Regno Unito

Nuova bufera su Andrea: «Non paga l'affitto da 20 anni»

È l'ultima rivelazione sul fratello di re Carlo III già travolto dagli scandali sulle sue frequentazioni col defunto faccendiere-pedofilo americano Jeffrey Epstein
©ANDY RAIN
Ats
21.10.2025 19:57

Il principe Andrea non paga l'affitto da più di venti anni per la storica dimora di Royal Lodge a Windsor. È l'ultima imbarazzante rivelazione sul fratello di re Carlo III già travolto dagli scandali, mentre continuano a emergere dettagli vergognosi sulle sue frequentazioni col defunto faccendiere-pedofilo americano Jeffrey Epstein.

A rivelarlo il Times, che ha ottenuto una copia del contratto di locazione della proprietà nel complesso adiacente al castello di Windsor, dove il principe continua a vivere con l'ex moglie Sarah Ferguson dopo essere stato escluso già 5 anni fa da ogni ruolo pubblico di rappresentanza della monarchia britannica.

Ne è emerso che Andrea ha pagato inizialmente per l'alloggio un milione di sterline, oltre ai 7,5 milioni per i lavori di ristrutturazione completati nel 2005, ma non un contributo annuo di 260.000 pound a partire dal 2003, a differenza di quanto si credeva.

Il contratto, visionato dal quotidiano, fra l'altro garantisce il diritto a restare nella proprietà, per il principe e la sua famiglia, fino al 2078. Alloggio da cui re Carlo ha ripetutamente cercato di 'sfrattare' il fratello negli ultimi anni, per spostarlo in una dimora meno costosa, ma invano.

Tutto questo non poteva che alimentare la già devastante bufera su Andrea, dopo la rinuncia obbligata al titolo di duca di York - imposta dal sovrano e dall'erede al trono William, secondo le ricostruzioni mediatiche - mentre proprio da oggi è in vendita nelle librerie 'Nobody's Girl', il volume di memorie postume di Virginia Giuffre, la vittima più nota della rete di prostituzione creata da Epstein morta suicida qualche mese fa nonché la grande accusatrice del principe, da cui aveva accettato nel 2022 una transazione extragiudiziale multimilionaria per evitare un processo civile di risarcimento.

I contenuti shock del libro, a partire dai dettagli sugli incontri sessuali che la donna australiana ha affermato di avere avuto col reale a partire da quando era una 17enne, si sono uniti alle rivelazioni sull'affitto non pagato scatenando nuovi appelli a sfrattare il principe con la richiesta di andare altrove, se non addirittura in esilio.

Si sono levate voci insospettabili, perfino quella di Robert Jenrick, ministro ombra dei conservatori, tradizionalmente ultramonarchici. Ha dichiarato che i britannici "non ne possono più" di Andrea e dei suoi scandali, invocando che scompaia dalla scena pubblica e che non riceva più alcuna forma di appannaggio pagato coi soldi dei contribuenti. E c'è chi chiede di far luce sul contratto di Royal Lodge e le sue ricadute sulle casse dello Stato.

Mentre nel Parlamento di Westminster è stata presentata una mozione per la revoca legale del titolo di duca di York, in quanto al momento Andrea si è limitato a rinunciare all'uso. Stando al governo laburista di Keir Starmer ogni passaggio formale tramite un procedimento legislativo ad hoc deve essere comunque fatto in accordo con Buckingham Palace.

Ma intanto la bufera cresce e continua a indebolire la monarchia come istituzione. Ancor di più se si considera che l'ombra dello scandalo è arrivata perfino a sfiorare Peter Rosslyn, figura di primo piano dell'apparato di Palazzo in quanto al servizio di re Carlo e della regina Camilla come Lord Steward.

Come rivelato da Sky News, quando Rosslyn era un alto funzionario di polizia ai vertici di Scotland Yard aveva occupato l'incarico di responsabile dell'unità addetta alla scorta dei membri della famiglia reale, del governo e delle sedi diplomatiche.

Il sospetto avanzato dall'emittente è che fosse venuto a conoscenza dell'ennesima mossa spregiudicata di Andrea, rivelata nei giorni scorsi dai media: la richiesta fatta dal principe a uno degli agenti addetti alla sua scorta di spiare Giuffre. Indiscrezione a cui si è aggiunta la rivelazione contenuta nel libro 'Nobody's Girl' secondo cui la pecora nera dei Windsor sarebbe ricorso perfino ai troll su internet per infastidire la sua accusatrice.