Perché le sanzioni europee contro la Russia rischiano di scadere?

C’è grande preoccupazione a Kiev. Tutte le sanzioni imposte dall’Unione europea alla Russia rischiano infatti di scadere. Ogni sei mesi, il Consiglio europeo proroga le restrizioni contro Mosca, ma lo scorso 15 settembre il rinnovo è stato prolungato solamente di una settimana. Pure con l'Ungheria guidata dall’ex premier filorusso Viktor Orbán le sanzioni non sono mai state bloccate. Qualcosa si è però inceppato negli scorsi giorni, quando la Francia si è messa di traverso a Bruxelles, facendo traballare il sistema di restrizioni per la prima volta dal 2022. Il motivo? Parigi chiede che l'oligarca russo Alisher Usmanov venga estromesso dalla black-list. Una richiesta che fa il paio con quella avanzata dalla Slovacchia lo scorso marzo, la quale chiede lo stesso trattamento per Mikhail Fridman, un altro oligarca vicino al Cremlino.
A sorpresa, la Francia si è aggiunta a Bratislava nel sostenere la rimozione di Usmanov, creando scompiglio al Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), il quale ha rinnovato le sanzioni per «7 giorni, fino alla mezzanotte di martedì 22 settembre», in modo da «concedere agli Stati membri più tempo per esaminare in modo approfondito» le varie proposte. Se non dovesse essere raggiunto un accordo, le sanzioni europee che colpiscono circa 3 mila persone ed entità accusate di sostenere il regime russo di Vladimir Putin potrebbero scadere. Questo, ad esempio, permetterebbe agli oligarchi vicini al presidente russo di tornare a viaggiare liberamente nei Paesi UE, nonché la possibilità di poter rimettere le mani sui i propri beni congelati nel territorio europeo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato l'idea di revocare le sanzioni contro Usmanov e Fridman: «Questo non è assolutamente il momento di revocare le sanzioni, non è assolutamente il momento di proteggere gli oligarchi russi dalle sanzioni e non è assolutamente il momento per l'Europa di fare regali alla Russia», ha affermato il leader ucraino citato dal Kyiv Independent.
Secondo il Financial Times, la richiesta della Francia sarebbe legata a una condizione posta dall’Azerbaigian per la liberazione di due cittadini francesi detenuti nella capitale Baku. Tra questi vi sarebbe pure Martin Ryan, un uomo d'affari incarcerato con l'accusa di spionaggio. Parigi starebbe dunque provando a convincere Bruxelles a togliere le sanzioni contro Usmanov, in modo che poi l’Azerbaigian liberi i due cittadini francesi imprigionati.
La questione, tuttavia, è molto controversa. Secondo l’europarlamentare olandese Thijs Reuten, la vicenda potrebbe creare un precedente molto pericoloso, e potrebbe far passare l’idea che «se un oligarca russo vuole uscire dalla lista delle sanzioni, andrebbero presi in ostaggio dei cittadini europei».
Nato a Tashkent, quando l'Uzbekistan era parte dell'Unione Sovietica, Usmanov ha poi fatto fortuna in Russia, diventando uno degli oligarchi più ricchi con partecipazioni in aziende chiave come Metalloinvest, Mail.ru, Megaphone e la holding USM. Una fitta rete - a tratti anche globale, considerati gli investimenti nelle aziende tecnologiche USA come Facebook, Twitter e Apple - che lo ha posto al centro del capitalismo di corte al Cremlino.
Usmanov, che è musulmano e imparentato con l'attuale presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev, ha però negato di essere un «oligarca vicino allo zar», così come lo ha bollato l'Unione europea dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, quando lo ha aggiunto nella lista nera dell'UE.
L’altro individuo che si vorrebbe togliere dalla black-list è Mikhail Fridman, cofondatore del conglomerato russo Alfa Group e membro della cerchia ristretta di Vladimir Putin. La Turchia chiede da tempo che le sanzioni contro i due oligarchi vengano rimosse.
Non è chiaro perché l'Azerbaigian stia cercando di negoziare uno scambio di prigionieri con la Francia per rimuovere dalla lista delle sanzioni l'oligarca uzbeko-russo, piuttosto che uno qualsiasi dei suoi cittadini presi di mira dall'Europa o una delle numerose aziende sanzionate da Bruxelles. Interpellato dalla Reuters, un diplomatico azero ha semplicemente descritto l'oligarca come un «filantropo e personaggio pubblico di grande fama».
