Parla un passeggero del volo FlyDubai: «Ci stavamo per schiantare, ho pensato fosse tutto finito»

«Rendo omaggio agli eroi a bordo del volo proveniente da Dubai, che hanno dimostrato prontezza, coraggio e intraprendenza. Ho dato istruzioni all'apparato di sicurezza di prepararsi ad affrontare eventuali ulteriori minacce». Parole, queste, pronunciate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video su quanto accaduto a bordo del volo FlyDubai che ha effettuato un atterraggio d'emergenza in Arabia Saudita. I contorni di quanto accaduto ad alta quota sono ancora da chiarire. Secondo le prime indiscrezioni, comandante e primo ufficiale del Boeing 737 MAX 8 della compagnia emiratina sono stati portati in ospedale. I passeggeri, al momento, parlano di un «pilota accoltellato». Ma solo le indagini, basate anche e soprattutto sulle testimonianze di chi era a bordo dell'aereo, potranno chiarire, ufficialmente, che cosa sia accaduto.
«Ho parlato con uno dei passeggeri israeliani che è intervenuto per fermare l'aggressore, hanno dimostrato un coraggio incredibile, hanno prevenuto una tragedia enorme», ha aggiunto nel videomessaggio, spiegando, a sua volta, che il pilota avrebbe «accoltellato il comandante e aveva intenzione di far precipitare l'aereo». Sempre secondo il premier israeliano, l'accoltellatore è al momento sotto interrogatorio da parte delle autorità saudite. «Siamo in contatto costante con paesi rilevanti per garantire il ritorno dei passeggeri in sicurezza in Israele».
Nel frattempo, mentre le indagini fanno il loro corso, un passeggero del volo FlyDubai ha all'AFP di essere ripartito da Tabuk alla volta di Tel Aviv su un nuovo aereo. Un volo di rimpatrio che è atterrato, in sicurezza, all'aeroporto internazionale di Ben Gurion a Tel Aviv. Nel frattempo, FlyDubai, tramite un portavoce, ha dichiarato che «in questa fase iniziale, le cause e le motivazioni alla base dell'accaduto sono ignote e restano oggetto di un'indagine formale. Invitiamo tutte le parti ad astenersi da speculazioni premature mentre le autorità ricostruiscono i fatti».
Daniel – questo il nome del testimone a bordo del volo FZ 1073 – ha raccontato all'emittente israeliana Channel 12 che per un tempo che gli è sembrato «un'eternità», sebbene si sia trattato di due o tre minuti, l'aereo ha continuato a precipitare e a roteare. «Ci stavamo per schiantare. Ho pensato: è finita. È tutto finito. L'11 settembre sta accadendo di nuovo». Ma il racconto prosegue, carico di dettagli. «All'inizio ho sentito una colluttazione proveniente dalla cabina di pilotaggio. La porta era leggermente socchiusa e ho visto un tentativo di spingere fuori qualcuno. Poi tre israeliani che erano seduti dietro di me sono venuti a vedere cosa stava succedendo, e improvvisamente l'aereo è entrato in una picchiata molto ripida. Ho capito poi che il copilota ha accoltellato il comandante e, una volta immobilizzato l'aggressore da parte di tre israeliani, altri due piloti a bordo hanno preso il controllo dell'aereo». Daniel ha immediatamente pensato che si trattasse di un attentato terroristico. «Ho sentito le urla durante la colluttazione e ho visto il sangue sul pavimento proveniente dalla cabina del pilota, che è stato portato fuori», ha aggiunto, spiegando di aver temuto che l'aereo sarebbe stato dirottato in Iran.
Le ultime immagini del velivolo, che si trova ancora all'aeroporto di Tabuk, pubblicate da Flightradar24 mostrano una parte del timone dell'aeromobile apparentemente mancante o danneggiata.
