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ONU: a Gaza almeno 17.000 bambini soli o separati dalle famiglie

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Ats
02.02.2024 17:44

Almeno 17.000 bambini sono «non accompagnati o separati» dalle loro famiglie nella Striscia di Gaza, dove la popolazione è concentrata a Rafah, nel sud, diventata una vera «fabbrica di disperazione». Lo afferma l'Onu.

«Almeno 17.000 bambini (...). Questo equivale a circa 1% del totale della popolazione sfollata (1,7 milioni di persone)», ha detto il portavoce dell'Unicef per i territori palestinesi, Jonathan Crickx, intervenendo da remoto da Gerusalemme a una conferenza stampa a Ginevra.

Crickx ha spiegato che è «estremamente difficile» identificare i bambini, perché spesso «non riescono neanche a dire il loro nome» quando arrivano negli ospedali «feriti o in stato di shock». Nei conflitti, ha proseguito, i bambini che si ritrovano separati dai loro genitori spesso sono presi in carica da altri parenti. Ma attualmente a Gaza, dove la popolazione manca di cibo, acqua e rifugi, «anche queste famiglie allargate hanno difficoltà a rispondere ai bisogni dei loro stessi figli», ha spiegato Crickx.

Secondo l'Unicef, più di un milione di bambini nella Striscia di Gaza, «quasi la totalità», ha problemi di salute mentale e ha bisogno di un sostegno psicologico. «Presentano sintomi come livelli d'ansia molti elevati, perdita dell'appetito, non riescono a dormire e hanno attacchi di panico ogni volta che sentono i bombardamenti», ha raccontato il portavoce dell'Unicef.

L'Onu sottolinea che più di 1,3 milioni di abitanti della Striscia di Gaza, ovvero più della metà, sono attualmente sfollati a Rafah, nel sud, bloccati lungo il confine chiuso con l'Egitto in pieno inverno, minacciati da carestia ed epidemie. «La maggioranza vive in rifugi di fortuna, in tende o all'aperto. Rafah è una fabbrica di disperazione e temiamo per quello che succederà in futuro», ha detto il portavoce dell'Ocha, l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Jens Laerke, durante la conferenza stampa a Ginevra.