Mondo
La diretta

Missili su Israele e Kuwait, Trump minaccia nuove distruzioni in Iran: «I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!»

Missili su Israele e Kuwait, nessuna vittima segnalata ma restano forti capacità militari; appello della Cina per un cessate il fuoco - Trump ha minacciato di distruggere altre infrastrutture civili in Iran — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
Missili su Israele e Kuwait, Trump minaccia nuove distruzioni in Iran: «I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!»
Red. Online
03.04.2026 06:55
10:00
10:00
Israele potrebbe creare una zona cuscinetto in Libano

I funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di non essere in grado di disarmare Hezbollah, poiché ciò richiederebbe l'occupazione di tutto il Libano, aggiungendo che solo lo Stato libanese potrebbe disarmare il gruppo. Lo scrive il quotidiano Haaretz, aggiungendo che nei prossimi giorni l'Idf intende presentare alla leadership politica una proposta per istituire una «zona di sicurezza» nel Libano meridionale, estesa per 2-3 chilometri dal confine israeliano.  Secondo il piano, non verrebbero costruiti avamposti militari nella zona e la maggior parte dei civili che vivono nei villaggi verrebbe evacuata per prevenire attriti tra le truppe e la popolazione civile.

I funzionari hanno aggiunto che un potenziale cessate il fuoco in Iran non dovrebbe essere collegato a una cessazione dei combattimenti in Libano, che si prevede continueranno.  L'obiettivo dell'esercito è impedire il ritorno dei militanti di Hezbollah nei villaggi all'interno della zona di sicurezza. Tuttavia non è ancora chiaro se l'esercito intenda demolire completamente tutte le case della zona o consentire ai residenti di farvi ritorno in un secondo momento.

Secondo le stime militari, Hezbollah possiede ancora diverse migliaia di razzi, per lo più a corto raggio. Finora, affermano le forze di difesa israeliane, pochi militanti sono stati avvistati nei villaggi più vicini al confine, ma sono state rinvenute infrastrutture e armi utilizzate dal gruppo.  Alcune di queste non erano state scoperte durante la guerra in Libano iniziata alla fine del 2023, mentre altre sono state aggiunte in seguito, a testimonianza degli sforzi di Hezbollah per riorganizzarsi.

08:18
08:18
l'Iran a abbattuto un secondo caccia Usa F-35

«Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un secondo F-35 americano mentre sorvolava l'Iran centrale». Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, precisando che il caccia «è stato distrutto ed è precipitato».

Non si hanno informazioni sul pilota dal velivolo. Al Jazeera, che ha ripreso la notizia, ha precisato che al momento non è giunto alcun commento dal comando Usa nella regione.

Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia oggi contro qualsiasi «azione provocatoria» in vista della prevista votazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sull'uso della forza per riaprire lo Stretto di Hormuz. Questa via d'acqua strategica per il mercato globale degli idrocarburi è quasi completamente bloccata dall'Iran in risposta all'attacco israelo-americano del 28 febbraio.

Nel corso di colloqui avuti ieri con i propri omologhi occidentali, la Cina ha ribadito oggi l'appello a un cessate il fuoco in Medio Oriente e alla garanzia di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.

Nel frattempo, oltre 100 esperti di diritto internazionale americani di Harvard, Yale, Stanford e l'Università della California hanno scritto una lettera aperta alla Casa Bianca dichiarando che l'operazione militare americana in Iran «desta serie preoccupazioni in merito a violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, inclusi potenziali crimini di guerra».

In particolare, gli esperti hanno dichiarato di essere «seriamente preoccupati per gli attacchi che hanno colpito scuole, strutture sanitarie e abitazioni».

08:01
08:01
Incendi in una raffineria di petrolio in Kuwait dopo un attacco di droni

Un attacco iraniano con droni contro una raffineria di proprietà della compagnia petrolifera nazionale del Kuwait, avvenuto questa mattina, ha provocato incendi in diverse unità del sito. Lo riportano i media statali. «La Kuwait Petroleum Corporation (Kpc) ha dichiarato all'agenzia di stampa Kuna che la raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni questa mattina presto, con conseguenti incendi in diverse unità operative», ha precisato l'agenzia, aggiungendo che le squadre di emergenza stanno lavorando per domare le fiamme.

