Asili e mense

«L'idillio del pranzo a casa non è per tutti»

La Federazione Associazioni femminili Ticino Plus lancia una raccolta firme per chiedere ai Comuni di investire maggiori risorse nella conciliabilità lavoro e famiglia
©Chiara Zocchetti
Red. Ticino&Svizzera
25.01.2024 20:15

«Comuni, abbiamo bisogno di voi! Ascoltate le esigenze delle famiglie». È un appello deciso quello lanciato dalla Federazione Associazioni Femminili Ticino Plus (FAFTPlus) agli enti comunali ticinesi. «La conciliabilità lavoro famiglia, in Ticino, necessità di un cambio di passo», spiega la co-presidente, Gina La Mantia. «Come FAFTPlus abbiamo deciso di lanciare una raccolta firme, nella forma dell’appello rivolto ai Comuni, affinché si faccia di più su questo tema». Tre in particolare, secondo la Federazione, gli assi di intervento su cui i Comuni ticinesi dovrebbero investire maggiori risorse: gli asili nido, il pre e il doposcuola e, infine, le mense scolastiche.

Per quanto concerne gli asili nido la situazione oggi è molto eterogenea, osserva La Mantia: «Alcuni Comuni sono più sensibili, altri hanno maggiori mezzi a disposizione, in generale, però, ci sembra però importante che tutte le famiglie abbiamo accesso a un asilo nido di qualità e a costi accessibili». In particolare, la Federazione propone che la quota non superi il 5% del reddito familiare. «Questo idealmente. È una proposta, ma siamo aperti ad altre soluzioni. Di fatto, oggi, i costi variano molto da Comune a Comune». Il Cantone qualcosa fa, riconosce La Mantia, «ma non è sufficiente. Ci sono troppe famiglie dove un genitore deve rinunciare a lavorare. E spesso è la donna». Con tutte le conseguenze del caso: «Maggiore dipendenza dal compagno e maggiori vuoti contributivi a livello di previdenza, ciò che aumenta il rischio di povertà nella vecchiaia. Inoltre, le famiglie che dipendono da un reddito solo sono anche meno resilienti e più soggetti al rischio povertà in caso di disoccupazione o malattia».

Il secondo asse di intervento riguarda il pre e il doposcuola: «Il più delle volte chi lavora non può seguire la griglia oraria scolastica». I problemi maggiori si manifestano sul mezzogiorno e nel pomeriggio quando la scuola finisce. Pertanto, prosegue La Mantia, «i genitori devono avere un’alternativa per l’accudimento dei figli al di fuori dell’orario scolastico». E ancora: «Staccarsi dal lavoro per preparare il pranzo al figlio è un’impresa per pochi. La società è cambiata e alcuni modelli sono superati. Strutture e servizi devono adeguarsi».

La terza misura su cui i Comuni sono chiamati a investire riguarda quindi le mense: «Non tutte le sedi scolastiche sono dotate di mensa», fa notare La Mantia. «Questo, chiaramente, è un grande problema per le famiglie». A cui se ne aggiunge un altro: «Spesso per accedere al servizio ci sono lunghe liste di attesa; altre volte, invece, il servizio è riservato ad alcune situazioni familiari particolari e necessitano di un certificato che attesta l’impossibilità assoluta per i genitori a prendersi cura del figlio sul mezzogiorno. Pertanto, chiediamo che l’accesso alle mense sia garantito a tutti i figli senza limitazioni di sorta». La raccolta firme terminerà il 14 aprile, una scelta non casuale. «È il giorno delle elezioni comunali. Sarà nostra intenzione, infatti, far presente alle nuove e ai nuovi eletti che esiste una richiesta che nasce dal basso e che è diffusa su tutto il territorio». Per aderire, è possibile chiedere maggiori informazioni a [email protected].