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Passamontagna, pistola e martelli, così è stata rapinata la gioielleria a Tavernola

Il colpo all'interno di una gioielleria alla fine di aprile, con una refurtiva di circa 100 mila euro – Eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere, una donna denunciata per favoreggiamento – Sono tutti poco più che ventenni
© Polizia di Stato italiana
Red. Online
27.05.2026 14:24

La pistola puntata alla testa della commessa e i colpi contro le vetrine con i martelli: così tre ventenni hanno rapinato, il 23 aprile, una gioielleria nel centro commerciale di Tavernola (Como). Ora sono stati arrestati. E le telecamere hanno ripreso la violenza del colpo.

Nella mattinata di martedì 26 maggio 2026 la Polizia di Stato italiana, coordinata dalla procura della Repubblica di Como, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani di 23 anni, uno residente a Como e l’altro a Maslianico, ritenuti gravemente indiziati di avere preso parte alla rapina aggravata.

Il colpo con passamontagna, pistola e martelli

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile, i due sarebbero coinvolti nell’assalto avvenuto in una gioielleria all’interno del centro commerciale di Tavernola, dove un gruppo di rapinatori aveva fatto irruzione armato di pistola e martelli, con il volto coperto da passamontagna. Durante il blitz erano state infrante le vetrine del negozio ed erano stati portati via monili in oro e preziosi per un valore complessivo stimato attorno ai 100 mila euro.

Dopo il fermo immediato di uno dei presunti responsabili, le indagini della squadra mobile hanno consentito di risalire anche all’identità degli altri due giovani arrestati nelle ultime ore. Inoltre, gli agenti hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione di un’altra 23.enne, anch’essa residente a Como, a seguito della quale sono stati rinvenuti monili in oro riconducibili alla refurtiva della rapina. La 23.enne è stata denunciata in stato di libertà per favoreggiamento.

Il gip del tribunale di Como ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per i due 23.enni italiani. Gli agenti li hanno rintracciati nelle rispettive abitazioni e arrestati notificando loro il provvedimento. Entrambi sono stati poi trasferiti nella casa circondariale del Bassone.

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