Mondiali bollenti: il caldo estremo preoccupa per la salute di giocatori e tifosi

I Mondiali di calcio di questa estate saranno caratterizzati, con elevata probabilità, da condizioni di caldo estremo. Un clima ancora più rovente del precedente torneo giocato oltreoceano nel lontano 1994, quando i cambiamenti climatici non erano ancora così evidenti. Stando a quanto spiegato dalla professoressa di scienze climatiche all'Imperial College di Londra e co-fondatrice di World Weather Attribution (WWA) Friederike Otto, la scienza sta dimostrando che i cambiamenti climatici «hanno un effetto reale e misurabile sulla possibilità di organizzare i Mondiali di calcio durante l'estate nell'emisfero settentrionale».
Le partite prese in esame
Il gruppo di scienziati della WWA - come riportato anche da Le Matin - ha preso in esame le 104 partite in programma dall’11 giugno al 19 luglio, che saranno disputate in 16 stadi tra Stati Uniti, Canada e Messico. E stano al loro rapporto, rispetto a 32 anni fa, il rischio di ondate di calore «è raddoppiato». Uno scenario che «metterà in pericolo sia giocatori che tifosi», come sottolineato martedì dal responsabile dell’ONU per il clima Simon Stiell. In questo senso, quello che viene chiesto è «un'azione più rapida per proteggere lo sport che amiamo e tutti coloro che lo guardano, intensificando gli sforzi per una transizione decisiva verso l'energia pulita».
Temperatura, ma anche umidità
Il problema, tuttavia, non riguarda solo le temperature, ma anche l’umidità. I ricercatori della WWA fanno infatti riferimento a un indice di temperatura denominato Wet Bulb Globe Temperature (Temperatura del Globo-Bulbo Umido o WBGT). Questo tiene conto – oltre alla temperatura – dei livelli di umidità, dell’irraggiamento solare e della copertura nuvolosa. Ma non solo: la capacità del corpo di raffreddarsi dipende proprio da questo indice. Non a caso viene sovente utilizzato quale riferimento per le attività all’aperto, sia per l’esercito che per gli eventi sportivi.
Quando è sopportabile
Una temperatura dell’aria apparentemente sopportabile può infatti trasformarsi, se combinata con l’umidità, in una condizione estrema e persino letale. Un valore di 28°C WBGT – l’indice che misura lo stress termico – corrisponde ad esempio a 38°C in clima secco oppure a 30°C con forte umidità. Secondo i sindacati dei giocatori, circa un quarto delle partite (26 incontri) dovrebbe disputarsi in condizioni pari o superiori ai 26°C WBGT, situazione che richiederebbe misure aggiuntive per il raffreddamento degli atleti.
Inoltre, circa cinque partite potrebbero giocarsi con valori di 28°C WBGT o superiori, quasi il doppio rispetto ai Mondiali del 1994. Si tratta di una soglia considerata «pericolosa», al punto che il sindacato dei giocatori ritiene che, in tali condizioni, gli incontri dovrebbero essere annullati, come dichiarato sempre da Friederike Otto durante una presentazione ai media.
Alcuni stadi ad alto rischio
Ad essere particolarmente a rischio, sempre secondo gli scienziati, ci sono le partite che si svolgeranno negli stadi all’aperto di Miami, Kansas City e New York/New Jersey, dove il 16 giugno si giocherà la partita tra Francia e Senegal. Gli stadi climatizzati, invece, riducono il rischio per tutti i presenti, ma «amplificano i rischi per i tifosi che si raduneranno all’esterno degli stabili, in quanto non saranno assistiti da medici – presenti solo all’interno», sottolinea Otto.
