Parigi sotto shock: «Il colpo al Louvre? Un'insopportabile umiliazione per il Paese»

Parigi è sotto shock. Questa mattina, lo ricordiamo, una banda di ladri ha rubato nove gioielli appartenenti alla collezione di Napoleone Bonaparte esposta al museo parigino, uno dei luoghi simbolo della cultura mondiale. Il furto è avvenuto pochi minuti dopo l’apertura, nella Galleria di Apollo, la sala che ospita alcuni dei pezzi più preziosi della storia francese. E mentre il Paese segue con apprensione le ultime sulle indagini, la rapina è già stata strumentalizzata per duri attacchi politici contro un governo già più che traballante.
Che cosa è successo
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri - quattro, stando alle informazioni raccolte da Le Parisien - avrebbero agito con rapidità e precisione, impiegando una manciata di minuti per entrare e fuggire. Due di loro, travestiti da operai con gilet gialli, si sarebbero serviti di un camion montacarichi dotato di piattaforma mobile, approfittando di lavori in corso sul lato della Senna. Grazie alla scala, avrebbero raggiunto il primo piano, forzato una finestra con seghetti circolari e avuto accesso diretto alla sala presa di mira. Altri due complici li attendevano all’esterno, ciascuno a bordo di uno scooter TMax, usato per la fuga verso la periferia sud e probabilmente l’autostrada A6.
Il bottino, giudicato “inestimabile” dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, comprende una parure, una collana, due corone, una spilla e un paio di orecchini. Tra i pezzi trafugati, la celebre corona dell’imperatrice Eugenia, ornata da 1.354 diamanti e 56 smeraldi, è stata ritrovata poche ore dopo vicino al museo, danneggiata, secondo quanto riferito da una fonte informata all'AFP. Un secondo oggetto fra quelli trafugati - non è ancora chiaro quale - è stato recuperato in circostanze analoghe.
Le indagini
Le autorità francesi hanno immediatamente avviato un’inchiesta per “furto organizzato e associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reato”, affidata alla Brigata per la repressione della criminalità della Polizia giudiziaria (BRB), con il supporto dell’Ufficio centrale per la lotta al traffico di beni culturali (OCBC). «Si tratta di un colpo importante, messo a segno da professionisti che conoscevano bene il luogo», ha dichiarato Nuñez, che ha visitato il museo subito dopo l’accaduto. Il ministro ha ammesso che «esiste una grande vulnerabilità nei musei francesi», pur garantendo che «tutti gli sforzi sono in corso per identificare e arrestare i responsabili».
Anche la ministra della Cultura, Rachida Dati, si è recata sul posto e ha confermato che «l’operazione si è svolta senza violenza» e in tempi rapidissimi: «quattro minuti», ha precisato in un’intervista televisiva, mentre Nuñez ha parlato di sette. «I visitatori sono stati evacuati per consentire agli investigatori di lavorare in sicurezza. Nessuno è rimasto ferito», ha aggiunto. Testimoni presenti nella piazza del museo hanno raccontato momenti di panico. «La polizia correva vicino alla Piramide e cercava di entrare dalle porte laterali, ma erano chiuse. Dentro, la gente batteva sui vetri per uscire», ha scritto un visitatore su X. Ma alcuni filmati girati in quel momento mostrano i visitatori lasciare il museo con relativa calma, più confusi sulle ragioni dell'evacuazione, che spaventati.
Per ora, gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza e verificando eventuali legami con bande internazionali specializzate nel traffico di opere d’arte. Secondo fonti vicine all’inchiesta, citate dai media francesi, la rapidità dell’azione e la conoscenza dei punti deboli dell’edificio farebbero pensare a un gruppo esperto, che avrebbe effettuato sopralluoghi nei giorni precedenti.
«Non possiamo escludere che si tratti di ladri stranieri», ha ammesso il ministro dell’Interno. «Ma abbiamo fiducia nel lavoro della nostra polizia giudiziaria».
Strumentalizzazione
Negli ultimi anni, la direzione del museo aveva denunciato diverse criticità infrastrutturali e infiltrazioni d’acqua che avevano già imposto la chiusura temporanea di alcune sale. Il piano "Nouvelle Renaissance”, presentato dal presidente Emmanuel Macron nel 2023, prevedeva un ampio programma di ristrutturazioni per oltre 700 milioni di euro, destinato a rafforzare anche la sicurezza degli spazi espositivi.
Il colpo ha immediatamente scatenato reazioni politiche. Jean-Philippe Tanguy, deputato del Rassemblement National, ha parlato su X di «furto ignobile» e accusato le autorità di «mentire sull’assenza di protezione dei musei francesi». Secondo il parlamentare, «il Louvre aveva i mezzi finanziari per garantire un livello di sicurezza adeguato».
Il presidente del partito, Jordan Bardella, ha definito l’accaduto «un’insopportabile umiliazione per la Francia», chiedendo come sia stato possibile che «una banda di ladri sia riuscita a sottrarre i gioielli della Corona in pochi minuti nel cuore della capitale».
