Oltre 100 brasiliani schierati con Kiev morti nel conflitto

Più di cento brasiliani sarebbero morti combattendo al fianco delle forze ucraine dall'inizio dell'invasione russa del febbraio 2022. È quanto emerge da un'inchiesta della Deutsche Welle, ripresa dalla stampa brasiliana, secondo cui il Brasile è oggi il terzo Paese per numero di combattenti stranieri deceduti nel conflitto, dopo Stati Uniti e Colombia.
Il ministero degli Esteri brasiliano conferma un bilancio inferiore, parlando di 35 cittadini morti e 92 dispersi, numeri comunque più che raddoppiati rispetto alla fine dello scorso anno.
Brasilia ribadisce inoltre che, a causa delle condizioni di guerra, l'assistenza consolare può risultare fortemente limitata e continua a raccomandare ai propri cittadini di non prendere parte a conflitti armati all'estero.
Secondo l'inchiesta, la presenza di brasiliani nelle forze ucraine è favorita da un reclutamento sempre più mirato. I canali ufficiali di arruolamento pubblicano con regolarità contenuti in lingua portoghese e nelle unità ucraine opera anche una compagnia composta prevalentemente da militari lusofoni e guidata da brasiliani.
Per rafforzare gli organici, Kiev ha inoltre modificato i contratti destinati ai volontari stranieri. Le nuove condizioni prevedono un periodo minimo di servizio di sei mesi, agevolazioni migratorie e stipendi che, a seconda dell'incarico e della vicinanza alla linea del fronte, possono raggiungere l'equivalente di circa 8'900 euro al mese.