Il caso

Per Trump la coppia «Vance-Rubio», alle elezioni del 2028, sarebbe «imbattibile»

Il presidente americano, in un'intervista al podcast Pod Force One, si è espresso sulla possibile candidatura degli attuali vicepresidente e segretario di Stato: «Sarebbero una squadra molto difficile da battere»
© AP Photo/Mark Schiefelbein
Red. Online
03.06.2026 22:29

A un anno e mezzo dall'inizio del suo secondo mandato, Donald Trump guarda al futuro degli Stati Uniti. Soprattutto, su chi prenderà il suo posto, eventualmente, alla Casa Bianca. In un'intervista al podcast «Pod Force One», il presidente degli Stati Uniti si è espresso, in particolare, sulla coppia «Vance-Rubio» che, nel 2028, potrebbe candidarsi per guidare il Paese a stelle e strisce. Per Trump, questo duo, in particolare, sarebbe «imbattibile». «Penso che JD e Marco, come squadra, sarebbero molto difficili da battere», ha dichiarato il tycoon nell'intervista condotta da Miranda Devine. «È una cosa interessante, umana, un'equazione umana. Li vedo insieme e vanno molto d'accordo». 

Al momento – è bene sottolinearlo – non sono ancora giunte candidature formali per le elezioni di novembre 2028. Tantomeno quelle di Vance e Rubio. Entrambi, però, sono considerati due ottimi candidati per la nomination repubblicana. A conferma di questo dato, c'è anche il recente intervento di Rubio sul podio della Casa Bianca, che ha riscosso elogi da parte dei repubblicani e persino di alcuni democratici. Molti, infatti, hanno notato la sua disinvoltura, le sue battute – e i riferimenti all'hip hop degli anni '90 – nel descrivere la posizione negoziale dell'Iran. Un intervento che, neanche a dirlo, non è passato inosservato e, al contrario, è stato particolarmente apprezzato. 

Ciononostante, mentre Trump alimenta le discussioni sulla successione, Vance e Rubio minimizzano le proprie ambizioni per il 2028. Come detto, al momento, nessuno si è ancora formalmente candidato, ma le manovre politiche sono già iniziate. Tuttavia, a fine ottobre, il vicepresidente si era espresso sul suo rapporto con il segretario di Stato, proprio a seguito di un'affermazione di Trump in cui, già mesi fa, sosteneva che la coppia possa succedergli nella candidatura presidenziale del 2028. 

Già sette mesi fa, Miranda Devine aveva sollevato il tema in un'altra puntata di Pod Force One con JD Vance. In quell'occasione, la conduttrice aveva sottolineato che Trump non aveva mai specificato chi, nella coppia «Vance-Rubio», ricoprirebbe il ruolo di presidente e chi quello di vicepresidente. Un aspetto su cui Devine aveva insistito, chiedendo all'attuale vicepresidente se potessero esserci tensioni tra i due repubblicani. «Prima di tutto, no, non ci sarà alcuna tensione», aveva dichiarato Vance. «Marco è il mio migliore amico nell'amministrazione. Io e lui lavoriamo molto insieme e credo davvero che gran parte del buon lavoro che svolgiamo come amministrazione sia dovuto al fatto che siamo tutti in grado di lavorare insieme». 

Non solo. In quell'occasione, Vance aveva definito «premature» le discussioni su una possibile candidatura congiunta, tra lui e Marco Rubio. «Non voglio mai svegliarmi – e finora non mi è mai capitato – pensando "Come faccio a diventare presidente degli Stati Uniti?". Quello che penso, quando mi sveglio, è: "Come faccio a svolgere bene il mio ruolo di vicepresidente?". E penso che Marco Rubio, in quanto segretario di Stato, si ponga la stessa domanda». 

Tornando al presente, Trump nel podcast Pod Force One non si è limitato a parlare della coppia Vance-Rubio. Il presidente, parlando con Miranda Devine, ha confermato anche la notizia riportata ieri da Axios, secondo cui avrebbe urlato e inveito contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a causa delle minacce di Israele di riprendere i bombardamenti aerei sui sobborghi meridionali di Beirut all'inizio di questa settimana. Axios, come noto, aveva riferito che secondo alcuni funzionari statunitensi, Trump avrebbe definito detto al suo interlocutore: «Sei fott*** pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il c***. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo. Che ca*** stai facendo?». Trump ha confermato a Devine di aver, a tutti gli effetti, pronunciato queste parole. «L'ho fatto», ha dichiarato. «Non ero "arrabbiato". Ero un po' turbato dal fatto che lui continui a scontrarsi con il Libano. A un certo punto ho detto "Bibi, dobbiamo smetterla, dobbiamo smetterla"». Il presidente americano, tuttavia, ha sottolineato di aver lavorato «molto bene» col premier israeliano. «Mi piace molto Bibi. E lavoro molto bene con lui».