Intanto, secondo i media iraniani, i Guardiani della Rivoluzione affermano di aver lanciato missili «a lungo raggio» in direzione di Tel Aviv e della località balneare di Eilat, nel sud del paese. Secondo recenti valutazioni dell'intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell'Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d'attacco.

«L'Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione», ha affermato una fonte alla Cnn.. Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

07:02
07:02
«Gli attacchi in Iran sono potenziali crimini di guerra»

Oltre 100 esperti di diritto internazionale americani di Harvard, Yale, Stanford e l'Università della California hanno scritto una lettera aperta alla Casa Bianca dichiarando che l'operazione militare americana in Iran «desta serie preoccupazioni in merito a violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, inclusi potenziali crimini di guerra». In particolare, gli esperti hanno dichiarato di essere «seriamente preoccupati per gli attacchi che hanno colpito scuole, strutture sanitarie e abitazioni».

06:57
06:57
Trump minaccia nuove distruzioni di ponti e centrali elettriche in Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di distruggere altre infrastrutture civili in Iran. «I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!», ha avvertito Donald Trump sul suo social network Truth.

Gli Stati Uniti non hanno «nemmeno iniziato» il loro programma di distruzione delle infrastrutture civili del Paese, ha avvertito Trump. Il tycoon ha ripetuto più volte che la grande maggioranza dei siti militari, obiettivi primari dell'offensiva americano-israeliana iniziata il 28 febbraio in Iran, era già stata danneggiata o distrutta. «I leader del nuovo regime (iraniano) sanno cosa bisogna fare, e che bisogna farlo in FRETTA!», ha aggiunto il presidente americano, che alterna minacce e appelli a Teheran affinché accetti un accordo di cessate il fuoco. (ANSA-AFP).

06:56
06:56
Gli Usa confermano l'attacco al ponte B1 in Iran

Gli Stati Uniti hanno confermato l'attacco al ponte B1, che collega Teheran alla vicina Karaj. Lo riferisce il Wall Street Journal citando un alto funzionario americano. L'attacco rientra in un più ampio sforzo volto a interrompere le rotte di rifornimento militare per Teheran. Qualche ora fa Donald Trump ha condiviso su Truth un video sostenendo che si trattava del ponte che crollava dopo l'attacco. Il ponte B1 è uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti dell'Iran: un importante collegamento autostradale tra Teheran e Karaj che costituisce il pilastro di un corridoio commerciale strategico, nonché un simbolo dell'impegno del Paese verso la modernizzazione della propria rete di trasporti.

 Il ponte è stato attaccato dagli Stati Uniti poiché è utilizzato dalle forze armate iraniane per trasportare segretamente missili e componenti missilistici da Teheran verso siti di lancio nell'Iran occidentale. Lo ha riferito un funzionario americano ad Axios precisando che, secondo Washington, il ponte serve anche per fornire supporto logistico alle forze militari iraniane a Teheran.

06:55
06:55
Il punto alle 7

Nuova escalation in Medio Oriente, dove Iran ha lanciato una nuova ondata di missili verso Israele, con i sistemi di difesa aerea israeliani entrati in azione per intercettare i vettori diretti in particolare verso Tel Aviv ed Eilat; al momento non sono state segnalate vittime.

Impiegato missili «a lungo raggio»

Secondo i media iraniani, i Guardiani della Rivoluzione avrebbero impiegato missili «a lungo raggio», mentre nuovi attacchi con missili e droni sono stati segnalati anche in Kuwait, dove le difese aeree hanno respinto le minacce e le esplosioni udite sarebbero legate alle intercettazioni. Sul piano strategico, secondo valutazioni dell’intelligence statunitense riportate dalla CNN, Teheran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale: circa la metà dei lanciatori di missili risulterebbe intatta e resterebbero migliaia di droni d’attacco, oltre a capacità sufficienti a minacciare snodi cruciali come lo Stretto di Hormuz. 

Necessità di un cessate il fuoco rapido

«L’Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione», ha affermato una fonte. Intanto la Cina, attraverso il ministro degli Esteri Wang Yi, ha ribadito nei colloqui con l’Unione europea e la Germania la necessità di un cessate il fuoco rapido, sottolineando che «tutte le parti dovrebbero lavorare per costruire un consenso più ampio» e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.