Spagna

Migranti a Ceuta: l'Italia corre ai ripari, ma la maggior parte è già tornata in Marocco

Il Governo Meloni sospende il trattato Schengen con la Spagna per un mese: controlli a tappeto alle frontiere, in un Paese già preso d'assalto dai turisti
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Red. Online
31.07.2026 21:00

L'Italia teme la folla di migranti arrivata nelle scorse ore nell'enclave spagnola di Ceuta e corre ai ripari. Domani, primo agosto, entrerà in vigore per un mese la chiusura delle frontiere marittime e aeree del Belpaese con la Penisola iberica. Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha infatti deciso di sospendere il trattato di Schengen: i controlli scatteranno in tutti i porti e gli aeroporti, nonostante dei quasi 50 mila migranti arrivati a Ceuta circa 48.500 siano già tornati in Marocco spontaneamente. Almeno 57 persone sono annegate nel tentativo di raggiungere l'enclave spagnola in Nordafrica.

Nel dettaglio, riporttano i media italiani, le verifiche verranno effettuate dalla polizia di frontiera e saranno «mirate» e «selettive» verso i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, per accertare che siano in «possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen».

Il ripristino dei controlli non comporterà alcuna modifica ai viaggi di cittadini spagnoli ed europei verso l'Italia che potranno continuare ad arrivare senza alcun problema di tipo burocratico. Nessun cambiamento neanche per chi dall'Italia si recherà verso le mete della Penisola iberica. Al momento, tuttavia, non è ancora chiaro in che modo verranno separati i cittadini spagnoli ed europei provenienti da altri Paesi al momento dell'arrivo alla frontiera italiana. La drastica misura di Roma potrebbe inoltre portare a lunghi tempi di attesa a causa dei controlli nei porti e negli aeroporti, solitamente molto affollati da turisti nel mese di agosto. La sospensione dell'accordo Schengen è stata adottata oggi da Roma in seguito alle «più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina».

C'è stato pure un confronto telefonico tra Piantedosi e l'omologo francese, Laurent Nuñez in cui «è stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia».

Le regole del trattato di Schengen, con cui nel 1985 fu istituita la zona di libera circolazione nell'Unione Europea, permettono ai governi nazionali di reintrodurre temporaneamente i controlli ai loro confini previa notifica delle motivazioni a Bruxelles. In particolare, i Paesi possono attuarla come misura di extrema ratio in caso di una seria minaccia alla sicurezza interna, problemi di ordine pubblico o situazioni eccezionali previste come manifestazioni, eventi sportivi o politici.

Inutile dire che a Bruxelles c'è grande preoccupazione, in quanto la mossa dell'Italia potrebbe scatenere un effetto domino che rischia di paralizzare la stagione estiva nel Vecchio continente. Per l'esecutivo UE sono tre le direttive principali per scongiurare una crisi: rimpatri rapidi, stop agli attraversamenti della frontiera con il Marocco e lotta ai trafficanti.

«Molti, moltissimi cittadini del Marocco stanno tornando volontariamente nei confini del loro Stato», sottolineano intanto fonti UE quando vengono incalzatedai giornalisti sulla capacità europea di affrontare una situazione critica da più punti di vista, a cominciare da quello numerico. «L'obiettivo principale è innanzitutto impedire le partenze dal Marocco e, in secondo luogo, garantire che coloro che sono arrivati a Ceuta vengano rimpatriati in modo adeguato e rapido». Oltre 48 mila persone sono già rientrate volontariamente in Marocco e, al momento, non si segnalano ulteriori flussi migratori da Ceuta verso gli Stati membri UE. 

Stando alle fonti UE citate dai media, «il Marocco figura nell'elenco dei Paesi di origine sicuri e ciò significa che, in linea di principio, tutti i marocchini che arrivano nell'UE per richiedere asilo non hanno diritto a misure di protezione. Questo dovrebbe consentire alle autorità di esaminare le domande molto, molto velocemente e di procedere con un rimpatrio rapido».

Nelle operazioni di rimpatrio potrebbe entrare in gioco il rafforzamento di Frontex, l'agenzia europea che si occupa della gestione dei confini UE. Al momento Frontex è presente al porto di Ceuta con uno staff di 30 persone per i normali controlli di frontiera. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in serata ha scritto su X: «Praticamente tutto coloro che sono entrati a Ceuta sono già tornati in Marocco», ricordando che «non è possibile trasferirsi da Ceuta e Melilla alla Penisola» iberica «senza identificarsi a un controllo di polizia». Per il ministro, «l''integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita».