Ambiente

Mala depurazione e scarichi abusivi: mari e laghi italiani in difficoltà

Fuorilegge il 32% delle 387 acque campionate a causa della presenza di batteri fecali — Le più virtuose sono risultate Puglia, Veneto e Basilicata, male Lazio, Campania, Calabria e Toscana
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Ats
12.08.2022 17:37

L'Italia resta anche quest'anno «malato cronico» per «mala depurazione e scarichi abusivi» in mare e nei laghi, dove è risultato «fuorilegge» per presenza di batteri fecali il 32% dei 387 campioni di acque analizzate durante le campagne annuali Goletta verde e Goletta dei laghi, compiute dall'organizzazione Legambiente dal 20 giugno al primo agosto scorsi.

«Inquinato o fortemente inquinato» quasi un campione su tre (124 hanno sforato i limiti di legge in particolare per concentrazione di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli) prelevato e sottoposto ad analisi microbiologiche in 18 regioni e 37 laghi, con il 55% dei punti critici, spiega la ong, concentrato in foci di fiumi, canali e torrenti.

Maglia nera a Lazio, Campania, e Calabria e Toscana ex equo per il maggior numero di punti di mare «inquinati» da batteri mentre le regioni più virtuose, senza punti inquinati, sono risultate Puglia, Veneto e Basilicata. Quanto ai laghi, sono risultati più inquinati il Lario in Lombardia, il Garda (sponda lombarda) e il lago Maggiore (sponda piemontese).

Le acque reflue non in regola costano care all'Italia: sono ancora quattro le procedure d'infrazione comunitarie attive, di cui due già sfociate in condanna, assegnate dall'Ue per «inadempienza alla Direttiva sulle acque reflue» ricorda Legambiente nel sottolineare «il ritardo nel portare a termine i lavori necessari a uscirne, con costi stimati in ulteriori 500 milioni di euro per il periodo di non conformità 2018-2024. Cifra stimata non dissimile dalla quota di finanziamenti introdotta con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che ammonta a 600 milioni di euro (2021-2026) per rendere più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nel mare e nelle acque interne».

«Se circa un terzo delle nostre analisi dà esito negativo ormai da diversi anni - rileva il responsabile scientifico di Legambiente, Andrea Minutolo - vuol dire che poco o nulla è stato fatto per uscire dall'emergenza depurativa. Un'emergenza cronica che ci costerà centinaia di milioni di euro nei prossimi anni, a causa del pagamento di multe che l'Europa non ci condonerà».

Intanto, a bordo delle Golette si è parlato anche di crisi climatica e sociale, caro bollette, conflitti e siccità. Legambiente auspica «politiche strutturali e soluzioni concrete che non lascino indietro nessuno» indicando l'eolico off-shore come «il futuro del nostro sistema energetico« e »la necessità di una gestione equa, sostenibile e razionale della risorsa idrica di fronte alla scarsità d'acqua».