USA

Milioni di persone protestano contro «re Trump»: «Non vogliamo un tiranno»

Oltre 8 milioni di americani hanno preso parte alla manifestazione «No Kings», criticando il presidente USA per la guerra in Iran, le politiche anti-immigrazione e il carovita
©CHRIS TORRES
Red. Online
29.03.2026 09:00

Numerosi americani non vogliono un tiranno. Non vogliono «re» Donald Trump. Almeno otto milioni di persone sono scese in piazza ieri contro il presidente USA nelle oltre 3.300 manifestazioni «No Kings» che si sono svolte in tutto il Paese. Lo riferiscono gli organizzatori, secondo i quali a manifestare sono stati 1,6 milioni di cittadini in più rispetto allo scorso ottobre. Si tratta della terza edizione delle manifestazioni contraria all’amministrazione Trump.

I manifestanti protestano contro le politiche imposte dal presidente statunitense, tra cui la guerra in Iran, le misure federali di controllo dell'immigrazione e l'aumento del costo della vita. «Trump vuole governarci come un tiranno. Ma questa è l'America, e il potere appartiene al popolo, non a re improvvisati o ai loro amici miliardari», hanno dichiarato gli organizzatori citati dalla BBC. La Casa Bianca ha rispedito le accuse ai mittenti, definendo le proteste «sessioni di terapia» per chi è ossessionato da Trump, aggiungendo che gli unici interessati «sono i giornalisti pagati per seguirle».

Le proteste, nelle scorse ore, hanno toccato quasi tutte le principali città degli Stati Uniti, tra cui New York, Washington DC e Los Angeles.

I manifestanti hanno esposto effigi di Trump, del vicepresidente JD Vance e di altri funzionari del governo, chiedendone l'impeachment e persino l'arresto.

Una delle principali proteste del movimento «No Kings» si è svolta sabato in Minnesota, dove a gennaio due cittadini americani, Renee Nicole Good e Alex Pretti, sono stati uccisi dagli agenti federali dell'immigrazione (ICE). La loro morte ha scatenato indignazione e proteste in tutto il Paese contro le politiche migratorie dell'amministrazione Trump.

Oltre a esponenti dem, anche il musicista Bruce Springsteen è salito sul palco davanti al Campidoglio di St. Paul  per suonare la sua canzone contro le politiche di controllo dell'immigrazione, intitolata «Streets of Minneapolis».

Migliaia di persone si sono riversate anche a Times Square, a New York, e hanno sfilato per Manhattan. La polizia ha dovuto chiudere le strade, solitamente molto trafficate, per far passare la folla.  Le proteste non sono state prive di incidenti. A Los Angeles, due persone sono state arrestate per aver aggredito agenti federali, secondo quanto riferito dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. 

Il dipartimento di polizia di Los Angeles ha inoltre effettuato «numerosi arresti» dopo che i manifestanti si sono rifiutati di allontanarsi  dall'area vicino a un carcere federale.

Stando alla Reuters, molte persone sarebbero finite in manette anche a Dallas in seguito a «piccoli tafferugli».

Diversi americani all’estero si sono radunati per protestare nelle grandi città europee, da Parigi a Londra. Oltre agli slogan scanditi dalla folla, sono apparsi cartelloni con pesanti accuse rivolte a Trump, da «fascista» a «criminale di guerra».

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