«Mossad, CIA e curdi»: cosa sappiamo della presunta operazione di terra in Iran

(Aggiornato) Migliaia di combattenti curdi si starebbero preparando per un'offensiva di terra contro l'Iran nella parte nord-occidentale del Paese. L’operazione coinvolgerebbe gruppi dissidenti curdo-iraniani con base nel nord dell'Iraq, sostenuti pure dai curdi-iracheni. Lo riportano diverse fonti, ma la questione, al momento, sembra molto fumosa. Tant'è che la Casa Bianca si è affrettata a smentire la notizia di un attacco imminente ordinato dal presidente USA Donald Trump.
Interpellato sulla questione, nel pomeriggio di ieri, il segretario alla Difesa Pete Hegseth è rimasto vago sulla presunta operazione militare, affermando che «nessuno dei nostri obiettivi si basa sul supporto o sull'armamento di una forza in particolare. Quindi, siamo a conoscenza di ciò che altre entità potrebbero fare, ma i nostri obiettivi non sono incentrati su questo».
I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
Secondo Axios, un'offensiva terrestre curda coordinata con la campagna di bombardamenti israelo-statunitense contro Teheran potrebbe aumentare la pressione sul regime iraniano, incoraggiando così una ribellione interna che potrebbe estendersi in tutto il Paese.
Pochi giorni prima dell'inizio della guerra, cinque gruppi dissidenti curdo-iraniani rifugiatisi in Iraq hanno annunciato la formazione della Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano per combattere il Regime. Queste fazioni dispongono di migliaia di soldati lungo il confine tra Iran e Iraq e controllano aree considerate strategiche.
La milizie curde iraniane sarebbero sostenute dai servizi segreti israeliani e americani, il Mossad e la CIA. Lo riporta sempre Axios citando in forma anonima due funzionari, uno statunitense e uno israeliano, nonché una terza fonte informata della questione.
«Migliaia di miliziani curdi pronti a intervenire»
Il presidente USA Donald Trump non ha escluso l’invio di truppe di terra, ma non ha mai parlato di soldati americani. Stando al Wall Street Journal, il capo della Casa Bianca avrebbe parlato telefonicamente con i leader curdi, anche quelli iraniani, e sembrerebbe intenzionato a supportare le milizie armate per abbattere il regime. Ieri il canale tv britannico ITV parlava di migliaia di miliziani curdi pronti a iniziare «operazioni via terra» in Iran nei prossimi giorni.
Mentre la CNN, citando fonti curde, sostiene che la CIA starebbe lavorando per «armare» i combattenti. Stando a quanto dichiarato da un alto funzionario curdo iraniano all'emittente USA, «nei prossimi giorni» le forze di opposizione curde iraniane dovrebbero prendere parte a un'operazione di terra: «Crediamo di avere una grande possibilità ora», ha riferito la fonte, aggiungendo che le milizie si aspettano il sostegno di Stati Uniti e Israele. Ieri un funzionario di Komala, un altro gruppo curdo-iraniano, ha invece dichiarato alla Associated Press che le sue forze sono pronte ad attraversare il confine entro una settimana o dieci giorni e che stanno «aspettando che il terreno sia idoneo».
Fox News, citando un funzionario americano, ha addirittura riportato la notizia di un'offensiva già avviata da curdi, anche se al momento ci sono più smentite che conferme.
L'obiettivo dell’operazione sarebbe quello di conquistare un territorio specifico nella regione curda all'interno dell'Iran nel tentativo di ispirare una rivolta popolare più ampia. L'idea di sostenere le fazioni curde iraniane e di utilizzarle per un'offensiva in Iran arriverebbe dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu insieme al Mossad, con la CIA unitasi come supporto in una fase successiva, ha riferito un funzionario statunitense a Axios.
«Trump non ha autorizzato l'operazione»
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ieri ha invece smentito la notizia, spiegando ai giornalisti che il presidente USA non ha autorizzato alcun piano per sostenere un'offensiva curda contro il regime. Levitt ha sottolineato che il capo della Casa Bianca non è intenzionato ad armare i miliziani, aggiungendo che «ha parlato con i leader curdi in merito alla nostra base nel nord dell'Iraq».
Pure un membro del comitato affari esteri del PJAK, il Partito della vita libera in Kurdistan, ha riferito al quotidiano italiano Repubblica che non vi è alcuna operazione militare al confine tra Iraq e Iran: «Non ci sono attività in corso, né combattimenti né tentativi di avanzare. Non è detto che ci siano decisioni diverse nei prossimi giorni ma per ora non c’è una offensiva militare». La smentita è arrivata anche da Aziz Ahmad, vice capo dell'ufficio del primo ministro del Kurdistan.
Quest'oggi, tuttavia, il Ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato di aver preso di mira le postazioni di «gruppi separatisti» che intendevano entrare nel Paese attraverso i confini occidentali, aggiungendo che queste hanno subito pesanti perdite. Lo riportano le agenzie iraniane citate dal Corriere della Sera. La dichiarazione del Ministero iraniano, ripresa dai media statali, ha indicato che le forze iraniane stanno collaborando con i «nobili curdi» per sventare il piano «israelo-americano» di attaccare il suolo iraniano.
I curdi e il rapporto con gli USA
La CIA ha una complessa storia di collaborazione con le fazioni curde irachene, risalente a decenni fa, nell'ambito della guerra statunitense in Iraq. Secondo due fonti vicine alla questione citate dalla CNN, l'agenzia di intelligence ha attualmente un avamposto nel Kurdistan iracheno, situato vicino al confine con l'Iran. Gli Stati Uniti hanno anche un consolato a Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno, dove sono di stanza truppe statunitensi e della coalizione nell'ambito della campagna anti-ISIS.
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno fatto ampio affidamento sulle forze curde anche nell'ambito della loro campagna per contrastare le forze dello Stato Islamico in Iraq e Siria. Ciò ha incluso l'assunzione della responsabilità di sorvegliare migliaia di detenuti dell'ISIS in campi di prigionia improvvisati nel nord del Paese.
Tuttavia, all'inizio di quest'anno, il nuovo governo siriano allineato agli Stati Uniti ha lanciato una campagna militare per prendere il controllo del nord del Paese, con attacchi contro l'ISIS e la cacciata delle Forze Democratiche Siriane curde. Le forze curde hanno quindi evacuato l'area, smettendo di presidiare le prigioni dell'ISIS quando le forze statunitensi si sono ritirate dal Paese. A gennaio, l'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack, ha affermato che lo scopo dell'alleanza degli Stati Uniti con le Forze Democratiche Siriane curde era «in gran parte esaurito».
