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Palestinesi uccisi a Jenin: per l'ONU è un'«apparente esecuzione sommaria»

«Siamo sconvolti dalla sfacciata uccisione di due palestinesi da parte della polizia di frontiera israeliana giovedì a Jenin», ha detto ieri a Ginevra il portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Jeremy Laurence – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Palestinesi uccisi a Jenin: per l'ONU è un'«apparente esecuzione sommaria»
Red. Online
29.11.2025 09:31
21:37
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Sisi scrive ad Abu Mazen

Il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi ha inviato una lettera al presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) in occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, riaffermando «il fermo sostegno dell'Egitto alla causa palestinese e al suo popolo».

«La sofferenza del popolo palestinese non si limita a quanto sta accadendo a Gaza, nonostante le atrocità a cui il mondo assiste - si afferma nella lettera -, ma si estende alla Cisgiordania e a Gerusalemme, dove i palestinesi sono sottoposti quotidianamente a pratiche sistematiche, tra cui restrizioni alla circolazione, confisca di terre, protezione da attacchi di coloni contro civili disarmati e altre violazioni che non li hanno dissuasi dal continuare a vivere nonostante le difficili circostanze».

«Questa tragedia umanitaria in corso, che persiste da oltre sette decenni - aggiunge -, impone alla comunità internazionale l'obbligo umanitario e morale di sostenere il popolo palestinese con tutti i mezzi possibili». Ha quindi invitato la comunità internazionale «ad assumersi la propria responsabilità nel ricostruire ciò che la guerra ha distrutto a Gaza e nel ripristinare la dignità umana del popolo palestinese contribuendo ai tempestivi sforzi di ripresa e ricostruzione». «Il sostegno all'Autorità Nazionale Palestinese - ha ribadito Sisi - rimane un obiettivo centrale affinché possa adempiere ai propri obblighi nei confronti del popolo palestinese».

19:22
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A Gaza si continua a morire, «uccisi due fratellini»

Dopo oltre 70.000 morti in due anni, secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità legate a Hamas, a Gaza si continua a morire. Solo dall'inizio del cessate il fuoco, il 10 ottobre, sono stati uccisi 354 palestinesi, sullo sfondo del piano di pace di Donald Trump che non riesce a progredire verso la fase successiva.

Le ultime vittime di una guerra che ancora appare senza fine sono due fratellini, Fadi e Goma Abu Assi, di 8 e 11 anni (10 e 12, secondo altre fonti), colpiti a est di Khan Yunis da un drone israeliano mentre «raccoglievano legna da ardere» affinché il papà, bloccato su una sedia a rotelle da gravi ferite alle gambe, «potesse accendere un fuoco» in un territorio reso ancor più inospitale e umido dalle piogge dei giorni scorsi.

Poco dopo l'Idf ha affermato di aver «eliminato due sospetti» che avevano «oltrepassato la Linea Gialla», che delimita l'area della Striscia sotto il controllo israeliano, avvicinandosi alle truppe che operano nel sud dell'enclave mentre conducevano «attività sospette sul terreno». L'aviazione è quindi entrata in azione per «rimuovere la minaccia imminente». «Sono bambini... cosa hanno fatto? Non avevano missili o bombe, sono andati a raccogliere legna per il padre perché potesse accendere un fuoco», ha detto lo zio Mohamed Abu Assi alla Reuters durante il loro funerale. «I due bambini mi aiutavano, erano loro a sostenermi, a fare la spesa. Sono andati incontro al loro destino», ha spiegato la giovane mamma, in un drammatico video diffuso dall'agenzia palestinese Wafa, mentre il padre tiene sulle ginocchia i due figli avvolti in sacchi bianchi, implorando «Dio di concedergli la pazienza e la forza».

Ma, con la tregua sempre in bilico e due corpi di ostaggi ancora da restituire a Israele, stenta a decollare il progetto di Trump di dispiegare a Gaza «all'inizio del 2026» una Forza internazionale di stabilizzazione di circa 20.000 uomini, con l'obiettivo di disarmare Hamas e favorire il ritiro dell'Idf sempre più a est. Stando al Washington Post, anche i Paesi che si erano inizialmente dichiarati disponibili a inviare le proprie truppe, come l'Indonesia e l'Azerbaigian, si stanno tirando indietro nel timore di dover combattere contro i palestinesi.

Le forze israeliane sono intanto sotto accusa anche per un altro tragico episodio emerso con un video del canale egiziano Al Ghad in cui si vedono due palestinesi disarmati uccisi a distanza ravvicinata da tre agenti della polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania. Le autorità israeliane hanno aperto un'indagine e i tre, accusati di aver ucciso e aperto il fuoco contro gli ordini ricevuti, sono stati rilasciati venerdì sera dopo 8 ore di interrogatorio. Gli agenti hanno dichiarato di aver agito per autodifesa: «Abbiamo avvertito una minaccia imminente e tangibile alle nostre vite», hanno affermato secondo quanto riportato da Haaretz, mentre l'Alto commissariato Onu per i diritti umani parla di una «apparente esecuzione sommaria».

E mentre l'Idf continua nell'operazione antiterrorismo «Cinque Pietre», lanciata mercoledì scorso nel governatorato di Tubas, con decine di arresti e perquisizioni, in un quartiere a sud di Betlemme si è di nuovo scatenata la violenza dei coloni estremisti, con lancio di sassi e spari. Secondo la Mezzaluna Rossa, dieci palestinesi sono rimasti feriti, tra cui una giovane donna raggiunta da un colpo d'arma da fuoco a una gamba. L'esercito, intervenuto dopo le segnalazioni di un «violento scontro», ha dichiarato l'area «zona militare chiusa». La polizia ha aperto un'indagine.

