anno: «Spero che si possa raggiungere presto un accordo e trasformare i soldi in armi: i soldati non combattono con i soldi. Hanno bisogno di armi fisiche, hanno bisogno di strumenti fisici per difendere il (loro) popolo», ha dichiarato Borrell, che su X ha poi spiegato come «il 90% (dei proventi) sarà assegnato tramite il Fondo europeo per la pace e il 10% tramite il bilancio dell'UE».
La Russia ha fortemente condannato la proposta UE. Quest’oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che i tentativi di utilizzare i proventi dai capitali russi congelati in Europa è un nuovo passo nella «violazione delle basi delle leggi europee». I Paesi europei, ha aggiunto Peskov, «sono ben consapevoli del danno che tali decisioni possono causare alle loro economie, alla loro immagine, alla loro reputazione come garanti dell'inviolabilità della proprietà».
