«Non so cosa sia il Bitcoin Trader e non conosco il Late Night Berlin»

Nel promettente quanto volatile mondo delle criptovalute può capitare che il messaggio pubblicitario di un fantasioso «sistema d’investimento» che li utilizzerebbe per garantire facili guadagni, sfrutti illegalmente il nome di personalità conosciute e di successo per attirare clienti in una chiara truffa. Vittima ignara di questo metodo d’adescamento - pubblicizzato via social media e indirizzato ai potenziali investitori sul web - è stato negli scorsi giorni l’imprenditore ticinese Fabio Regazzi.
Il banner
Per cominciare, il banner della non meglio specificata società «Nemoaps.com» (che per alcuni giorni è stato visibile su Twitter all’indirizzo @nemoapscom sottoforma di publiredazionale) ha attribuito a Regazzi la presenza in studio «settimana scorsa» al Late Night Berlin, una trasmissione tedesca condotta sul canale ProSieben da Klaas Heufer-Umlauf (il nome è riportato in modo sbagliato e anche il testo contiene vari errori e incongruenze). Nello scritto si legge in particolare che «Fabio Regazzi ha parlato del suo investimento segreto che ha già reso molto ricchi centinaia di tedeschi». Il politico ticinese - di cui si mostrano due foto, una delle quali davanti alla bandiera svizzera mentre parla al Consiglio nazionale - avrebbe individuato un modo per conseguire guadagni consistenti e «diventare milionario in 3-4 mesi». Altre personalità sarebbero state ospiti dello show, tra cui gli zurighesi Marco Rima (attore) e Urs Rohner (banchiere e uomo d’affari). La truffa alla base della piattaforma «Bitcoin Trader», che sfrutta la più nota delle criptovalute, è quella di attirare online un elevato numero di persone con il modesto investimento di «250 dollari» iniziali. Un algoritmo penserebbe poi a far fluttuare i guadagni. Testimonianze di persone che si sono espresse sul «successo» dell’operazione ne avvalorerebbero la validità. Ma è una frode.
La reazione
Regazzi non ha esitato a definirlo «un fatto grave che mi riservo di approfondire, senza escludere di adire le vie legali. Anche se sono consapevole che nell’intreccio di account in rete, soprattutto all’estero, è difficile risalire ai truffatori, anche perché queste pubblicità appaiono e scompaiono rapidamente». Il politico sottolinea altresì che «non è mai stato ospite di «nessun programma tedesco» e «neppure so cosa sia il Bitcoin Trader». «Capisco poco di bitcoin, non ho mai utilizzato questa applicazione e nemmeno lo farò. E visto che non ne so nulla, non posso nemmeno consigliarla a qualcun altro». In generale, è l’analisi di Regazzi, «diffido di chi promette facili guadagni. È la prima volta che mi è capitato qualcosa di simile e mi disturba molto. Come detto, dovrò valutare se far scattare una denuncia a tutela della mia immagine: questa pubblicità è inaccettabile e penalmente rilevante». Infine, chiosa il nostro interlocutore, «il fatto che si utilizzino nomi di personalità svizzere permette a questi individui di non essere subito smascherati facendo anche leva su competenze finanziarie di un Paese come la Svizzera che in questo caso rischia però di essere presentata come una nazione dove si fanno affari facili e dove tutto è lecito».