18:50
18:50
Idf: «Decine di arresti in un'operazione antiterrorismo in Cisgiordania»

Continua nel governatorato di Tubas, nel nord della Cisgiordania, l'operazione antiterrorismo avviata mercoledì dall'esercito israeliano. I media israeliani riferiscono che l'operazione, chiamata 'Cinque Pietre', è iniziata con un'attività segreta dell'unità Duvdevan nei villaggi di Tammun e Far'a, dove sono stati arrestate decine di sospetti, tra cui più di dieci terroristi.

I commando hanno fatto irruzione in numerosi obiettivi e hanno «eliminato un ricercato» a sud di Jenin, individuando anche un centro di osservazione, esplosivi, armi e materiale di propaganda legato a Hamas, aggiungono i media.

18:39
18:39
Oltre 2000 persone al corteo pro Palestina a Ginevra

Oggi pomeriggio a Ginevra tra 2000 e 2500 persone (stime della polizia) hanno manifestato in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, chiedendo il boicottaggio di Israele e denunciando il «regime di apartheid».

«Noi non staremo zitti finché continueranno l'apartheid e la colonizzazione», ha dichiarato un portavoce del collettivo BDS, acronimo di Boycott-Désinvestissent-Sanctions (Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni), che ha organizzato la protesta insieme a una trentina di associazioni.

Al microfono il portavoce ha denunciato gli attacchi continui di Israele su Gaza, gli ostacoli all'arrivo degli aiuti umanitari e le aggressioni quotidiane dei coloni israeliani in Cisgiordania.

BDS Genève ha definito «falso piano di pace» l'accordo tra Israele e Stati Uniti avallato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, ed ha invitato la popolazione a fare pressione affinché «la Svizzera smetta di essere complice» e a «sventare il progetto coloniale di Trump e Netanyahu».

In testa al corteo spiccava lo striscione «Autodeterminazione. Nessuna pace senza giustizia». Tantissimi cartelli accusavano Israele di «impunità» e di «genocidio» e i manifestanti sventolavano centinaia di bandiere palestinesi.

Secondo gli organizzatori di BDS Genève i partecipanti erano più di 4000.

17:39
17:39
«I Paesi ci ripensano, la forza di pace a Gaza non decolla»

La creazione di una forza internazionale a Gaza, considerato un elemento cruciale del piano di Donald Trump per riportare la pace, sta stentando a decollare poiché i paesi considerati propensi a inviare soldati sono diventati diffidenti. Lo riferisce il Washington Post in esclusiva.

Nei governi che si erano offerti di inviare soldati, infatti, stanno aumentando le preoccupazioni sulla possibilità che i siano costretti a usare la forza contro i palestinesi.

L'Indonesia, che aveva annunciato l'invio di ben 20.000 militari per operazioni di peacekeeping, sta ora valutando la possibilità di fornire un contingente molto più piccolo, secondo quanto riferito da funzionari di Giacarta al Wp. Anche l'Azerbaigian, che avrebbe dovuto inviare migliaia di militari, ha rivalutato la situazione. Nel frattempo, nessun paese arabo si è impegnato a inviare soldati. Una fonte a conoscenza del piano americano ha spiegato che l'obiettivo è per la forza di pace è di circa 15.000-20.000 uomini.

Una volta che i paesi avranno accettato di partecipare, l'organizzazione della logistica e l'addestramento richiederanno diverse settimane. L'obiettivo è il dispiegamento «all'inizio del 2026», secondo un funzionario USA.

15:31
15:31
I morti a Gaza hanno superato quota 70.000

Il ministero della Sanità di Gaza, guidato da Hamas, ha riferito che il numero dei morti nella Striscia dall'inizio della guerra con Israele è di 70.100, dopo il recupero di oltre 600 corpi dalle macerie. Lo riportano i media israeliani.

Dall'inizio della tregua, il 10 ottobre, 354 persone sono rimaste uccise e 906 ferite, secondo la stessa fonte.

14:29
14:29
Due bambini uccisi da un drone israeliano a Khan Yunis

Due fratellini di 10 e 12 anni sono stati uccisi da un drone israeliano a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono l'agenzia palestinese Wafa e la Reuters, citando medici e parenti dei due bambini.

Lo zio dei bambini ha dichiarato che un drone israeliano ha aperto il fuoco su Fadi e Goma Abu Assi, mentre stavano raccogliendo legna da ardere per aiutare il padre costretto su una sedia a rotelle. Almeno 354 palestinesi sono stati uccisi dall'inizio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, il 10 ottobre, secondo le autorità sanitarie di Gaza, ricorda la Reuters.

09:31
09:31
Il punto alle 9.30

L'ONU ha bollato come una «apparente esecuzione sommaria» l'uccisione di due palestinesi a colpi d'arma da fuoco in Cisgiordania mentre si arrendevano alle forze israeliane.

«Siamo sconvolti dalla sfacciata uccisione di due palestinesi da parte della polizia di frontiera israeliana giovedì a Jenin», ha detto ieri a Ginevra il portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Jeremy Laurence, definendo l'incidente «un'altra apparente esecuzione sommaria».

L'episodio è emerso con la diffusione di un video trasmesso dal canale arabo Al Ghad Tv che mostrava due persone uscire con le mani alzate in segno di resa da un edificio, mentre i militari puntano contro di loro armi da fuoco. Si sente poi l'esplosione di diversi colpi con entrambe le persone che rimangono accasciate al suolo. L'Idf e la polizia israeliana hanno annunciato un'indagine.