Il caso

Muore a Bologna durante l'arresto di polizia: in Italia scoppia il putiferio

È scontro politico nella Penisola: la destra difende in toto l’operato degli agenti mentre la sinistra chiede di fare piena luce su quanto accaduto e di accertare ogni responsabilità - Scontri tra manifestanti e polizia in serata
Dario Campione
Red. Online
20.07.2026 19:30

Le indagini da un lato. Le polemiche politiche, roventi, dall’altro. La morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, avvenuta domenica a Bologna dopo un concitato arresto della polizia, sta scatenando in Italia un autentico putiferio. Come sempre accade in casi simili, la destra difende in toto l’operato degli agenti mentre la sinistra chiede di fare piena luce su quanto accaduto e di accertare ogni responsabilità.

Oggi, la Procura di Bologna ha diffuso una nota nella quale ha fatto sapere di aver iscritto «nel registro modello 45-bis quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento» nel quartiere del Pilastro concluso tragicamente con il decesso del cittadino di origini marocchine. Si tratta di due agenti del commissariato Bolognina e di quattro operatori sanitari - due volontari della Croce Rossa e due dipendenti del 118.

Il fascicolo aperto dal magistrato è trattato con la formula del nuovo registro di annotazione preliminare, il cosiddetto “scudo penale” introdotto a febbraio da uno dei vari decreti sicurezza del Governo e poi convertito in legge alla fine di maggio.

Con le nuove regole, a fronte di «fatti di reato che risultano manifestamente commessi in presenza di una causa di giustificazione», il pubblico ministero non iscrive automaticamente le persone coinvolte nel registro degli indagati ma le «annota», appunto, in un apposito registro.

In questa fattispecie rientrerebbe la morte di Fakir, seguita a una immobilizzazione a terra messa in atto dai due poliziotti. Nella nota, il procuratore capo di Bologna Paolo Guido ha spiegato che «la Procura, all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia (le bodycam, ndr), ha proceduto alla iscrizione di un procedimento volto a chiarire circostanze e cause del decesso. Gli accertamenti terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisto da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine, sia del personale sanitario». In tale contesto, ha aggiunto il procuratore, saranno «svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti».

Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha chiesto a tutti di evitare «ogni strumentalizzazione». In questo momento «non prevalgano l’odio, la violenza, anche verbale e nei social, la strumentalizzazione per nessuna ragione», ma piuttosto «il rispetto, il dialogo e la giustizia», ha detto Zuppi, invitando a «costruire percorsi di pace e di incontro affinché alla cultura della morte prevalga la forza dell’amore che ci viene donato da Gesù, seminatore di bene nel cuore di ogni persona».

Il corteo e gli scontri

Stando ai media italiani, migliaia di persone si sono radunate in serata in piazza Nettuno a Bologna al grido di «giustizia per Fakir!» e «assassini», un'accusa, questa, rivolta alle forze dell'ordine. Scontri tra i manifestanti e gli agenti di polizia sono andati in scena in piazza Roosevelt, davanti alla sede della Prefettura. Il Corriere della Sera riferisce di scene di guerriglia urbana, con lancio di fumogeni e bombe carta. La polizia ha utilizzato gli idranti per allontanare i dimostranti. L'ANSA scrive di 11 persone che hanno avuto bisogno di cure dal 118. Sul posto, il personale sanitario ha trattato quattro manifestanti e cinque poliziotti. Un altro poliziotto è stato portato all'ospedale Maggiore e un manifestante al Sant'Orsola, entrambi con ferite lievi. I Vigili del fuoco sono dovuti intervenire in via Monte Grappa, dove un fumogeno ha preso fuoco in una corte interna.