Tensioni

Oltre 1.400 arresti durante le manifestazioni non autorizzate in Turchia

Attualmente 979 sospetti sono in custodia, mentre 478 sono state portate in tribunale oggi – Espulso un cittadino americano
©ERDEM SAHIN
Ats
25.03.2025 15:02

Sono 1'418 i sospetti messi in custodia, dal 19 marzo ad oggi, durante le manifestazioni non autorizzate in varie città turche per sostenere Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul sospeso dall'incarico dopo essere stato arrestato per corruzione.

«Mentre attualmente 979 sospetti sono in custodia, 478 persone saranno portate in tribunale oggi» per la convalida o meno del fermo, ha dichiarato il ministro dell'interno Ali Yerlikaya dopo avere diffuso i dati sul numero totale dei fermati durante le manifestazioni, in cui sono stati registrati scontri tra dimostranti e forze dell'ordine.

Intanto un cittadino americano, Michael Anthony Ganoe, è stato espulso dalla Turchia per aver partecipato alle manifestazioni. Secondo quanto riferisce «Hürriyet», egli sarebbe entrato in Turchia il 20 marzo ed è stato arrestato dopo aver partecipato alle manifestazioni assieme a un cittadino romeno identificato come Daniel Aleksander Loktus.

In un video condiviso su TikTok, l'americano si trova davanti al comune di Istanbul e invita chi segue il suo canale Whatsapp a condividere su Facebook i suoi filmati, affermando di non riuscire a fare delle dirette a causa di restrizioni imposte dal governo turco su internet.

Ganoe ha dichiarato alla polizia di essere un giornalista indipendente ma secondo i media locali non sono state trovate prove della veridicità delle sue affermazioni. «Mi guadagno da vivere con le notizie che carico sulle reti sociali», ha dichiarato il cittadino americano alle forze dell'ordine prima di essere espulso dal paese.

Ordinato l'arresto per sette reporter fermati

Il tribunale di Istanbul ha ordinato l'arresto per sette reporter che erano stati messi in custodia dopo aver documentato le proteste non autorizzate in corso nella città turca per Ekrem Imamoglu, il sindaco sospeso dall'incarico dopo l'arresto per corruzione.

Secondo quanto riportano i media locali, la sentenza ha annullato una precedente decisione che aveva concesso la scarcerazione in libertà condizionale.

I giornalisti arrestati erano stati messi in custodia ieri dopo essere stati raggiunti all'alba nelle loro abitazioni dalle forze dell'ordine, con l'accusa di «aver preso parte a raduni e marce illegali e di non essersi dispersi nonostante gli avvertimenti».

Oltre ai sette per cui è stato ordinato l'arresto, erano stati portati in custodia anche altri tre reporter.

La decisione del tribunale è stata definita «scandalosa» da Reporter senza Frontiere (RsF) e l'Unione dei fotogiornalisti turchi l'ha denunciata come «illegale, incosciente e inaccettabile».

Mentre in un primo momento era stato deciso di scarcerare i giornalisti in libertà condizionale, i documenti del tribunale affermano che la convalida dell'arresto era necessaria perché sussisteva il rischio che i reporter una volta scarcerati potessero fuggire.

«A causa dell'esistenza di fatti che indicano che hanno commesso il crimine di cui sono accusati» e a causa della possibilità di un rischio di fuga, «la supervisione giudiziaria sarebbe insufficiente in questa fase», si legge nei documenti.

«Questa è la prima volta che un giornalista chiaramente identificato è stato formalmente arrestato, nell'esercizio delle sue funzioni, sulla base di questa legge contro raduni e manifestazioni», ha dichiarato Erol Önderoğlu di RsF, in seguito alla decisione riguardante il fotografo dell'AFP Yasin Akgül. «Questa decisione scandalosa riflette una situazione molto grave in Turchia», ha aggiunto Önderoğlu. Tra gli arrestati figura anche il noto fotoreporter Bülent Kiliç.

Intano migliaia di studenti e di giovani stanno nuovamente protestando a Istanbul contro l'arresto di Imamoglu. La protesta si sta svolgendo nel parco Macka, che si trova nel quartiere di Nisantasi, non lontano dalla centrale piazza Taksim.

Nonostante i divieti imposti su tutte le manifestazioni politiche a Istanbul fino al 27 marzo, dimostrazioni sono state convocate anche questa sera di fronte alla sede del comune a Sarachane dove, da quando Imamoglu è stato messo in custodia, ogni sera migliaia di persone si sono radunate per protestare contro il suo arresto e si sono verificati scontri tra le forze dell'ordine e i dimostranti. Lo stesso Imamoglu ha invitato i cittadini a manifestare a Sarachane in un messaggio condiviso su X.