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Negoziati USA-Iran al collasso dopo 21 ore, Teheran: «Richieste eccessive e illegali» e Vance lascia il Pakistan

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Negoziati USA-Iran al collasso dopo 21 ore, Teheran: «Richieste eccessive e illegali» e Vance lascia il Pakistan
Red. Online
12.04.2026 06:57
11:10
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Oleodotto che attraversa l'Arabia Saudita di nuovo operativo dopo i danni subiti

L'oleodotto che attraversa l'Arabia Saudita da est a ovest, infrastruttura cruciale per l'esportazione di petrolio in circostanze di blocco dello Stretto di Hormuz perché permette al greggio di arrivare alle coste del Mar Rosso, è tornato «in stato di funzionamento» dopo aver subito attacchi: lo hanno annunciato le autorità saudite.

«Le infrastrutture energetiche e l'oleodotto est-ovest danneggiati dagli attacchi sono nuovamente operativi, il che migliora l'affidabilità dell'approvvigionamento», ha dichiarato il Ministero saudita dell'energia, citato dall'agenzia ufficiale SPA. I danni inflitti all'oleodotto avevano causato una «perdita di circa 700'000 barili al giorno di capacità di pompaggio», ha aggiunto.

Il Financial Times aveva riferito che un importante attacco con droni aveva preso di mira mercoledì questa infrastruttura, la Petroline, nonostante l'entrata in vigore di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Né il governo saudita né il gigante petrolifero statale Aramco, proprietario dell'oleodotto, avevano allora commentato la notizia.

10:09
10:09
Nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un'intera famiglia: lo riporta l'agenzia libanese NNA.

La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.

09:17
09:17
Due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro

Due «superpetroliere» vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno «fatto marcia indietro all'ultimo minuto» una volta avvicinatisi all'isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg.

Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro roccia una volta avvicinatisi a un «checkpoint» controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.

08:48
08:48
Iran: «Senza l'ok a un accordo la situazione a Hormuz non cambia»

L'Iran «non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di sabato a Islamabad»: lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all'agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. «Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole», ha aggiunto la stessa fonte.

Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, «non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo». Il portavoce del Ministero degli esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle «eccessive richieste degli Stati Uniti» su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che «la diplomazia non finisce mai».

Ieri sera, la TV di Stato iraniana IRIB ha riferito che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica agiranno con fermezza contro «qualsiasi tentativo di navi militari di attraversare lo stretto». I Pasdaran hanno sottolinato che «la marina delle Guardie della Rivoluzione dispone della piena autorità per gestire in modo intelligente lo Stretto di Hormuz». Il passaggio, hanno aggiunto, sarà «concesso solo alle navi civili in condizioni specifiche». Tale dichiarazione è arrivata dopo l'annuncio del Comando Centrale statunitense secondo cui due navi da guerra della US Navy avevano attraversato questa via marittima strategica per neutralizzare mine piazzate da Teheran.

06:57
06:57
Il punto alle 7

Si sono protratti per circa 21 ore, tra aperture e tensioni, i colloqui tra Stati Uniti e Iran ospitati a Islamabad, ma senza approdare a un accordo. Le versioni restano divergenti: mentre da Teheran si parla di negoziati conclusi e pronti a riprendere in serata, la Casa Bianca assicura che le discussioni non si sono mai interrotte. Secondo fonti iraniane, il terzo round si è chiuso con «gravi divergenze» tra le delegazioni, ma con la volontà di proseguire il confronto. Anche la televisione di Stato e il governo iraniano, in un messaggio su X, hanno confermato che i negoziati continuano nonostante «alcune divergenze ancora presenti».

Di diverso tenore la lettura americana. Un alto funzionario della Casa Bianca ha smentito la fine dei colloqui, sottolineando che le trattative sono andate avanti senza pausa per tutta la notte. Tuttavia, il vicepresidente JD Vance ha chiarito che «non è stato raggiunto alcun accordo» e che manca una «promessa definitiva» da parte iraniana sull’abbandono dell’arma nucleare.

Vance ha parlato di disponibilità americana al compromesso, ma senza risultati concreti: «Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi. Gli iraniani non erano disposti ad accettare le nostre condizioni». Il vicepresidente ha quindi lasciato il Pakistan dopo aver presentato quella che ha definito «l’offerta finale e la migliore possibile».

Dal lato iraniano, il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei ha ribadito che il successo del negoziato dipende dalla «buona fede» degli Stati Uniti e dalla rinuncia a «richieste eccessive e illegali». Teheran attribuisce proprio a queste condizioni il fallimento dei colloqui, secondo quanto riportato dalla tv di Stato.

Nonostante lo stallo, l’Iran ridimensiona le aspettative: «Nessuno si aspettava un accordo in una sola sessione», ha affermato Baqaei, lasciando intendere che il processo negoziale è destinato a proseguire. Il Pakistan, che ha ospitato e mediato i colloqui, invita alla cautela. Il ministro degli Esteri Ishaq Dar ha esortato le parti a rispettare il cessate il fuoco e ha assicurato che Islamabad continuerà a facilitare il dialogo tra Washington e Teheran nei prossimi giorni.

Il confronto resta quindi aperto, tra distanze profonde e la necessità condivisa di evitare un’escalation nella regione.