Molise

Madre e figlia morte a Natale, si pensava all'intossicazione alimentare ora si indaga per duplice omicidio

Il caso sta facendo molto discutere in Italia: nel sangue delle due donne sono state trovate tracce di ricina, un veleno molto potente – Ma «non ci sono laboratori svizzeri coinvolti nelle analisi (né tantomeno americani)»
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Jenny Covelli
01.04.2026 19:00

Una ragazza di 15 anni è morta poco dopo Natale all'ospedale di Campobasso (Molise) dove era stata ricoverata. Dopo poche ore è deceduta anche la mamma. Il marito (e papà della ragazza) era stato ricoverato a sua volta, e si è poi ripreso. Dopo la cena della Vigilia di Natale, si erano recati già due volte al pronto soccorso ed erano stati dimessi con la diagnosi di intossicazione alimentare e gastroenterite. La figlia maggiore, invece, non era presente alla cena familiare e non aveva mai manifestato sintomi. Tutto faceva pensare all'intossicazione alimentare. Il 29 dicembre la Procura aveva iscritto nel registro degli indagati cinque medici con le ipotesi di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità sanitaria, in relazione alla gestione clinica dei primi accessi in ospedale. Ieri, infine, la svolta: un nuovo fascicolo di indagine (aperto contro ignoti) per duplice omicidio premeditato.

Che cosa è successo

A cambiare radicalmente il quadro sono stati gli esami tossicologici. Tracce di ricina, un veleno molto potente, sono state trovate nel sangue delle vittime durante gli esami. Gli inquirenti proseguono con gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità, mentre ulteriori analisi sono in corso per consolidare il quadro probatorio. L’autopsia, effettuata il 31 dicembre, non aveva inizialmente fornito risposte chiare. Ma ora, le verifiche degli inquirenti si estendono ai parenti e agli amici della famiglia, come pure a persone a loro vicine.

Gli investigatori devono capire chi abbia avvelenato madre e figlia con la ricina, tossina estratta dai semi del ricino. Nota al grande pubblico anche per essere stata citata nella serie TV Breaking Bad, non era stata trovata nei primi controlli effettuati sui cibi consumati dalla famiglia durante le feste. La ricina, dopo l'ingestione, causa nausea, vomito, diarrea e affanno. L'avvelenamento può progredire fino a far collassare gli organi interni.

Che cosa c'entra la Svizzera

Le due donne sarebbero quindi state avvelenate con la ricina nella loro casa di Pietracatella (in provincia di Campobasso). «Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all'estero», scrivono i media italiani. «Gli esami sono stati effettuati in Italia, ma anche in Svizzera e gli accertamenti sono arrivati fino agli Stati Uniti per la ricerca di casi di avvelenamento simili a quello molisano». E ancora: «Tracce di ricina sono emerse nel sangue delle vittime grazie alle analisi dell'istituto Maugeri di Pavia, confermate da laboratori in Svizzera e negli Stati Uniti».

A questo proposito, abbiamo interpellato il Centro Antiveleni dell'istituto Maugeri il quale, ovviamente, al momento non può rilasciare dichiarazioni in merito alla vicenda. «Dopo aver parlato con il direttore del CAV (Centro Antiveleni - Centro Nazionale di Informazione Tossicologica), Carlo Locatelli, possiamo però affermare con certezza che non ci sono laboratori svizzeri coinvolti nelle analisi (né tantomeno americani)», ci hanno fatto sapere dall'ufficio stampa.

Il tragico caso sta facendo molto discutere in Italia e le indagini, in ogni caso, proseguono. L'inchiesta ha ora due filoni: da una parte scoprire come (e da chi) sono state avvelenate le due donne, dall'altra evidenziare presunte responsabilità mediche in relazione alla gestione clinica dei primi accessi in ospedale.