Giocattoli

Mattel presenta Barbie con la sindrome di Down: un altro passo verso l'inclusione o l'ennesimo flop?

Presentata ieri, dopo un'accoglienza molto positiva, la nuova bambola ha raccolto anche diversi commenti negativi – Ma per quale motivo?
© Twitter
Federica Serrao
26.04.2023 21:00

«Il potere della rappresentazione è importante». E questo la Mattel lo sa molto bene. Ieri sera, il noto marchio di giocattoli statunitense ha presentato la sua prima Barbie con la sindrome di Down. Una bambola che si unisce alla collezione di Barbie Fashionistas, il cui obiettivo è offrire rappresentazioni di bellezza diversificate, combattendo lo stigma delle disabilità fisiche. La linea raggruppa tutte le versioni di Barbie inclusive create negli ultimi anni. Barbie in sedia a rotelle. Barbie con una protesi alla gamba, o con l'apparecchio acustico. E anche Barbie con la vitiligine. La nuova arrivata, però, dopo un'accoglienza molto positiva, ha cominciato a raccogliere anche diversi commenti negativi. Ma per quale motivo?

La nuova Barbie

Anche in questo caso, la Mattel sembra aver voluto curare la sua bambola in ogni minimo dettaglio. Non a caso, la nuova Barbie che rappresenta una persona con la sindrome di Down è stata progettata lavorando a stretto contatto con la Società nazionale per la sindrome di Down, con cui ne sono state studiate forme, caratteristiche, ma anche abbigliamento, accessori e persino la confezione. «Questo progetto significa molto per la nostra comunità, che per la prima volta potrà giocare con una Barbie che le assomiglia», confessa Kandi Pickard, presidente e amministratrice delegata della società. «La nuova Barbie ci ricorda che non dobbiamo mai sottovalutare il potere della rappresentazione. È un enorme passo per l'inclusione, è un momento da celebrare». Ma c'è di più. Oltre a essere stata progettata sotto lo sguardo vigile della Società nazionale per la sindrome di Down, la nuova Barbie è stata esaminata anche da un medico professionista.

A sostenere la nuova versione di Barbie, anche la modella britannica con sindrome di Down Ellie Goldstein, la quale non ha tenuto nascosto il suo entusiasmo. «La diversità è importante, perché la gente ha bisogno di vedere più persone come me nel mondo, che a volte le nasconde». 

Tra caratteristiche e simboli

Il risultato, da alcuni apprezzatissimo, vede una bambola con una forma del viso e del corpo che ricorda quella delle persone con sindrome di Down, con una struttura più corta e un busto più lungo. Il viso, nello specifico, è stato reso più rotondo, mentre le orecchie sono state rimpicciolite. Di più, il ponte nasale della Barbie risulta essere piatto, mentre gli occhi sono leggermente inclinati, a forma di mandorla. Inoltre, i palmi delle mani della bambola presentano un'unica linea: una caratteristica spesso associata alle persone con la sindrome di Down. 

Ma non finisce qui. Perché la Mattel, dicevamo, ha voluto fare le cose davvero in grado, preoccupandosi di ogni piccolo dettaglio e senza lasciare apparentemente nulla al caso. Questa Barbie è infatti vestita con un abito dalle maniche a sbuffo, caratterizzato da farfalle e dai colori giallo e blu. Simboli e colori associati proprio alla consapevolezza della sindrome di Down. Alle caviglie indossa dei plantari rosa, in tinta con le scarpe da ginnastica su cui è stata inserita una cerniera, altro elemento che riconduce ai bambini con sindrome di Down. Infine, la bambola ha al collo un grosso ciondolo rosa con tre chevron, simbolo che rappresenta le tre coppie del cromosoma 21 (trisomia 21), il materiale genetico che porta a sviluppare le caratteristiche tipiche della sindrome.  

 

«Barbie deve riprovarci»

Fino a qui, tutto bene. O almeno quasi. Nel corso dei suoi 64 anni di storia, Barbie si è vista criticata tante, tantissime volte, per le sue bambole con un corpo troppo irrealistico. Eppure, nonostante le accortezze degli ultimi anni e nonostante i tentativi di modificare i suoi prodotti, rendendoli più inclusivi, le lamentele non sono mancate neanche in questo caso. Su Twitter, diversi utenti hanno infatti criticato la nuova versione di Barbie con la sindrome di Down, giudicandola – anche in questo caso – poco realistica. «Sarebbe fantastico se la bambola sembrasse davvero avere la sindrome di Down. Sembra proprio che Barbie debba riprovarci», scrive una ragazza. Qualcun altro le fa eco: «Non è come l'avrei immaginata». E ancora: «Mia figlia di 25 anni ha la sindrome di Down. Beh, questa Barbie non ha niente che la ricorda. Non ho nessun rispetto per questa bambola».

Tanti i commenti negativi sul taglio di capelli di Barbie, giudicato eccessivamente lungo per il tipo di persona che vuole rappresentare. «Quindi, Barbie ha lanciato la sua prima bambola con la sindrome di Down, ma sembra uguale a tutte le altre», puntualizza un altro utente. Il che fa pensare che forse, anche se molteplici, i simboli scelti da Mattel non sono stati abbastanza. E a contare, ancora una volta, sono più le forme e le caratteristiche stesse della bambola, giudicate – anche in questo caso– troppo lontane dalla realtà.